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    Giustizia ad alta velocità

    Istruttivo osservare le reazioni in Italia, nelle tv, sui quotidiani sportivi e nelle strade, alle prime sentenze della Caf sul porcaio della Lega calcio e sulla truffa che da anni viene perpetrata ai danni dei fessi paganti abbagliati dal loro tifo e disposti a inghiottire qualsiasi sconcezza, inclusi titoli azionari bidone, pur di avere uno straccetto di maglia al quale aggrapparsi per riempire le proprie domeniche (e sabati, e lunedì, e mercoledì e giovedì).

    Tutti, comprese quelle facce di tolla dei dirigenti milanisti che dovrebbero andare in processione al Santuario di Loreto e appendere Galliani e Meani tra le stampelle e i cuori ex voto per ringraziare la Madonnina della grazia ricevuta invece di spararsi comunicati tra i piedi, si lamentano della ferocia delle pene contro il proprio club. Nessuno, ripeto, nessuno si è fatto avanti per dare una mano ai magistrati nello scoperchiare la fogna e ripulire le stalle. Dal che si possono trarre tre ovvie conclusioni:

    1) Il Calcio di Lega italiano è peggiore di Cosa Nostra, perché mai nessuno si pente e confessa i propri misfatti, come invece, seppure di rado, accade fra i mafiosi. Confessare i misfatti degli altri, come stanno facendo, non vale.

    2) L'Italia è una repubblica fondata sul vittimismo. Tutti siamo vittime di qualcosa o di qualcuno, tutti siamo innocenti tormentati da (.......) inserire qui il proprio carnefice preferito, nazionale o estero.

    3) Il rapporto di noi Italiani con la Giustizia è esattamente come il nostro rapporto coi treni: tutti diciamo di volerli moderni, puliti e veloci, ma soltanto a condizione che i binari passino nel cortile del vicino.

    Vittorio Zucconi

    www.repubblica.it

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    16/07/2006 19.59


    L'Opinione: Sentenze a rischio annullamento?

    Secondo Alberto Antinori le sentenze della Caf siano state fatte non in perfetta sintonia con la Costituzione Italiana e con lo Statuto della Figc. Cosa che, secondo lui, potrebbe portare il Tar ad annullarle.


    Il processo penale è regolato dal principio del contraddittorio nella formazione della prova. La legge ne assicura la ragionevole durata. Così recita, tra l’altro, l’art.111 della nostra Costituzione.

    Ciò che di questo processo salta agli occhi è soprattutto

    a) la fretta (imposta da scadenze europee) che non ha consentito l’organizzazione della difesa;
    b) la non ammissione di prove e testi a difesa;
    c) le conclusioni dell’accusa formulate prima di aver ascoltato gli imputati.

    Il diritto alla difesa viene palesemente violato non solo secondo l’art.111 della Costituzione, ma anche secondo l’art. 30, comma 2 dello Statuto della Figc che recita: “le norme relative all’ordinamento della Giustizia sportiva devono garantire il diritto di difesa”. Sempre secondo lo stesso Statuto, l’art.37 comma 5 e 6, le liste testimoniali della difesa possono essere ridotte ma non soppresse e il Procuratore Federale (comma 9)deve formulare le proprie richieste al termine del dibattimento.

    Ma, direte voi, che difesa vuoi organizzare e che prove e testimoni vuoi produrre, tanto era tutto già scritto! Forse, un po’ di ragione ce l’avete. I nostri inquisitori non hanno fatto una bella figura quando la Gazzetta dello Sport ha pubblicato pari pari le sentenze ben prima che queste fossero di pubblico dominio, rispondendo così alla domanda di Ruperto che credeva di fare una battuta spiritosa: “Dite che le sentenze sono già scritte. Diteci anche dove, così le andiamo a leggere pure noi!”. Guido Rossi aveva garantito trasparenza assoluta, ma Ruperto (checché ne dica l’interessato e nonostante i 110 libri da lui curati) non è neanche riuscito a garantire la riservatezza almeno fino alla sentenza. E così viene anche sconfessato il presidente della Juventus che, in tv, aveva imputato il ritardo nella lettura della sentenza all’intervento di qualcuno sulla commissione giudicante.

    Ora, visti i punti a), b) e c), non si vede come il Tar possa confermare quanto disposto dalla Giustizia sportiva. Di conseguenza, non solo queste sentenze saranno annullate, ma ci sarà da fronteggiare le inevitabili azioni di megarisarcimento danni a carico della Figc. Per questo è auspicabile che il Processo d’Appello della Giustizia sportiva prenda in considerazione quanto non ammesso dal primo grado, riducendo drasticamente i danni per le società coinvolte cosicché, chissà, si potrebbe anche arrivare ad un compromesso.

