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    MUORE DOPO RISSA AL BAR, LA 'MOLLA' DELLA LITE FORSE CALCIOPOLI

    PADOVA - Gli scudetti rubati, la frustrazione di chi le vittorie non le vede da troppo tempo, la girandola di illazioni e verità sorte sul calcio e il cuore votato a squadre diverse ma anche, forse, qualche birra di troppo. E' questa la molla che pare abbia fatto scattare il diverbio, questa notte a Sant'Angelo di Piove di Sacco (Padova) che, trasformatosi in rissa, ha portato alla morte di un uomo.
    La tesi emergerebbe da alcune dichiarazioni rilasciate alle forze dell'ordine che però, sull'argomento, mantengono il massimo riserbo.

    La scena, all'esterno del bar del locale "Circolo Arci", ha come protagonisti Manolo Diana, 20 anni, idraulico di fede interista; davanti a lui c'é Renzo Trabuio (48) muratore juventino; entrambi sono del luogo e come tutti, in quel piccolo paese, si conoscono praticamente da sempre.

    Dopo aver bevuto all'interno del locale escono per fumarsi una sigaretta e qui, come spesso accade in quel bar, cominciano a discutere di calcio. Si fronteggiano su posizioni opposte, inasprite dalle vicende che hanno portato più Procure e la giustizia sportiva a indagare su come fosse gestito il calcio in Italia e in particolare nel favorire la Juve. Pochi minuti e la discussione degenera, partono gli insulti e poi, in un nulla, volano ceffoni, botte e pugni. Uno scontro violento che lascia a terra Trabuio sul quale Diana, secondo i testimoni, infierisce con calci. A nulla è valso un tentativo di placare gli animi e di separare i due.

    Diana poi si allontana mentre subito appaiono gravi le condizioni del contendente. Arrivano i soccorsi del 118, i sanitari con l'ambulanza corrono all'ospedale di Piove di Sacco ma qui, dopo alcuni tentativi di rianimare Trabuio, al medico non resta che constatarne la morte per arresto cardiocircolatorio. Diana intanto è tornato sui propri passi per essere fermato dai carabinieri con l'ipotesi di reato di omicidio. Il Pm di turno, dispone subito l'autopsia, sarà l'esito dell'esame autoptico a permettergli di stabilire comunque la gravità del reato.

    Intanto, i carabinieri raccolgono le testimonianze e piano piano emerge la pista, mai confermata, della lite per divergenze di opinioni sul calcio. A spingere verso questa ipotesi, sarebbe stato anche il fratello della vittima, Sergio Trabuio, tra le prime persone sentite dai carabinieri.

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