1. Stramazzarri torna  
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    Noi che giocavamo a Nascondino a tutte le ore.
    Noi che ci divertivamo anche facendo "Strega comanda color...".
    Noi che le femmine ci obbligavano a giocare a "Regina reginella" e a "Campana".
    Noi che bastavano due tappi per iniziare il giro d'Italia.
    Noi che facevamo "Palla Avvelenata".
    Noi che giocavamo regolare a "Ruba Bandiera".
    Noi che ci sentivamo ricchi se avevamo "Parco Della Vittoria e Viale dei Giardini".
    Noi che se avevi "Vicolo Corto e Vicolo Stretto" perdevi sicuro.
    Noi che i pattini avevano 4 ruote e si allungavano quando il piede cresceva.
    Noi che mettevamo le carte da gioco con le mollette sui raggi della bicicletta.
    Noi che passavamo ore a cercare i buchi sulle camere d'aria mettendole in una bacinella.
    Noi che ci sentivamo ingegneri quando riparavamo quei buchi col tip-top.
    Noi che andavamo in due sulla Graziella, e da piú grandi sul Ciao.
    Noi che il Ciao si accendeva pedalando.
    Noi che suonavamo al campanello per chiedere se c'era l'amico in casa.
    Noi che ogni volta che suonavamo rispondeva la madre.
    Noi che pensavamo di avere segreti.
    Noi che i segreti li avevamo davvero.
    Noi che abbiamo maneggiato sostanze chimiche come il pongo, il DAS e la gommapane.
    Noi che facevamo a gara a chi masticava più big babol contemporaneamente.
    Noi che se c'era un pallone e 4 alberi era già tutto ok per giocare a calcio.
    Noi che se non c'erano gli alberi si giocava lo stesso.
    Noi che dopo la prima partita c'era la rivincita, e poi la bella, e poi la bella della bella..
    Noi che non dovevamo far tardi.
    Noi che era pronta la cena proprio al momento del calcio di rigore.
    Noi che passavamo pomeriggi giocando a Risiko.
    Noi che giocavamo a "Indovina Chi?" anche se conoscevi tutti i personaggi a memoria.
    Noi che giocavamo a Forza 4.
    Noi che Scarabeo non ci piaceva.
    Noi che il cubo di Rubik non l'abbiamo mai finito, perlomeno senza barare..
    Noi che ci scambiavamo le figurine prima delle lezioni (e durante, e dopo..).
    Noi che odiavamo i PlayMobil.
    Noi che avevamo la pista Polistil, e le femmine Ciciobello col disco che frignava.
    Noi che avevamo le macchine filoguidate, e le femmine la casa di Barbie con l'ascensore.
    Noi che con un ramo di salice facevamo l'arco per sentirci Orzowei.
    Noi che a volte si litigava.
    Noi che 5 minuti dopo era già tutto dimenticato..
    Noi che giocavamo per ore a "Merda" con le carte.
    Noi che nessuno sapeva le regole del Tresette!
    Noi che avevamo il mangiadischi schiacciato con il manico.
    Noi che le cassette se le mangiava il mangianastri, e ci toccava riavvolgere il nastro con la penna.
    Noi che in TV guardavamo solo i cartoni animati.
    Noi che avevamo i cartoni animati belli...!!!
    Noi che litigavamo su chi fosse più forte tra Goldrake e Mazinga (Mazinga, ovvio..)
    Noi che guardavamo "La Casa Nella Prateria" anche se metteva tristezza.
    Noi che sognavamo un'avventura alla Ambrogio Fogar.
    Noi che ridevamo se un amico rideva.
    Noi che ridevamo se un amico piangeva!
    Noi che abbiamo raccontato 1500 volte la barzelletta del fantasma formaggino.
    Noi che le scarpe nuove duravano una settimana..
    Noi che le scarpe nuove restavano pulite un'ora!
    Noi che la domenica con le scarpe nuove dovevamo andare alla messa.
    Noi che alla messa ridevamo di continuo.
    Noi che ci emozionavamo per un bacio su una guancia.
    Noi che telefonavamo di nascosto.
    Noi che non avevamo il cellulare per andare a parlare in privato sul terrazzo.
    Noi che i messaggini li scrivevamo su dei pezzetti di carta da passare al compagno.
    Noi che c'era la Polaroid e aspettavi che si vedesse la foto.
    Noi che quando ritiravi le foto dal fotografo eravamo curiosi di vederle.
    Noi che a scuola si andava a piedi.
    Noi che scrivevamo tutti gli avvisi sul diario perdendo delle ore.
    Noi che il diario ce lo tiravamo addosso, mentre le femmine ci scrivevano romanzi d'amore.
    Noi che per andare alla gita scolastica di 5 giorni dovevamo preparare i genitori mesi prima.
    Noi che se c'era la neve si restava alla finestra a guardarla.
    Noi che come smetteva, allora TUTTI DI SOTTO!!!
