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    "A casa mia venivano molti dirigenti, non solo Moggi. Ad esempio anche Facchetti, mio amico da trent'anni. Non ci vedo nulla di male". Lo ha detto l'ex designatore Paolo Bergamo nel corso della sua confessione a Matrix.

    Dopo la pubblicazione integrale delle intercettazioni "Non mi aspettavo nulla di diverso, si è formato un muro difensivo probabilmente concordato da più persone". Lo ha detto il capo ufficio indagini della Figc, Francesco Saverio Borrelli, al suo arrivo negli uffici di via Allegri.

    Riguardo al fatto che Luciano Moggi non si presenterà, il poliziotto della Figc ha detto che è "un suo diritto non presentarsi, visto che non è più tesserato. Da Moggi - ha continuato Borrelli - potevo avere solo la sua interpretazione". Sull'avanzamento delle indagini infine, Borrelli ha concluso dicendo che i pool stanno completando il quadro della vicenda.

    E sono già arrivati negli uffici della Federcalcio l'ex presidente Franco Carraro e il dirigente del Milan Leonardo Meani. Proprio ieri Adriano Galliani ha definito il ruolo di Meani all'interno del club rossonero "marginale". E le telefonate? "Mi chiamava per cose che io valutavo di poco rilievo" ha risposto il presidente della Lega Calcio.

    Manfredi Martino: "Così truccavano i sorteggi"

    Palline leccate, scrostate, vecchie e riconoscibili. Così gli ex designatori Paolo Bergamo e Pierluigi Pairetto insieme a Maria Grazia Fazi truccavano i sorteggi degli arbitri.


    Sono stati resi noti dal Romanista e ripresi dal quotidiano La Stampa in edicola oggi i verbali che raccolgono le deposizioni di Manfredi Martino, segretario della Commissione nazionali arbitri (Can).

    Il sistema delle sfere ben riconoscibili andò avanti senza problemi dal 1999 al 2003, quando il presidente della Figc Franco Carraro decise che al sorteggio doveva essere presente un notaio e che una delle due palline dovesse essere estratta non più da Bergamo, ma da un giornalista dell'Unione stampa sportiva.

    C'erano due urne. Una conteneva gli incontri della giornata, l'altra il nome dei fischietti. Pairetto infilava la mano nella prima, Bergamo nella seconda. Palline truccate, sorteggi pilotati. Questo fino al 2003. Ma nonostante i cambiamenti dopo le polemiche (le richieste di un sistema più limpido portarono all'inserimento di un giornalista sportivo), il trucco rimase.

    Dal 2003 in poi poco cambiò: il momento chiave del sorteggio, ha raccontato Martino, era rappresentato dalla pausa in cui il giornalista e Pairetto rimanevano sospesi con la mano all'interno dell'urna. Pairetto aspettava di capire quale pallina sarebbe stata estratta e si muoveva di conseguenza.

    (www.libero.it)

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    Il più pulito c'ha la rogna......:yy:

    :cool:
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    l'ho sentito ieri

    ne ha dette tante, ora si dovrebbe avere solo la buona volontà di credergli ..
    ed io non gli credo nemmeno per sbaglio
    è il solito personaggino con un cimitero nell'armadio che non ammetterà mai nulla ed è andato in Tv per dare un avvertimento agli altri, se dicono qualcosa li sputtana tutti.

    (e si è dichiarato anche comunista, stù strunz' .. :cry: :cry:, con che gente .. )

  Bergamo : "Facchetti a casa mia"

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