1. In questo momento stai...  
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    Bisogna prendere questa partita con estrama sportività e filosifia...in fondo è una partita di calcio...









    FICCHIAMOGLI LA TORRE EIFEL SU X IL C....:muhehe:
    quando ho pensato di iniziare a capire le donne ho capito che non avevo capito un caxxo
    :azz:
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    Finale mondiale contro la Francia

    L'attesa è finita, questa sera alle ore 20 a Berlino l'argentino Elizondo fischierà l'inizio della finalissima mondiale tra Italia e Francia. Gli azzurri cercheranno di riportare in Italia la coppa del Mondo 24 anni dopo il magico 1982. Il ct Marcello Lippi conferma gli undici mandati in campo in semifinale con Totti alle spalle dell'unica punta Luca Toni. Dall'altra parte c'è l'ultima gara della carriera di Zidane.

    Ci siamo. Alle 20 l'attesa sarà finita e l'ansia per Italia-Francia lascerà spazio all'emozione e alla trepidazione. Una sfida ricca di significati, per molti una rivincita dell'Europeo del 2000, ma soprattutto la sfida per conquistare l'Olimpo del calcio: per l'Italia 24 anni dopo l'indimenticabile notte spagnola e 12 dopo la cocente delusione americana; per la Francia 8 anni dopo il trionfo casalingo e l'amarezza nippocoreana. Per gli azzurri una finale ogni 12 anni: la prima buona, la seconda da dimenticare, la terza....incrociamo le dita.
    Ma Italia-Francia sarà anche una serie di sfide nella sfida. Un confronto tra il "vecchio" e il "nuovo", tra un ciclo che tutti pensavano chiuso, quello francese, e uno che potrebbe ripercorrere le tappe transalpine, quello azzurro. Un confronto fra individualità e uomini simbolo, ma anche un faccia a faccia fra amici, perchè tra le file francesi sono ben 6 i giocatori che militano o hanno militato in Italia (Thuram, Vieira, Zidane, Henry, Trezeguet, Silvestre). Su tutti Zinedine Zidane, alla sua ultima partita di una carriera che vorrà chiudere con l'alloro più prestigioso al mondo. Zidane-dipendenti e Pirlo-dipendenti ha detto qualcuno, ma l'impressione è che l'Italia sia più gruppo, più squadra, all'interno della quale spiccano comunque le individualità che, alternandosi nelle 6 partite fin qui disputate, hanno contribuito a portare l'Italia a giocarsi il suo quarto titolo mondiale.

    E nella serata berlinese, Marcello Lippi ha intenzione di continuare sulla strada del 4-4-1-1. Niente cambi, fiducia agli azzurri che hanno superato Ucraina e soprattutto Germania, con la consapevolezza che chi entrerà a gara in corso potrà dare la svolta, come è stato con Gilardino, Iaquinta e Del Piero contro i teutonici. Quindi conferma per Materazzi al fianco di capitan Cannavaro - serio candidato ad aggiudicarsi il titolo di miglior giocatore del Mondiale -, poi Zambrotta e Grosso a spingere e a costringere Ribery e Malouda a stare più bassi. A centrocampo Gattuso e Pirlo, il primo a "rompere", il secondo a creare. A destra Camoranesi e a sinistra Perrotta, con Totti fra le linee ad inventare per l'unica punta Toni. Anche se, nel corso dell'ultimo allenamento, sembrano salite le quotazioni di Alex Del Piero. L'attaccante azzurro appare galvanizzato dalla rete contro la Germania e Lippi lo ha provato a lungo sui calci piazzati, consapevole che da una palla inattiva potrebbe decidersi la partita. La sensazione è che il bianconero partità in panchina ma potrebbe entrare a gara in corso, anche perchè contro la Francia Del piero ha ancora aperta una grossa rivincita.
    Una squadra solida, compatta che cercherà di non lasciare l'iniziativa ai francesi che hanno nel francoalgerino la principale fonte di gioco. Ma è anche la sfida degli incroci del passato, fra Marcello Lippi e quel Zidane che fece grande la sua Juventus portandola a conquistare campionati e Coppa Intercontinentale.
    Tutti gli azzurri alla vigilia hanno parlato di "fame", affermando di averne forse più dei francesi. Beh, c'è anche un intera nazione che dopo le 22 ha tanta voglia di sedersi a banchettare nelle piazze e nelle strade di tutta Italia.