    Nel frattempo l’Avv. Giuseppe Benedetto, Giudice Federale per il settore giovanile preannuncia a Guido Rossi di voler lasciare il suo incarico: "Il metodo usato nel e col processo mi induce a urlare: il diritto è un’altra cosa! Trovatevi un altro giudice".

    Alberto Antinori


    http://www.goal.com/it/articolo.aspx?contenutoId=94691
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    16/07/2006 14.51

    L'Opinione: Il Trattato di Versailles

    Daniele Chiti analizza quelle che, a suo parere, sono le 'storture' di una sentenza di primo grado su Calciopoli giudicata dai più iniqua.


    Nel momento in cui tutta l’Italia si sentiva unita e felice per la vittoria dei campionati del mondo, in cui la passione per il calcio era rifiorita e le brutte gesta di alcuni arbitri e dirigenti erano già state quasi cancellate dalla memoria ecco che una sentenza partorita nel bunker dello Stadio Olimpico dilania di nuovo il paese, dividendolo tra giustizialisti e garantisti, tra tifosi e giudici, tra sinistra e destra, tra Milanisti e Interisti, tra Romani e Laziali, tra Fiorentini e Bolognesi, tra Juventini e Torinisti. Guido Rossi (che evidentemente si sente un po’ Pablito) esulta per una sentenza che non solo è parsa iniqua per l’asprezza delle pene sportive, soprattutto considerate le blande condanne ad personam, ma sbagliata nei tempi, nelle procedure, e nella sostanza.

    Il cosiddetto ‘teorema Palazzi’ ha costruito con largo anticipo una serie di luoghi comuni che sono stati accettati passivamente dai giudici e dai media come dati veri e incontestabili. La storia insegna: basta che tutti ripetano all’infinito una bugia perché questa diventi una verità assoluta. La difesa delle varie squadre verteva giustamente proprio su questi punti, col tentativo più o meno convinto di confutare quelle menzogne o illazioni che oltre a ledere l’onore degli interessati e delle tifoserie creerà autentici salassi in un sistema calcio non proprio roseo. Perché ancora non è stato intaccato il sistema economico di distribuzione dei diritti televisivi che è il principale nodo. E’ mancato soprattutto il buon senso, sia nella richiesta dell’accusa che (soprattutto) nella sentenza della commissione di appello federale. Ad esempio, è mancato il buon senso di contenere i punti di penalizzazione: che senso ha per la Juventus giocare un campionato con 30 punti di penalizzazione? Se la quota savezza dovesse essere di 45 punti come è stato in passato saranno necessari dunque 75 punti per poter restare nella categoria? Quindi servirà una signora squadra, una squadra da battaglia che possa lottare virtualmente per la promozione. Considerando la promozione come un’impresa impossibile (a meno di fare più di 100 punti sul campo) non sarebbe stato preferibile ripartire dalla serie C1 senza punti di penalizzazione? Anche le spese potrebbero essere notevolmente contenute, tanto gli anni di purgatorio sarebbero comunque 2.

    Fiorentina e Lazio meritavano davvero di giocare nello stesso campionato con la Juventus? Lotito e Della Valle sono paragonabili a Giraudo e Moggi, presunti capi del sistema? A giudicare dalle pene dovremmo tutti sorridere e ritenere di sì. Alla Fiorentina vengono inflitti 12 punti di penalizzazione, appena 18 meno che alla Juventus. Curioso, visto che la Fiorentina non è appartenuta al sistema che per un paio di settimane, mentre altre società lo accettavano passivamente dalla nascita. La durezza sarebbe dovuta ad una ‘pluralità di illeciti’ che restano tutti da dimostrare, ed è stata mitigata di 3 punti (un’inezia) perché profondamente ingiusta. La tesi accusatoria si basa su una serie di partite in cui non solo la Fiorentina fu danneggiata (vedi l’arbitraggio di Rosetti in Lazio-Fiorentina) ma gli arbitri delle quali sono stati prosciolti. In base a quale giustizia i tifosi viola meritano di giocare per almeno due anni (perché con 12 punti di penalizzazione la promozione è fortemente a rischio) nella stessa categoria del ‘carnefice’? E davvero i 37 ‘errori’ arbitrali a sfavore non costituiscono una prova sufficiente per affermare che un eventuale tentativo di illecito sia stato il frutto di un condizionamento ambientale comprovato e illegittimo. La telefonata ‘da bandito’ di Della Valle a Lotito, d’altronde, è ormai risaputo che riguardasse le posizioni dei due club in merito ai diritti tv. Oltretutto è altamente illogico accordarsi sul risultato di una partita un mese prima della gara stessa.