    Noi che non era Natale se alla tv non vedevamo la pubblicità della Coca Cola con l'albero.
    Noi che tornavamo a casa solo quando la mamma ti chiamava dal terrazzo.
    Noi che ai compleanni il regalo per il festeggiato ce lo sceglieva la mamma.
    Noi che al nostro compleanno invitavamo tutti, ma proprio tutti, i nostri compagni di classe.
    Noi che avevamo paura che qualche amico non venisse, ma poi c'erano tutti.
    Noi che facevamo il gioco della bottiglia tutti seduti per terra.
    Noi che alle feste stavamo sempre col manico di scopa in mano.
    Noi che a carnevale la mamma ci obbligava a vestirci da Zorro.
    Noi che facevamo sogni brutti.
    Noi che ti svegliavi col battito di cuore a mille.
    Noi che dormivamo con la luce del corridoio accesa.
    Noi che dal letto guardavamo se c'era qualcuno nel buio dietro la finestra.
    Noi che andavamo a letto dopo Carosello.
    Noi che se guardavamo tutto il film delle 20:30 eravamo andati a dormire tardissimo.
    Noi che guardavamo film dell'orrore anche se avevi paura.
    Noi che poi non dormivamo per una settimana.
    Noi che leggevamo Geppo, Tiramolla, Bullo e Birillo, Soldino e Nonna Abelarda.
    Noi che rubavamo la frutta dagli alberi.
    Noi che la rubavamo anche se non ti andava di mangiarla.
    Noi che quella che non mangiavamo ce la tiravamo.
    Noi che giocavamo a calcio con le pigne.
    Noi che le pigne ce le tiravamo pure.
    Noi che il bagno si poteva fare solo dopo le 4.
    Noi che a scuola andavamo con cartelle da 2 quintali.
    Noi che le ricerche le facevamo in biblioteca, mica su Google.
    Noi che avevamo "il libro delle vacanze", ma i compiti d'estate non li facevamo.
    Noi che le poesie non le volevamo imparare.
    Noi che però sappiamo a memoria "Zoff Gentile Cabrini Oriali Collovati Scirea Conti Tardelli Rossi Antognoni Graziani (allenatore Bearzot)".
    Noi che "Disastro di Cernobyl" vuol dire che non potevamo bere il latte alla mattina.
    Noi che compravamo le uova sfuse, e la pizza alta un dito, con la carta del pane che si impregnava d'olio.
    Noi che non sapevamo cos'era la morale, solo che era sempre quella..fai merenda con Girella.
    Noi che a pranzo mangiavamo poco e a merenda divoravamo scaffali di brioches.
    Noi che campavamo di Girella e saccottini del Mulino Bianco.
    Noi che bevevamo esclusivamente il Billy.
    Noi che compravamo gli ovetti kinder per trovare il puffo falegname.
    Noi che di politica non ce ne fregava niente.
    Noi che conoscevamo solo il Presidente della Repubblica perchè c'era la sua foto in classe.
    Noi che del mondo politico conoscevamo anche Spadolini solo perchè era grassissimo.
    Noi che i politici non li conoscevamo, ma Gennaro Ulivieri e Guido Pancaldi, si.
    Noi che non c'erano grandi fratelli, isole dei famosi e fattorie..
    Noi che indossavamo maglie che pizzicavano.
    Noi che nei giorni importanti ci vestivano con le calze bianche.
    Noi che le calze bianche le odiavamo perchè erano strettissime.
    Noi che quando toglievamo le calze ci lasciavano un segno mostruoso sul polpaccio.
    Noi che per la comunione ci regalavano i compassi e le calcolatrici.
    Noi che avevamo il mappamondo con la luce dentro.
    Noi che la mamma ci metteva le toppe sui gomiti dei maglioni quando diventavamo lisi.
    Noi che le toppe le volevamo mettere anche quando i maglioni erano nuovi.
    Noi che avevamo tutti i capelli corti a spazzola.
    Noi che a volte ci pettinavamo.
    Noi che odiavamo il minestrone.
    Noi che non sapevamo leggere l'orologio a lancette.
    Noi che però sapevamo che erano le 4 perchè stava per iniziare BIM BUM BAM.
    Noi che il primo novembre era "tutti i santi", mica Halloween.
    Noi che sapevamo che ormai era pronta la cena perchè c'era Happy Days.
    Noi che ci emozionavamo se salivamo anche solo su un autobus di linea.
    Noi che ci superemozionavamo se dovevamo salire su un treno.
    Noi che credevamo che la nostra squadra era la più forte del mondo (anche gli interisti).
    Noi che ci sdraiavamo sui prati.
    Noi che tornavamo a casa regolarmente coi pantaloni sporchi d'erba.
    Noi che fra amici eravamo tutti caratterielmente diversi.
    Noi che però IN FONDO SIAMO STATI TUTTI UGUALI...!
    Noi...
    Noi che che ora siamo qui a ricordare... :rolleyes:

