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    Deferimento Viola: analisi del mostro giuridico

    26/06/2006


    Il deferimento operato da Palazzi, nominato nel suo ruolo dal deferito Carraro, è un testo di rara rozzezza da cui emerge con chiarezza l’assoluta ignoranza degli eventi agonistici oggetto degli stessi deferimenti nonché la recente storia del calcio italiano. Discorso a parte merita l’inciviltà giuridica che traspare dalle stesse pagine. La duplice corsa a cronometro fatta da Borrelli, per "completare le indagini", e dallo stesso Palazzi per depositare gli annunciati deferimenti è servita solo ad accecare di giustizialismo l’opinione pubblica – operazione a cui ha pensato bene di partecipare la neo ministra dello sport Melandri … La fonte del deferimento è rappresentata dalle informative del Nucleo operativo di Roma dei Carabinieri (anche se manca quella del 21 gennaio 2006), nessun elemento aggiuntivo è stato aggiunto – escluso, forse, il sentito dire del giudice Ferri che "ha avuto notizia certa" (?) da Lotito dell’"offerta da bandito" avanzatagli da Diego Della Valle – frase che il presidente della Lazio riferisce alla questione dei diritti televisivi.

    Dalle informative si capisce:

    a) la volontà dell’Arma dei carabinieri, e dei magistrati di Napoli, di non intervenire per ristabilire la legalità, a fronte di serie violazioni della stessa che mettevano a rischio l’intero campionato 2004-2005. Il 7 novembre 2004 dovevano già intervenire (all’indomani dell’episodio Paparesta), dallo stesso mese di novembre dovevano intervenire anche per garantire che l’elezione del presidente di Lega avvenisse in un clima scevro di ricatti nei confronti delle società minori;

    b) la costruzione di un teorema da parte dell’Arma che ne ha indirizzato le indagini, evitando d’indagare in altre direzioni. Ad esempio non si indaga sulle partite che "bisogna far perdere" alla Fiorentina, ne s’indaga sull’arbitro Nucini pur palesando che Fiorentina – Messina 1-1 fu segnata dall’avversione alla squadra viola. In virtù di questo teorema ("la cupola", il "sistema Moggi"), non si mette sotto indagine il vero "tesoro" del mondo del pallone: la spartizione dei diritti televisivi. Si rivolge incessante attenzione alle pressioni di Moggi su Baldas per le moviole a LA7 e nessuna attenzione sull" "indipendenza" di giudizio delle varie moviole Mediaset. Più in generale appare chiaro che l’interesse dei vari protagonisti (dirigenti federali ed arbitrali) era il mantenimento della propria posizione all’interno del sistema calcio dominato dal duopolio Milan-Juventus.

    c) Non c’è nessuna seria analisi degli schieramenti in Lega, addirittura si equivoca la battaglia condotta da Della Valle in Lega che viene così spiegata: la creazione di "un altro polo di analoga rilevanza e peso economico" (?!).

    Palazzi ripercorre pedissequamente le spiegazioni date dai carabinieri alle telefonate, elemento che non può, per propria intrinseca natura, andare al di là del "cumulo indiziario". Il magistrato nominato da Carraro elude i riscontri oggettivi necessari, (per intendersi, la valigetta di Preziosi che ha portato il Genoa in C1) definendo le intercettazioni "una serie di elementi probatori consistenti".