    Il Milan (che dalle intercettazioni è apparso da subito molto implicato) in realtà è l’unico club che rimane in serie A e che è stato giudicato con una certa ‘magnanimità’. Un solo anno per Galliani (giusto), tre e mezzo per Meani e 15 punti di penalizzazione. 15 punti che sono tanti, troppi (rendendo quasi impossibile la lotta per il titolo), e che si aggiungono ai 44 punti arbitrariamente sottratti al campionato scorso. Il Milan (assurdamente ottavo dietro l’Empoli) deve aspettare la procedura di attribuzione della licenza Uefa proprio all’Empoli: se il club toscano dovesse farcela per i rossoneri ci sarà l’ulteriore smacco e danno economico di non giocare le coppe. Se l’obiettivo era quello tanto valeva la retrocessione al decimo posto.

    I mostri giuridici partoriti da questo processo (la Lazio accusata di un solo illecito ottiene 7 punti di penalizzazione: per quale motivo, di grazia?) non solo creano profonda amarezza in chi si sente (giustamente) defraudato di quanto fatto e conquistato sul campo col sudore delle proprie trasferte, col sacrificio economico degli abbonamenti e con la sofferenza fisica per i risultati stravolti dalle sentenze, ma rovina quella grande festa che ci aveva profondamente riavviciniati a questo sport la mitica sera del 9 luglio. Guido Rossi sta sbagliando tutto: non può dire che questa sentenza permette al calcio di ripartire serenamente. E’ una sentenza iniqua che non tiene conto né dei fatti né del buon senso e che si regge esclusivamente sull’autorevolezza dei nomi di Borrelli e Ruperto (che per il pastrocchio combinato possiamo considerare purtroppo alla stregua di due grandi arbitri a fine carriera).

    Per fare un paragone infinitamente più grande questa sentenza assomiglia al Trattato di Versailles: una pena insostenibile inflitta agli sconfitti sprofondò la Germania negli orrori della depressione, della miseria e dei crimini razziali che produssero la violenta escalation della seconda guerra mondiale. Purtroppo le ingiustizie di un processo sommario, rapido e tendenzioso avranno effetti ben più gravi di quanto non si possa ipotizzare se si tifa Inter (con tutto il rispetto per una tifoseria malignamente derisa e sbeffeggiata in tutta Italia, e che avrà la sua giusta rivincita) o se ci si fida del simpatico Guido Rossi. Un primo sisma c’è stato ma la scossa di assestamento potrebbe essere più forte e terribile della prima.

    Tutto il sistema calcio è stato scosso, ma attraverso il persistere di una giustizia ‘ingiusta’ non esiste nessuna garanzia che una cupola non sia stata solo sostituita da un’altra più nuova, che il potere sia solo passato di mano con un golpe alla sudamericana. Perché come diceva Orwell nella Fattoria degli Animali: “gli animali continuavano a guardare da una faccia all’altra, ma non erano più in grado di distinguere gli uomini dai maiali.” Ecco, non vorremmo accendere il televisore e accorgerci improvvisamente di non saper distinguere Moggi da Della Valle o Guido Rossi da Carraro.

    Daniele Chiti


    http://www.goal.com/it/articolo.aspx?contenutoId=94591
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    17/07/2006 9.11

    L'Opinione: Una sentenza già scritta?

    Tengono ancora banco le perplessità sulla decisione della Caf.


    Alla fine, dopo che Ruperto ha letto le sentenze della Caf, anche i più agguerriti giustizialisti sono apparsi scontenti. Chi, come Di Pietro, ha ritenuto le sanzioni troppo leggere e chi invece vi ha visto un teorema, firmato Della Valle. Il calcio, al di là delle sue vittorie mondiali e delle malefatte casalinghe, continua ad assumere importanza quasi planetaria, si è visto venerdì a Roma una massa imponente di media assediare Ruperto, che aveva davanti a sé più microfoni di Bush, sarà per questo motivo che si è fatto attendere ben due ore oltre all’orario previsto. La sentenza è stata letta in maniera sobria e senza spettacolarizzazione, ma è stata comunque una giustizia sommaria, che si è chiusa in fretta come a voler dare un segnale di svolta, che finalmente gli scandali venivano puniti severamente.