    http://www.anni80.info/home.htm
  2.     Mi trovi su: Homepage #4390734
    Lo scopo di questa missiva è quello di rendere giustizia a una generazione, quella di noi nati agli inizi degli anni '80 (anno più, anno meno), quelli che vedono la casa acquistata allora dai nostri genitori valere oggi 20 o 30 volte tanto, e che pagheranno la propria fino ai 50 anni.
    Noi non abbiamo fatto la Guerra, né abbiamo visto lo sbarco sulla luna, non abbiamo vissuto gli anni di piombo, né abbiamo votato il referendum per l'aborto e la nostra memoria storica comincia coi Mondiali di Italia '90. Per non aver vissuto direttamente il '68 ci dicono che non abbiamo ideali, mentre ne sappiamo di politica più di quanto credono e più di quanto sapranno mai i nostri fratelli minori e discendenti.
    Babbo Natale non sempre ci portava ciò che chiedevamo, però ci sentivamo dire, e lo sentiamo ancora, che abbiamo avuto tutto, nonostante quelli che sono venuti dopo di noi sì che hanno avuto tutto, e nessuno glielo dice.
    Siamo l'ultima generazione che ha imparato a giocare con le biglie, a saltare la corda, a giocare a lupo, a un-due-tre-stella, e allo stesso tempo i primi ad aver giocato coi videogiochi, ad essere andati ai parchi di divertimento o aver visto i cartoni animati a colori. Abbiamo indossato pantaloni a campana, a sigaretta, a zampa di elefante e con la cucitura storta; la nostra prima tuta è stata blu con bande bianche sulle maniche e le nostre prime scarpe da ginnastica di marca le abbiamo avute dopo i 10 anni.
    Andavamo a scuola quando il 1 novembre era il giorno dei Santi e non Halloween, quando ancora si veniva bocciati, siamo stai gli ultimi a fare la Maturità e i pionieri del 3+2...
    Siamo stati etichettati come Generazione X e abbiamo dovuto sorbirci Sentieri e i Visitors, Twin Peaks e Beverly Hills (ti piacquero allora, vai a rivederli adesso, vedrai che delusione). Abbiamo pianto per Candy-Candy, ci siamo innamorate dei fratelli di Georgie, guardavamo i duelli alle spade laser di "Guerre Stellari" come qualcosa di meraviglioso (paragonateli oggi a quelli de "La minaccia fantasma"), abbiamo riso con Spank, ballato con Heather Parisi, cantato con Cristina D'Avena e imparato la mitologia greca con Pollon.
    Siamo una generazione che ha visto Maradona fare campagne contro la droga. Siamo i primi ad essere entrati nel mondo del lavoro come Co.Co.Co. e quelli per cui non gli costa niente licenziarci.
    Ci ricordano sempre fatti accaduti prima che nascessimo, come se non avessimo vissuto nessun avvenimento storico. Abbiamo imparato che cos'è il terrorismo, abbiamo visto cadere il muro di Berlino, e Clinton avere relazioni improprie con la segretaria nella Stanza Ovale; siamo state le più giovani vittime di Cernobyl. Abbiamo imparato a programmare un videoregistratore prima di chiunque altro, abbiamo giocato a Pac-Man, odiamo Bill Gates e credevamo che internet sarebbe stato un mondo libero. Siamo la generazione di Bim Bum Bam, di Clementina-e-il-Piccolo-Mugnaio-Bianco e del Drive-in. Siamo la generazione che andò al cinema a vedere i film di Bud Spencer e Terence Hill. Quelli cresciuti ascoltando gli Europe e Nik Kamen, e gli ultimi a usare dei gettoni del telefono. Ci siamo emozionati con Superman, ET o Alla Ricerca dell'Arca