    LE PAROLE DEGLI ALLENATORI:

    Lippi (Italia): "Ma un'occasione così quando ci ricapita?...". E' questa, secondo Marcello Lippi, la filosofia dell'Italia per la finale del mondiale di Germania 2006 contro la Francia: "Voglio precisare una cosa: sento parlare di festa comunque vada e mi dà fastidio. Se perderemo non avremo voglia di scherzare. E so già che essere arrivato fino a qua e non vincere mi renderebbe molto inc... La forza di una squadra cresce in base alla convinzione: l'idea che siamo arrivati in finale e che comunque vada sarà un festeggiamento non mi piace". Secondo il tecnico, Italia-Francia dovrà essere un 'punto di partenza' in vista del traguardo finale della vittoria mondiale. "Ogni tappa conquistata ci ha dato forza in più e non deve esserci nulla che sporchi la nostra voglia di vincere. Penso sia più forte la Francia della Germania, sostanzialmente la Germania è una squadra che può diventare fortissima, è molto giovane, non ha ancora l'esperienza che ha la Francia attuale".

    Domenech (Francia): "I miei non hanno voglia di parlare, e li capisco. E' dal 2002 che hanno sofferto per le critiche eccessive, e adesso hanno messo una barriera tra loro e il mondo: viviamo isolati dentro a una bolla, per avere totale concentrazione. Non so più come sia la vita di fuori, lo capiremo soltanto da martedì prossimo. Questa finale mondiale è una partita come le altre. Vogliamo vincere perchè così poi andremo in vacanza tranquilli. Cambio formazione? Non so, vediamo, so solo che abbiamo fatto il possibile per affrontarla nelle migliori condizioni, e non ci rimane che giocare contro l'Italia, squadra che è un blocco compatto, e si difende e attacca bene come noi". "Ho voluto formare una squadra che facesse vedere qualcosa - dice Domenech - e adesso siamo in finale ai campionati del mondo. Da un mese non leggo i giornali, quindi me ne frego delle critiche, tanto è destino che tutti gli allenatori delle nazionali vengano attaccati dalla stampa. E se la gente non capisce, pazienza, o almeno non m'interessa:
    vivo anch'io nella bolla, e voglio solo che la mia squadra arrivi fino in fondo".





    PROBABILI FORMAZIONI:

    Italia (4-4-1-1): 1 Buffon, 19 Zambrotta, 5 Cannavaro, 23 Materazzi, 3 Grosso, 16 Camoranesi, 21 Pirlo, 8 Gattuso, 20 Perrotta, 10 Totti, 9 Toni. (12 Peruzzi, 2 Zaccardo, 22 Oddo, 6 Barzagli, 4 De Rossi, 17 Barone, 7 Del Piero, 11 Gilarddino, 15 Iaquinta, 18 Inzaghi, 14 Amelia). All.: Lippi.

    Francia (4-2-3-1): 16 Barthez, 19 Sagnol, 15 Thuram , 5 Gallas, 3 Abidal, 4 Vieira, 6 Makelele, 22 Ribery, 10 Zidane, 7 Malouda, 12 Henry. (1 Landreau, 23 Coupet, 2 Boumsong, 13 Silvestre, 17 Givet, 21 Chimbonda, 8 Dhorasoo, 18 Diarra, 11 Wiltord, 14 Saha, 9 Govou, 20 Trezeguet). All.: Domenech.
    Arbitro: Helizondo (Argentina).
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    Il presidente saluta azzurri a Berlino

    "Sappiamo che i nostri giocatori sono straordinari, ma quello che conta è solo vincere", queste le parole del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano al termine dell'incontro con gli azzurri a Berlino. Il presidente ha stretto le mani a tutti i giocatori e il capitano Fabio Cannavaro gli ha donato una maglia azzurra con il numero 10 ed il nome 'Napolitano' sulle spalle e un pallone con le firme di tutti.

    E' arrivato anche il capo dello Stato a Berlino per fare il tifo per gli azzurri nella finale Mondiale di questa sera. Giorgio Napolitano è giunto al campo di allenamento della squadra di Marcello Lippi per salutare i giocatori ed incoraggiarli, in vista della sfida contro la Francia.
    Il presidente della Repubblica è entrato sul terreno di gioco con tutta la squadra in tuta schierata attorno a lui; ha stretto la mano a tutti i giocatori, e poi ha ricevuto in dono dal capitano degli azzurri Fabio Cannavaro una maglia azzurra con 10 con dietro la scritta 'Napolitano' e da Marcello Lippi un pallone simile a quello della finale con le firme di tutti i calciatori.

