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    Milano, 29 giugno - Non c’e` solo ‘calciopoli’ a turbare i sonni del calcio milanese. Alla vicenda legata alle intercettazioni si lega infatti quella connessa all’iscrizione al massimo campionato di Serie A, un’iscrizione che viene messa in dubbio dall’enorme cifra che sia Milan che Inter dovranno versare per risistemare il proprio bilancio: oltre cento milioni di euro a testa. La vicenda e` legata ai marchi rossoneri e nerazzurri, ceduti recentemente a societa` controllate, ovvero Milan Entertainment e Inter Brand. Si tratta in sostanza di una cessione del marchio considerata ‘fittizia’ (in pratica come se venisse ceduta dai due club a se` stessi) delle due societa` effettuata nel 2005, una cessione che aveva permesso a Milan e Inter di coprire l’enorme buco di denaro che si era venuto a creare per lo stop europeo al decreto spalma-ammortamenti. Una cessione pero` bocciata dalla Covisoc, che definisce l’operazione niente piu` che un ‘artificio’. Le societa` che hanno fatto ricorso a questo espediente dovranno percio` ora ricapitalizzare per rientrare nei parametri necessari all’iscrizione del campionato. E tutto entro il 9 luglio, con una cifra che supera i cento milioni di euro per entrambe le societa`, che comunque si dichiarano tranquille. Milan e Inter potranno in ogni caso ricorrere alla Coavisoc entro il 12 luglio, anche se esiste un rischio penalizzazione (di un punto) da scontare nel prossimo torneo per ogni infrazione commessa al riguardo.

  Milan e Inter, il marchio che scotta

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