Perduta. Bevevamo il Billy e mangiavamo le Big Babols, ma neanche le Hubba Bubba erano male; al supermercato le cassiere ci davano le caramelline di zucchero come resto (le Zigulì). Siamo la generazione di Crystal Ball ("Con Crystal Ball ci puoi giocare..."), delle sorprese del Mulino Bianco, dei mattoncini Lego a forma di mattoncino, dei Puffi, i Volutrons, Magnum P.I., Holly e Benji, Mimì Ayuara, l'Incredibile Hulk, Poochie, Yattaman, Iridella, He-Man, Lamù, Creamy, Kiss Me Licia, i Barbapapà, i Mini-Pony, le Micro-Machine, Big Jim e la casa di Barbie di cartone ma con l'ascensore. La generazione che ancora si chiede se Mila e Shiro alla fine vanno insieme. La generazione che non ricorda l'Italia Mondiale '82, e che ci viene un riso smorzato quando ci vogliono dare a bere che l'Italia di quest'anno è la favorita... L'ultima generazione a vedere il proprio padre caricare il portapacchi della macchina all'inverosimile per andare in vacanza 15 giorni. L'ultima generazione degli spinelli...
    Guardandoci indietro è difficile credere che siamo ancora vivi: viaggiavamo in macchina senza cinture, senza seggiolini speciali e senza air-bag senza ABS senza ESP, ABC, XYZ; facevamo viaggi di 10-12 ore e non soffrivamo di sindrome da classe turistica. Non avevamo porte con protezioni, armadi o flaconi di medicinali con chiusure a prova di bambino. Andavamo in bicicletta senza casco né protezioni per le ginocchia o i gomiti. Le altalene erano di ferro con gli spigoli vivi e il gioco delle penitenze era bestiale. Non c'erano i cellulari. Andavamo a scuola carichi di libri e quaderni, tutti infilati in una cartella che raramente aveva gli spallacci imbottiti, e tanto meno le rotelle!! Magiavamo dolci e bevevamo bibite, ma non eravamo obesi. Al limite uno era grasso e fine. Ci attaccavamo alla stessa bottiglia per bere e nessuno si è mai infettato. Ci trasmettevamo solo i pidocchi a scuola, cosa che le nostre madri sistemavamo lavandoci la testa con l'aceto. Non avevamo Playstation, Nintendo 64, videogiochi, 99 canali televisivi, dolby-surround, cellulari, computer e Internet, però ce la spassavamo tirandoci gavettoni e rotolandoci per terra tirando su di tutto; bevevamo l'acqua direttamente dalle fontane dei parchi, acqua non imbottigliata, che bevono anche i cani! E le ragazze si rimorchiavano inseguendole per toccar loro il sedere e giocando al gioco della bottiglia o a quello della verità, non in una chat dicendo :) :D :P Abbiamo avuto libertà, fallimenti, successi e responsabilità e abbiamo imparato a crescere con tutto ciò. Tu sei uno di nostri? Congratulazioni! Invia questo a tutti coloro che hanno avuto la fortuna di crescere come bambini.
    "Xchè? Xchèèè? 3-1, 3-2, 3-3 !!!"
  3.     Mi trovi su: Homepage #4390735
    È nei ritagli ormai del tempo
    che penso a quando tu eri qui
    era difficile ricordo bene
    ma era fantastico provarci insieme.
    Ed ora che non mi consolo
    guardando una fotografia
    mi rendo conto che il tempo vola
    e che la vita poi è una sola...
    E mi ricordo chi voleva
    al potere la fantasia...
    erano giorni di grandi sogni........sai
    erano vere anche le utopie
    Ma non ricordo se chi c'era
    aveva queste queste facce qui
    non mi dire che è proprio così
    non mi dire che son quelli lì!

