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    25 ANNI FA LA PRIMA COMPARSA DEL VIRUS
    ROMA - Ha inizio venticinque anni fa, il 5 giugno del 1981, la storia dell'hiv, il virus responsabile di di quella che è stata definita come la 'peste del secolo', l'Aids. Sulle pagine del 'Morbidity and mortality weekly report', i Centers for Diseases control and prevention (Cdc) di Atlanta segnalarono infatti un improvviso aumento nei giovani omosessuali degli Stati Uniti di una forma di polmonite piuttosto rara e di un'altrettanto poco comune tipologia di cancro.

    Una notizia passata un po' in sordina, ma destinata ad essere seguita da altre sempre più tragiche e a cambiare la vita di molte persone. Una malattia che in cinque lustri ha mietuto 25 milioni di vittime, contagiato 65 milioni di persone di tutte le razze e i ceti sociali, non più 'castigo divino' degli omosessuali e tossicodipendenti, e il cui fronte di emergenza ora è rappresentato dall'Africa e dall'India.

    Mai nella storia delle medicina si era assistito ad una sequenza così veloce di successi in termini di ricerca e trattamento per una malattia che ha usufruito della ribalta mediatica, avvolta com'era da un alone di mistero perché venuta dal nulla. Un mistero svelato qualche giorno fa, con la scoperta di alcuni scienziati che è lo scimpanzé africano selvatico la riserva naturale del virus. Tuttavia, nonostante nel 1983, dopo solo due anni, venne identificato il virus, e nel 1987 reso disponibile il primo farmaco, l'Azt, la strada per la lotta a questa malattia, letale come il cancro e contagiosa come la tubercolosi, ma più devastante nella sua manifestazione acuta e improvvisa, è ancora in salita.

    "Quello che rimane eclatante dell'Aids - commenta Gianni Rezza, infettivologo dell'Istituto Superiore di Sanità (Iss) - é la sua elevata incidenza nel mondo. Anche se in Africa c'é il maggior numero di malati, con cifre che spaziano dal 5 al 55% di infetti in ogni stato, è l'India la nuova emergenza, con la più alta incidenza di infezioni. Se si considera il volume della popolazione laggiù, si può infatti intuire che il bersaglio dell'hiv è amplissimo. Buoni invece i risultati ottenuti in termini di prevenzione in Uganda e Tahilandia".

    Secondo l'ultimo rapporto dell'Unaids, l'agenzia dell'Onu per la lotta alla malattia, l'epidemia di Aids ha raggiunto il suo apice alla fine degli anni Novanta e circa 1,3 milioni di persone nel mondo in sviluppo sono oggi curate con farmaci retrovirali, che solo lo scorso anno hanno salvato 300 mila vite umane. In base ai dati raccolti in 70 paesi, quattro volte più persone rispetto cinque anni fa si sottopongono al test anti-Aids, anche se una vasta maggioranza dei quasi 40 milioni di sieropositivi oggi nel mondo non è consapevole di essere infetta. Ogni anno le cifre dei nuovi casi di infezione nel mondo sono da capogiro: 4,1 milioni con 2,8 milioni di morti nel 2005, contro 4,9 milioni di nuove infezioni e 3,1 milioni di morti l'anno precedente. Le scorte mondiali di preservativi sono il 50% del necessario, mentre i farmaci retrovirali, sia pure oggi più facilmente accessibili, sono ugualmente costosi e difficili da ottenere.

    Per quel che riguarda il nostro paese, si stima che le persone sieropositive siano circa 130-140 mila, 3500-4000 i casi di nuove infezioni l'anno, con una media di uno ogni ora, e 50mila sotto trattamento farmacologico con costi di circa 8mila euro l'anno per le strutture pubbliche. Azzerato ormai il rischio trasfusioni, le nuove infezioni di Aids sono dovute per il 70% a rapporti sessuali soprattutto etero.

    "Due le sfide principali da affrontare nei prossimi venticinque anni - conclude Rezza -: prevenzione e trattamento. L'attenzione sulla malattia è calata molto in fretta e di Aids se ne parla sempre meno. Dopo gli anni della grande paura, l'infezione ha ripreso a crescere. In attesa che si possa arrivare al vaccino, la cui strada è lunga e tortuosa, proprio come per la tubercolosi e la malaria, l'unica cosa da fare è puntare sulla prevenzione. Quanto al trattamento, la prossima sfida è quella della superpillola, che riunisce insieme le varie medicine e che dovrebbe arrivare sul mercato entro breve. Molti i progressi fatti, se si considera che nel giro di quindici anni si è passati da due a venti antivirali, abbassando il tasso di mortalità dal 100% al 10% e cronicizzando la malattia".

  Per non dimenticare....25anni fa iniziò l'Aids

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