    A conferma di questo giochetto di prestigio è esemplare questo passaggio: ci sono [alle conversazioni telefoniche] riscontri logici e fattuali "attribuendo ad esse valenza probatoria piena". Riscontri logici e fattuali, intendendo per "fattuale" il "circostanziale", non le "prove". Un passo indietro, per comprendere meglio il profilo giuridico delle intercettazioni. L'art. 268 del codice di procedura penale dispone che le intercettazioni telefoniche devono essere trascritte in appositi verbali. I verbali vanno immediatamente trasmessi, insieme alle registrazioni, al pubblico ministero. Ci sono stati dei casi clamorosi, negli ultimi anni, di inchieste costruite sulla base delle intercettazioni e poi clamorosamente sgonfiatesi. Un caso poco noto, ma giuridicamente rilevante: nel maggio del 2001 sono arrestati 8 militanti del gruppo romano "Iniziativa comunista" con l’accusa di appartenere alle BR. Saranno assolti nel settembre 2004 perché il fatto non sussiste. Le intercettazioni erano state malamente interpretate dai carabinieri. Questo è uno dei problemi dell’intera vicenda: le intercettazioni di questi mesi sono state sentite solo dai carabinieri che le hanno trascritte. Torniamo al tifoso partenopeo Palazzi. E’ clamorosa la disinvoltura con cui le stesse intercettazioni vengono piegate a significati diversi. Assumono valore di assoluta verità perché gli intercettati "sono ignari di essere oggetto delle intercettazioni". Hanno il significato contrario, come nel caso dell’incontro a pranzo di Della Valle con Bergamo, per evitare le "temute intercettazioni".


    Schizofrenia giuridica? O che altro? Palazzi si spinge oltre, affermando che delle intercettazioni non può essere contrastata la "chiave di lettura ermeneutica". Il termine ermeneutica ha questi significati: filologicamente, interpretazione di testi antichi, specialmente sacri, in ambito filosofico e linguistico teoria dell’interpretazione.

    L’obiettivo di Palazzi è quello di escludere a prescindere ogni possibile, e plausibile, interpretazione alternativa.

    Il contesto agonistico, già oggetto di un efficace articolo di Salvatore Napolitano sull’analisi delle partite "indiziate", è clamoroso. Si parte da un Bologna – Fiorentina in cui per i carabinieri, Borrelli, Palazzi è un pareggio che avvantaggia la Fiorentina nella classifica avulsa nei confronti di una diretta concorrente alla salvezza. Nessuno di questi investigatori si è preso la briga di controllare l’andamento del campionato. Al momento della partita il Bologna "non era una diretta concorrente alla salvezza" (ricordatevi gli striscioni esposti dai loro tifosi che ci prefiguravano un campionato di B con i relativi kilometraggi "da Catania a Trieste").


    Si prosegue con la vittoria in casa del Chievo, a cui Dondarini (non indagato per il Sampdoria – Fiorentina che fece scandalo) non mise nessun sigillo, per arrivare ad una comica ricostruzione della partita con la Lazio. In mezzo c’è il pareggio interno con l’Atalanta dove il promesso aiuto veniva vanificato dalla squadra – eppure Rodomonti poteva concedere un rigore dubbio a favore dei viola, o, decretare il 3 a 0 a tavolino in applicazione del decreto Pisanu per il ritardo alla gara causato dal putiferio scatenato dai tifosi bergamaschi.


    Comica ricostruzione, intanto perchè la Lazio non era salva come viene detto. Nel deferimento il pareggio (risultato preconizzato da Moggi in una telefonata) diventa una "prova" a carico della Fiorentina. Successivamente, nelle pagine che seguono, per spiegare un’altra conversazione telefonica si dice che lo stesso risultato era una "delusione" per chi "pilotava"! E l’arbitro Rosetti non è tra i deferiti… c’era il pilota automatico?


    Proviamo a riepilogare la situazione della Fiorentina rispetto alla giustizia sportiva:

    - la Fiorentina non ha mai contattato, ne direttamente ne indirettamente, arbitri, o guardalinee. La telefonata, ed il pranzo, con Bergamo ha ben poco valore:Bergamo stesso ha pubblicamente sostenuto di aver intrattenuto rapporti continui con le dirigenze di tutte le squadre di calcio (uno per tutti Facchetti).

    - si imputa ai Della Valle di essersi messi nelle mane della cupola con "la richiesta di aiuto ... univocamente confermato da tutte le risultanze probatorie", poichè "le capacità sportive non avrebbe potuto scongiurarlo [la retrocessione n.d.r]" . Di conseguenze la cupola si è adoperata alla "difficilissima operazione di salvataggio della Fiorentina che poteva essere conseguita nell’ultima giornata solo mediante un risultato predeterminato nella gara Lecce- Parma". Anche in questo caso, ne Borrelli ne Palazzi si prendono la briga di capire con quali risultati di quel match la Fiorentina si sarebbe salvata. Per farla breve: con la vittoria del Lecce retrocessione del Parma, con il pari spareggio Bologna-Parma, con la vittoria del Parma spareggio Fiorentina – Bologna. Quindi, la cupola "nel momento storico in cui si voleva ottenere la salvezza di quella società" ha ottenuto il 3-3 di Lecce – Parma, che non ha nessuna particolare rilevanza per i viola. Non c’è dubbio veramente "un capolavoro"!