    E ora che del mio domani
    non ho più la nostalgia
    ci vuole sempre qualche cosa da bere
    ci vuole sempre vicino un bicchiere!
    Ed ora che oramai non tremo
    nemmeno per amore...sì!...
    ci vuole quello che io non ho
    ci vuole "pelo" sullo stomaco!

    Però ricordo chi voleva
    un mondo meglio di così!
    sì proprio tu che ti fai delle storie...(ma dai)...
    cosa vuoi TU più di così
    E cosa conta "chi perdeva"
    le regole sono così
    è la vita! ed è ora che CRESCI!
    devi prenderla così......

    SI!!!!
    STUPENDO!
    MI VIENE IL VOMITO!
    è più forte di me
    NON lo so
    se sto qui
    o se ritorno
    se ritorno
    se ritorno tra poco, tra poco....tra poco

    Però ricordo chi voleva
    un mondo meglio di così!
    ancora tu che ci fai delle storie...(ma dai)...
    cosa vuoi TU più di così
    E cosa conta "chi perdeva"
    le regole sono così
    è la vita ed è ora che CRESCI!
    devi viverla così.......



    Hanno ragione, hanno ragione
    mi han detto:"E' vecchio tutto quello che lei fa,
    parli di donne da buon costume,
    di questo han voglia se non l'ha capito già"
    E che gli dico:"Guardi non posso, io quando ho
    amato
    ho amato dentro gli occhi suoi,
    magari anche fra le sue braccia
    ma ho sempre pianto per la sua felicità"
    Luci a San Siro di quella sera
    che c'è di strano siamo stati tutti là,
    ricordi il gioco dentro la nebbia?
    Tu ti nascondi e se ti trovo ti amo là.
    Ma stai barando, tu stai gridando,
    così non vale, è troppo facile così
    trovarti amarti giocare il tempo
    sull'erba morta con il freddo che fa qui

    Ma il tempo emigra mi han messo in mezzo
    non son capace più di dire un solo no
    Ti vedo e a volte ti vorrei dire
    ma questa gente intorno a noi che cosa fa?
    Fa la mia vita, fa la tua vita
    tanto doveva prima o poi finire lì
    ridevi e forse avevi un fiore
    ti ho capita, non mi hai capito mai

    Scrivi vecchioni, scrivi canzoni
    che più ne scrivi più sei bravo e fai danè
    tanto che importa a chi le ascolta
    se lei c'è stata o non c'è stata e lei chi è?
    Fatti pagare, fatti valere
    più abbassi il capo più ti dicono di si
    e se hai le mani sporche che importa

    tienile chiuse e nessuno lo saprà

    Milano mia portami via, fa tanto freddo,
    ho schifo e non ne posso più,
    facciamo un cambio prenditi pure
    quel po' di soldi quel po' di celebrità
    ma dammi indietro la mia seicento,
    i miei vent'anni e una ragazza che tu sai
    Milano scusa stavo scherzando,
    luci a San Siro non ne accenderanno più.





    E un altro giorno è andato, la sua musica ha finito,
    quanto tempo è ormai passato e passerà?
    Le orchestre di motori ne accompagnano i sospiri:
    l' oggi dove è andato l' ieri se ne andrà.
    Se guardi nelle tasche della sera
    ritrovi le ore che conosci già,
    ma il riso dei minuti cambia in pianto ormai
    e il tempo andato non ritroverai...

    Giornate senza senso, come un mare senza vento,
    come perle di collane di tristezza...
    Le porte dell'estate dall' inverno son bagnate:
    fugge un cane come la tua giovinezza.
    Negli angoli di casa cerchi il mondo,
    nei libri e nei poeti cerchi te,
    ma il tuo poeta muore e l' alba non vedrà
    e dove corra il tempo chi lo sa?

    Nel sole dei cortili i tuoi fantasmi giovanili
    corron dietro a delle Silvie beffeggianti,
    si è spenta la fontana, si è ossidata la campana:
    perchè adesso ridi al gioco degli amanti?
    Sei pronto per gettarti sulle strade,
    l' inutile bagaglio hai dentro in te,
    ma temi il sole e l' acqua prima o poi cadrà
    e il tempo andato non ritornerà...

    Professionisti acuti, fra i sorrisi ed i saluti,
    ironizzano i tuoi dubbi sulla vita,
    le madri dei tuoi amori sognan trepide dottori,
    ti rinfacciano una crisi non chiarita:
    la sfera di cristallo si è offuscata
    e l' aquilone tuo non vola più,
    nemmeno il dubbio resta nei pensieri tuoi
    e il tempo passa e fermalo se puoi...

