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    Gilardino pare ormai titolare, Inzaghi ha capitalizzato l'opportunità avuta. E Iaquinta ha chance contro l'Australia. Vi spieghiamo il momento-no del bomber. E il dilemma di Lippi

    DUSSELDORF (Germania), 25 giugno 2006 - Dicono tutti che il bello deve ancora venire. Lo ha dichiarato Marcello Lippi all'indomani di Italia-Ghana. Lo ha sottolineato Miroslav Klose, subito dopo la vittoria della Germania contro la Svezia. Se lo augura anche Luca Toni, vittima di una falsa partenza che ha costretto il c.t. a relegarlo in panchina, ad Amburgo contro la Repubblica Ceca. Probabilmente una decisione sofferta, poiché il c.t. lo ha sempre considerato, alla stregua di Totti, una pedina inamovibile della Nazionale.
    Ma tant'è, "Mister 31 gol" nell'ultima gara del girone eliminatorio non si è visto nemmeno un minuto. E a dargli il colpo di grazia è stato Inzaghi, entrato nella ripresa e subito in gol, come Gilardino e Iaquinta. Toni a bocca asciutta; fuori forma e alle prese con una crisi di identità. Lippi, come nel caso di Totti, deve dunque affrontare un altro problema, per non gravare il lavoro della squadra che già deve supportare il capitano della Roma, a cui basterebbe, secondo Perrotta, il 70/80% per fare la differenza, ma che in realtà fa faticare il doppio i centrocampisti alle sue spalle. E con un Toni ancora pallido ricordo del bomber viola, nella squadra si creerebbero ulteriori squilibri.
    Nell'ultimo allenamento di Duisburg, prima della partenza per Kaiserslautern, Lippi ha fatto disputare una partitella 9 contro 9 nella quale ha provato più tridenti d'attacco con Totti. Ma la novità più stuzzicante è stato il giallorosso alle spalle di Gilardino e Iaquinta, anche se tutto fa pensare che contro l'Australia possa scendere in campo un modulo simile a quello di Amburgo (4-3-2-1), con un centrocampo a tre composto da Perrotta, Pirlo e Gattuso, un tridente con un centravanti puro come Gilardino (ormai l'intoccabile) e due punte larghe, pronte, a turno, ad arretrare sulla linea dei centrocampisti per aggiungere un uomo in più: Totti sulla destra e, questa potrebbe essere la novità, Iaquinta a sinistra.
    Ma riuscirà Lippi ancora una volta a rinunciare a Toni, rischiando di provocare un contraccolpo psicologico al cannoniere della Fiorentina? Proprio subito dopo il Ghana il c.t. affermò che un bomber fuori forma è un camaleonte, capace di trasformarsi quando meno te lo aspetti. Un po' come accadde a Paolo Rossi, che divenne capocannoniere del Mondiale spagnolo dell'82, segnando nelle ultime tre partite del torneo.

  Toni adesso rischia l'ultima fila

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