    "Quello che conta è vincere stasera", una frase secca ma che è sicuramente quella nella mente di tutti gli italiani, soddisfatti sicuramente per essere arrivati in finale, ma vogliosi di far esplodere la propria gioia e la festa. Il presidente si è detto "ottimista" sulla finale , "poi chiaramente ci sono dei lati oscuri - ha aggiunto - dei quali si occupano altri. Io sono qui per seguire la prova di questa sera, un impegno importante e difficile sul campo di calcio".
    Della nazionale italiana al presidente Napolitano sono piaciuti soprattutto "i guizzi finali dell'estro italiano" e "quelle rocce della difesa: Cannavaro e Gattuso". Speriamo che questa sera le rocce siano undici...
  4.     Mi trovi su: Homepage #4402038
    Mondiali, Elizondo non ci ha mai diretto

    Sarà l'argentino Horacio Elizondo l'arbitro di Italia-Francia, finale dei mondiali di calcio, in programma domenica sera all'Olympiastadion di Berlino. Il fischietto sudamericano non ha mai diretto gli azzurri, mentre ha un precedente olimpico con la nostra Under 21, nel 2-2 con il Ghana di Atene 2004. In questi Mondiali ha già diretto quattro gare, tra cui la partita d'inaugurazione tra Germania e Costa Rica.

    E' stato l'arbitro che ha aperto Germania 2006 e a lui è toccato il compito anche di chiudere la rassegna iridata, chiamato a dirigere la finalissima tra Italia e Francia, in programma domenica alle ore 20. Elizondo, 42enne insegnante di educazione fisica, fischierà a Berlino, così come lo scorso 9 giugno, quando scese in campo per Germania-Costa Rica, quando la gara terminò 4-2 a favore dei padroni di casa.
    Sono altre tre le gare arbitrate nel corso di questo Mondiale: Repubblica Ceca-Ghana 0-2 con l'espulsione del difensore ceco Ujfalusi, Svizzera-Corea del Sud 2-0 e il quarto di finale tra Inghilterra e Portogallo, vinta dai lusitani ai rigori, dopo lo 0-0 dei 120' di gioco. In quest'ultima gara espulse, nei minuti iniziali del secondo tempo, Wayne Rooney per un pestone ai danni di Ricardo Carvalho.

    Nessun precedente con la nazionale maggiore, visto che è alla prima esperienza ai Mondiali della sua carriera internazionale (iniziata nel 1994), ma ha diretto gli azzurrini nell'Olimpiade di Atene nel 2-2 contro il Ghana. Molte esperienze nei mondiali giovanili, mentre ha diretto due volte (1997 e 1999) la Coppa America.
  5.     Mi trovi su: Homepage #4402040
    Grosso: mister 40 milioni in finale Mondiale

    Non è un predestinato, non è passato per grandi squadre, ha cambiato mille volte ruolo ma adesso è uno dei simboli azzurri. Storia di un ragazzo di provincia che sembrava destinato a faticare nei campi di C, tra mille dubbi e giudizi affrettati. Una carriera senza picchi quella di Fabio Grosso: cresce nel modesto Renato Curi, agli ordini di mister Di Mascia (attualmente guida del settore giovanile del Pescara), passa in C2 al Chieti, gioca trequartista, ha un bel sinistro, sembra vagamente Zauli ma gli manca un pò di sprint e non esplode nonostante i nove gol realizzati. L'agente marchigiano Falzetti lo segnala al Perugia, in particolare ai ds Sabbatini e Angelozzi, quest'ultimo insiste per portarlo alla corte di Cosmi. Il suo cartellino vale solo 40 milioni di lire ma Angelozzi lo porta a casa a parametro zero, uno dei tanti colpi del volpone Gaucci. L'arcigno Serse coadiuvato dal fido Palazzi, decide di trasformare quel ragazzo dai piedi buoni in un esterno di centrocampo nel suo 3-5.2. La cura Cosmi sortisce gradualmente effetti nonostante le titubanze di Grosso. Il Perugia sempre a caccia di plusvalenze, sembra volerlo cedere al Portsmouth, ma nel gennaio del 2004, Grosso scende di categoria, in Serie B, ingaggiato dall'ambizioso Palermo. Sarà subito un successo, promozione ed elogi per l'esterno sinistro che sa crossare e calciare le punizioni come pochi. Zamparini gli offre il primo contratto da vero professionista, ma Fabio non si accontenta, nel suo ruolo di esterno sinistro difensivo, sperimentato sotto la guida di Guidolin, rende ancor più e il ct Lippi se lo porta in tourneè negli USA con gli azzurri. Per molti era solo di passaggio, Lippi ci crede e se lo porta al Mondiale, la sua valutazione cresce e Moratti, da anni alla ricerca di un terzino mancino, investe 5.5 milioni di euro più Dellafiore per strapparlo al Palermo, niente male per uno che "era troppo lento per giocare in A..."

  Attendendo la SuperFINALE Italia vs Francia...

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