    Se i giorni ti han chiamato tu hai risposto da svogliato,
    il sorriso degli specchi è già finito,
    nei vicoli e sui muri quel buffone che tu eri
    è rimasto solo a pianger divertito.
    Nel seme al vento afferri la fortuna,
    al rosso saggio chiedi i tuoi perchè,
    vorresti alzarti in cielo a urlare chi sei tu,
    ma il tempo passa e non ritorna più...

    E un altro giorno è andato, la sua musica ha finito,
    quanto tempo è ormai passato e passerà!
    Tu canti nella strada frasi a cui nessuno bada,
    il domani come tutto se ne andrà:
    ti guardi nelle mani e stringi il vuoto,
    se guardi nelle tasche troverai
    gli spiccioli che ieri non avevi, ma
    il tempo andato non ritornerà,
    il tempo andato non ritornerà,
    il tempo andato non ritornerà...




    Questa domenica in Settembre non sarebbe pesata così,
    l' estate finiva più "nature" vent' anni fa o giù di lì...
    Con l' incoscienza dentro al basso ventre e alcuni audaci, in tasca "l'Unità",
    la paghi tutta, e a prezzi d' inflazione, quella che chiaman la maturità...

    Ma tu non sei cambiata di molto anche se adesso è al vento quello che
    io per vederlo ci ho impiegato tanto filosofando pure sui perchè,
    ma tu non sei cambiata di tanto e se cos' è un orgasmo ora lo sai
    potrai capire i miei vent' anni allora, i quasi cento adesso capirai...

    Portavo allora un eskimo innocente dettato solo dalla povertà,
    non era la rivolta permanente: diciamo che non c' era e tanto fa.
    Portavo una coscienza immacolata che tu tendevi a uccidere, però
    inutilmente ti ci sei provata con foto di famiglia o paletò...

    E quanto son cambiato da allora e l'eskimo che conoscevi tu
    lo porta addosso mio fratello ancora e tu lo porteresti e non puoi più,
    bisogna saper scegliere in tempo, non arrivarci per contrarietà:
    tu giri adesso con le tette al vento, io ci giravo già vent' anni fa!

    Ricordi fui con te a Santa Lucia, al portico dei Servi per Natale,
    credevo che Bologna fosse mia: ballammo insieme all' anno o a Carnevale.
    Lasciammo allora tutti e due un qualcuno che non ne fece un dramma o non lo so,
    ma con i miei maglioni ero a disagio e mi pesava quel tuo paletò...

    Ma avevo la rivolta fra le dita, dei soldi in tasca niente e tu lo sai
    e mi pagavi il cinema stupita e non ti era toccato farlo mai!
    Perchè mi amavi non l' ho mai capito così diverso da quei tuoi cliché,
    perchè fra i tanti, bella, che hai colpito ti sei gettata addosso proprio a me...

    Infatti i fiori della prima volta non c' erano già più nel sessantotto,
    scoppiava finalmente la rivolta oppure in qualche modo mi ero rotto,
    tu li aspettavi ancora, ma io già urlavo che Dio era morto, a monte, ma però
    contro il sistema anch' io mi ribellavo cioè, sognando Dylan e i provos...

    E Gianni, ritornato da Londra, a lungo ci parlò dell' LSD,
    tenne una quasi conferenza colta sul suo viaggio di nozze stile freak
    e noi non l' avevamo mai fatto e noi che non l' avremmo fatto mai,
    quell' erba ci cresceva tutt' attorno, per noi crescevan solo i nostri guai...

    Forse ci consolava far l' amore, ma precari in quel senso si era già
    un buco da un amico, un letto a ore su cui passava tutta la città.
    L'amore fatto alla "boia d' un Giuda" e al freddo in quella stanza di altri e spoglia:
    vederti o non vederti tutta nuda era un fatto di clima e non di voglia!

    E adesso che potremmo anche farlo e adesso che problemi non ne ho,
    che nostalgia per quelli contro un muro o dentro a un cine o là dove si può...
    E adesso che sappiam quasi tutto e adesso che problemi non ne hai,
    per nostalgia, lo rifaremmo in piedi scordando la moquette stile e l'Hi-Fi...