    - il piegarsi alla cupola dei Della Valle è supportato dalle parole pronunciate dall’amministratore delegato Mencucci "patto d’onore", "farsi gli affari propri". Questo rappresenta, nel deferimento, una crescita di potere per la cupola in forza "dell’appoggio economicamente rilevante garantita dai Della Valle". Il fatto clamoroso e che non c’è traccia dei rapporti tra Della Valle e i componenti della cupola: non si menziona la vicenda delle comproprietà con la Juventus, che rappresenta l’opposto di quanto sostenuto da Palazzi, ne viene citato nessun altro elemento d’indagine successiva. Bastava ipotizzarlo il rapporto, evidentemente, nessun bisogno di indagare.

    - Omissione di denuncia. Come si fa ad indagare su una cosa così complessa e a non rendersi conto dei numerosi atti d’accusa nel confronto del sistema calcio, lanciati dalla Fiorentina durante il campionato 2004-2005? Erano Carraro e i altri vertici federali a dover vigilare…


    Leggendo il deferimento la conclusione non può essere che una: la montagna, di atti giudiziari, ha partorito il topolino. Nessun problema? Tutt’altro. Questo processo è già stato condotto sui media, gli stessi che sostenevano la brillante capacità di Moggi, hanno tracciato le sentenze. Al coro si sono uniti politici e magistrati. Hanno bisogno di capri espiatori, del rituale del sacrificio perché lo show business possa continuare con i medesimi principi. L’icona di tangentopoli Borrelli è stata presa apposta come "logo" dell’operazione. Il tutto in una triviale confusione di atti e termini, tanto da chiamare quest’inchiesta "calciopoli" (città del calcio) che non è esattamente quel significato da cronaca nera ricercato dai media quando hanno coniato questo neologismo.


    La verità è che in questo una crepa aperta nel sistema calcio viene subito richiusa, dando la sensazione che tutto cambi per non cambiare nulla. Eppure, sarebbe così facile uscire da 20 anni di illeciti "strutturali" con interventi semplici e capaci di garantire un futuro al gioco del calcio…


    Per questo il silenzio di chi aspetta che il vestitino sia interamente cucito addosso alla Fiorentina è un silenzio complice di chi è alla ricerca di capri espiatori: diamoci una smossa!

    Levante
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    Originally posted by TonyManero
    :dunno:


    leggete prima di fare gli spiritosi, oppure dite "non ho voglia di leggerlo perchè c'è un caldo assassino e mi fa fatica".
    Io capirò :cool: :asd:
    ora sono arrivato.....fa un caldo boia....sto squagliando.....e le vacanze sono lontane 15giorni! :cry: dammi un attimo di tregua! :asd:



    ora leggo! :cool:
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    Originally posted by TonyManero
    :dunno:


    leggete prima di fare gli spiritosi, oppure dite "non ho voglia di leggerlo perchè c'è un caldo assassino e mi fa fatica".
    Io capirò :cool: :asd:
    cosa vuoi che ti dica ???? certo alcune delle obiezioni dell'articolo sono valide ma resta pur sempre il fatto che qualcuno dovra' pagare questo appare chiaro cosi' come ci sara' chi pagherà di piu' e chi di meno....
    L'unica cosa che potresti considerare con un minimo di imparzialita' pero' è il fatto che se siete stati coinvolti un motivo oggettivo ci deve essere stato e non è certo colpa di chi ha scritto l'apparato accusatorio :cool:
    solo due cose sono infinite l'universo e la stupidita' delle persone
    A. Einstein


    [SIZE=1][I]Il mago fece un gesto e scomparve la fame, fece un altro gesto e scomparve l'ingiustizia, poi un altro ancora e te

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