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    http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2006/06_Giugno/12/seborga.shtml

    La principessa s’arrende: Seborga all’Italia
    Il paesino nell'entroterra di Bordighera in mezzo a una «disputa dinastica» tra storie di reliquie e delle bende del Santo Graal


    SEBORGA (Imperia) - «Noi siamo tutti con il principe Giorgio» dice Liliana, mentre serve il pane nel negozio di commestibili, alle spalle un ritratto del principe, fascia azzurra e barbona nera. Seborga, trecentoventi anime nell’entroterra di Bordighera, è teatro di una lotta dinastica. La principessa Yasmine von Hoenstaufen, che si dichiara discendente di Federico II, rivendica la sovranità del borgo quale «avamposto del principato di Gerusalemme». Adesso, ultimo colpo di scena, la principessa ha scritto al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, perché, spiega in una nota, «Seborga torni allo Stato italiano, a patto che non sia più consentito da parte di usurpatori di manipolare la storia del Sacro Sito del Santo Sepolcro». «La principessa - conferma la figlia Kathrin Hoenstaufen - ha voluto compiere un atto di generosità, perché non è un’avventuriera, non ha mai preso un ago da nessuno. Un vero nobile dà e non prende». Ma Seborga non ci sta. «Questa tizia non può dare a nessuno quello che non è suo», dice il principe Giorgio, alias Giorgio Carbone, ex floricoltore ora regnante a tempo pieno, ma in cerca di un successore: «Sono un po’ stanco» ammette.

    Dietro a questo tira e molla fra principesse e principi-contadini sta un pronunciamento della Corte dell’Aia di cui però nessuno è in grado di fornire prova. «L’Aia ci dà ragione, afferma che Seborga non è italiana perché non esiste alcun documento di annessione ai Savoia», tuona il ministro degli Esteri, Walter Ferrari, mentre nella sua veste di ristoratore amministra il rito dell’altro principe della zona, il coniglio, servito al forno con olive e pinoli. Il tutto fa un effetto buñueliano, nella «Via lattea» i camerieri discutevano con il maître dell’eresia trinitaria di Pelagio, qui il panettiere e l’oste vanno giù duro con il Diritto canonico e il De laudibus novae militiae ovvero il testo cardine dei Templari stilato dal fondatore San Bernardo, frequentatore del borgo (a lui è consacrata la chiesa medioevale). Il nome Seborga deriverebbe proprio da Sepulcri Burgum, poi contratto in Seburgum e molto si racconta circa le reliquie che vi sarebbero segretamente custodite, comprese le bende del Cristo e il Santo Graal. Le Hoenstaufen, per altro, affermano che le reliquie, frammenti della Croce, sono in loro possesso.

    «Appena sarà convocata la nuova giunta, chiederemo questo documento dell’Aia» dice Gustavo Ottolenghi, storico di Seborga, appena eletto nelle ultime amministrative di maggio, che hanno visto la conferma del sindaco Franco Fogliarini. Comune e Principato, dopo anni burrascosi, convivono magnificamente, anche perché in un paese di 320 abitanti sarebbe difficile il contrario, il sindaco è il figlioccio del principe Giorgio e il ministro degli Esteri è il cugino. La pace è stata siglata da tempo sulla base del successo turistico. Seborga rischiava di diventare un paese fantasma, ma la «rinascita» del principato, grazie al vulcanico Giorgio I, sulla base del fatto che la vendita nel 1748 del territorio già degli abati cisterciensi ai Savoia non sarebbe mai stata ratificata, ha cambiato la storia. È arrivato il business. Il principato batte moneta, il luigino, stampa francobolli con l’effigie di Sua Altezza, ha una bandiera con croce bianca su campo azzurro e targhe personalizzate in vendita nei negozi di souvenir. Gli inglesi amano Seborga, la Bbc ha intervistato il principe Giorgio e il Times, dando notizia della sua intenzione di abdicare, ha suggerito come successore Noel Gallagher, leader degli Oasis. Ma Giorgio I non è pronto a lasciare, anzi, pensa in grande: «Sono stato a Roma - dice - per vedere se con un’assicurazione collettiva riusciamo a sistemare la questione dell’assistenza sanitaria e della pensione e, allora, sì, che diventiamo indipendenti».
    Erika Dellacasa



    :azz: non sapevo che in Italia ci fosse sto buco! :P
    [SIZE=1,8]"Mentre legge i resoconti dei problemi che s’agitano all’estero, se è un buon cittadino conservatore, con un linguaggio indo-europeo, ringrazierà una divinità ebraica di averlo fatto al cento per cento americano." (Studio dell'uomo, Ralph L

  ognuno ha i suoi "baschi"...

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