    Diciamolo per dire, ma davvero si ride per non piangere perchè
    se penso a quella che eri, a quel che ero, che compassione che ho per me e per te.
    Eppure a volte non mi spiacerebbe essere quelli di quei tempi là,
    sarà per aver quindici anni in meno o avere tutto per possibilità...

    Perchè a vent' anni è tutto ancora intero, perchè a vent' anni è tutto chi lo sa,
    a vent'anni si è stupidi davvero, quante balle si ha in testa a quell' età,
    oppure allora si era solo noi non c' entra o meno quella gioventù:
    di discussioni, caroselli, eroi quel ch'è rimasto dimmelo un po' tu...

    E questa domenica in Settembre se ne sta lentamente per finire
    come le tante via, distrattamente, a cercare di fare o di capire.
    Forse lo stan pensando anche gli amici, gli andati, i rassegnati, i soddisfatti,
    giocando a dire che si era più felici, pensando a chi s' è perso o no a quei party...

    Ed io che ho sempre un eskimo addosso uguale a quello che ricorderai,
    io, come sempre, faccio quel che posso, domani poi ci penserò se mai
    ed io ti canterò questa canzone uguale a tante che già ti cantai:
    ignorala come hai ignorato le altre e poi saran le ultime oramai...




    C'era una donna, l'unica che ho avuto,
    aveva i seni piccoli e il cuore muto,
    nè in cielo, nè in terra, una casa possedeva,
    sotto un albero verde dolcemente viveva,
    sotto un albero verde dolcemente viveva.
    Legato ai suoi fianchi con un filo d'argento,
    un vecchio aquilone la portava nel vento
    e lei lo seguiva senza fare domande
    perchè il vento era amico e il cielo era grande,
    perchè il vento era amico ed il cielo era grande.

    Io le dissi ridendo "Ma Signora Aquilone
    non le sembra un pò idiota questa sua occupazione?".
    Lei mi prese la mano e mi disse "Chissà,
    forse in fondo a quel filo c'è la mia libertà,
    forse in fondo a quel filo c'è la mia libertà".

    E così me ne andai che ero un poco più saggio
    con tre soldi di dubbio e due di coraggio
    e incontrai un ubriacone travestito da santo
    che ogni sera si ubriacava bevendo il proprio pianto,
    che ogni sera si ubriacava bevendo il proprio pianto.
    E mi feci vicino e gli chiesi perdono
    ma volevo sapere se il suo pianto era buono.
    Lui mi disse "Fratello, è antico come Dio,
    ma è più dolce del vino perchè l'ho fatto io,
    ma è più dolce del vino perchè l'ho fatto io".

    E prima che le stelle diventassero lacrime
    e prima che le lacrime diventassero stelle
    ho scritto canzoni per tutti i dolori
    e forse questa qui non è delle migliori, e forse
    questa qui non è delle migliori.




    Santa Lucia, per tutti quelli che hanno occhi
    e gli occhi e un cuore che non basta agli occhi
    e per la tranquillità di chi va per mare
    e per ogni lacrima sul tuo vestito,
    per chi non ha capito.

    Santa Lucia per chi beve di notte
    e di notte muore e di notte legge
    e cade sul suo ultimo metro,
    per gli amici che vanno e ritornano indietro
    e hanno perduto l'anima e le ali.

    Per chi vive all'incrocio dei venti
    ed è bruciato vivo,
    per le persone facili che non hanno dubbi mai,
    per la nostra corona di stelle e di spine,
    per la nostra paura del buio e della fantasia.

    Santa Lucia, il violino dei poveri è una barca sfondata
    e un ragazzino al secondo piano che canta,
    ride e stona perchè vada lontano,
    fa che gli sia dolce anche la pioggia delle scarpe,
    anche la solitudine.




    Evaporato in una nuvola rossa
    in una delle molte feritoie della notte
    con un bisogno d'attenzione e d'amore
    troppo, "Se mi vuoi bene piangi "
    per essere corrisposti,
    valeva la pena divertirvi le serate estive
    con un semplicissimo "Mi ricordo":
    per osservarvi affittare un chilo d'era
    ai contadini in pensione e alle loro donne
    e regalare a piene mani oceani
    ed altre ed altre onde ai marinai in servizio,
    fino a scoprire ad uno ad uno i vostri nascondigli
    senza rimpiangere la mia credulità:
    perché già dalla prima trincea
    ero più curioso di voi,
    ero molto più curioso di voi.

    E poi sorpreso dai vostri "Come sta"
    meravigliato da luoghi meno comuni e più feroci,
    tipo "Come ti senti amico, amico fragile,
    se vuoi potrò occuparmi un'ora al mese di te"
    "Lo sa che io ho perduto due figli"
    "Signora lei è una donna piuttosto distratta."
    E ancora ucciso dalla vostra cortesia
    nell'ora in cui un mio sogno
    ballerina di seconda fila,
    agitava per chissà quale avvenire
    il suo presente di seni enormi
    e il suo cesareo fresco,
    pensavo è bello che dove finiscono le mie dita
    debba in qualche modo incominciare una chitarra.

    E poi seduto in mezzo ai vostri arrivederci,
    mi sentivo meno stanco di voi
    ero molto meno stanco di voi.

    Potevo stuzzicare i pantaloni della sconosciuta
    fino a farle spalancarsi la bocca.
    Potevo chiedere ad uno qualunque dei miei figli
    di parlare ancora male e ad alta voce di me.
    Potevo barattare la mia chitarra e il suo elmo
    con una scatola di legno che dicesse perderemo.
    Potevo chiedere come si chiama il vostro cane
    Il mio è un po' di tempo che si chiama Libero.
    Potevo assumere un cannibale al giorno
    per farmi insegnare la mia distanza dalle stelle.
    Potevo attraversare litri e litri di corallo
    per raggiungere un posto che si chiamasse arrivederci.

    E mai che mi sia venuto in mente,
    di essere più ubriaco di voi
    di essere molto più ubriaco di voi.





    Caravan petrol
    caravan petrol
    caravan petrol
    caravan
    mm'aggio affittato
    nu camello
    mm'aggio accattato
    nu turbante
    nu turbante 'a
    rinascente
    cu 'o pennacchio
    russo e blu
    cu 'o fiasco
    'mmano e 'o
    tammurriello
    cerco 'o
    ppetrolio americano
    mentre abballano 'e
    beduine mentre
    cantano 'e ttribbu'
    comme si' bello a
    cavallo a
    stu camello
    cu 'o binocolo a
    tracolla
    cu 'o turbante e 'o
    narghile'
    hue' si' curiuso
    mentre scave
    stu pertuso
    scordatello
    nun e' cosa
    cca' 'o ppetrolio
    nun ce sta
    allah allah allah
    ma chi
    t'ha ffatto fa'
    comme si' bello a
    cavallo a
    stu camello
    cu 'o binocolo a
    tracolla
    cu 'o turbante e 'o
    narghile'
    cu 'o fiasco
    'mmano e cu 'o
    camello
    cu 'e gguardie
    'nnanze e 'a
    folla arreto
    'rrevuta' faccio
    tuledo nun se po'
    cchiu' cammena'
    jammo e' arrivato 'o
    pazzariello
    s'e' travestuto 'a
    menelicche
    'mmesca 'o ppepe
    cu 'o ttabbacco
    chi sarra'
    st'ali' babba'
    comme si' bello a
    cavallo a
    stu camello
    cu 'o binocolo a
    tracolla
    cu 'o turbante e 'o
    narghile'
    hue' si' curiuso
    mentre scave
    stu pertuso
    scordatello
    nun e' cosa
    cca' 'o ppetrolio
    nun ce sta
    comme si' bello a
    cavallo a
    stu camello
    cu 'o binocolo a
    tracolla
    cu 'o turbante e 'o
    narghile'
    comme si' bello a
    cavallo a
    stu camello
    cu 'o binocolo a
    tracolla
    cu 'o turbante e 'o
    narghile'
    hue' so' curiuso
    mentre scave
    stu pertuso
    scordatello
    nun e' cosa
    cca' 'o ppetrolio
    nun ce sta
    allah allah
    allaha ma chi
    mm'ha ffatto fa'
    comme si' bello a
    cavallo a
    stu camello
    cu 'o binocolo a
    tracolla
    cu 'o turbante e 'o
    narghile'
    caravan petrol
    caravan petrol
    caravan petrol
    caravan petrol
    caravan
    caravan petrol
    caravan petrol
    caravan petrol
    caravan petrol
    caravan petrol






  Per Lallo e tutti quelli un po' vecchiotti...

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