    Chi più di tutti ne ha fatte le spese è stata la Fiorentina, Della Valle ha peccato di presunzione a volersi ergere a moralizzatore del calcio in un momento in cui era ancora ben saldo il potere in mano ai soliti, andando oltretutto a bussare alla porta sbagliata. E’ anche vero però che se andava a denunciare certi brutti vizi, nessuno gli avrebbe dato retta, anzi ne avrebbe pagato conseguenze assai più salate. Ma come faceva il patron della Fiorentina a denunciare i misfatti in Figc se a capo dell’organo federale c’era un certo Carraro, proprio il personaggio che da decenni ha portato avanti gli interessi di pochi, rendendoli sempre più padroni del calcio nostrano? Ed è giusto che Della Valle si prenda quattro anni di inibizione, appena sei mesi in meno rispetto allo stesso Carraro, che insieme a Milan e Juventus creò proprio il “sistema”?

    Mr. Tod’s è nel calcio da quattro anni, non può aver barato come gente introdotta nell’ambiente da quasi trent’anni. Se si voleva colpire il sistema le sentenze avrebbero dovuto avere una gerarchia meglio marcata: Juve e Milan in testa alle sanzioni più gravi (peccato che non sia stato preso in considerazione il doping amministrativo), Lazio e Fiorentina eventualmente penalizzate, ma non considerate al livello o quasi delle altre due.

    Ha fatto altresì scalpore che Gazzetta.it attorno a mezzogiorno avesse già lo scoop delle sanzioni che poi si sarebbero rivelate quasi esatte in serata. L’impressione è che dalle stanze dell’Olimpico sia uscita qualche soffiata che non ha fatto di certo onore alla corte giudicante. Bisogna ancora una volta sottolineare che il pressappochismo tipico italiano ha colpito ancora, vincenti in campo, ma ancora perdenti negli uffici di chi governa il calcio.

    Marina Beccuti


    http://www.goal.com/it/articolo.aspx?contenutoId=94875
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    Originally posted by ScudettoWeb
    Fatemi capire tutti una cosa: il vostro augurio è che vengano annullate tutte?


    Noi non vogliamo che siano annullate tutte le sentenze x guadagnarci come Fiorentina, ma esigiamo un processo giusto, che a detta di tutti tranne G.Rossi non è stato fatto....questo a costo di ritardare l'inizio dei camp.
  6. Staff ScudettoWeb  
        Mi trovi su: Homepage #4404743
    Originally posted by carea
    Noi non vogliamo che siano annullate tutte le sentenze x guadagnarci come Fiorentina, ma esigiamo un processo giusto, che a detta di tutti tranne G.Rossi non è stato fatto....questo a costo di ritardare l'inizio dei camp.


    Il processo è stato fatto, quello che chiedo è ora, in funzione del fatto che è già avvenuto e che la Corte Federale al massimo può annullare le sentenze, volete (tutti, tifosi di tutte le squadre) che siano annullate tutte?
  7. Deus In Macchina  
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    Originally posted by ScudettoWeb
    Il processo è stato fatto, quello che chiedo è ora, in funzione del fatto che è già avvenuto e che la Corte Federale al massimo può annullare le sentenze, volete (tutti, tifosi di tutte le squadre) che siano annullate tutte?
    mi sono espresso in tempi non sospetti che questa volta avrebbero usato la mano pesante, al contrario di molti di voi:cry: ritengo eccessive le pene inflitte a Fiorentina e Lazio. sempre sulla base di quello che si e' potuto leggere naturalmente;)
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    YOU GOT MUCH COMPLEX THAN THE FIRST MAY CONCERT!
    c'hai più complessi tu ch'er concerto der primo maggio
  8.     Mi trovi su: Homepage #4404745
    Originally posted by Zanetti_Capitano
    [B]Giustizia ad alta velocità

    Istruttivo osservare le reazioni in Italia, nelle tv, sui quotidiani sportivi e nelle strade, alle prime sentenze della Caf sul porcaio della Lega calcio e sulla truffa che da anni viene perpetrata ai danni dei fessi paganti abbagliati dal loro tifo e disposti a inghiottire qualsiasi sconcezza, inclusi titoli azionari bidone, pur di avere uno straccetto di maglia al quale aggrapparsi per riempire le proprie domeniche (e sabati, e lunedì, e mercoledì e giovedì).

    Tutti, comprese quelle facce di tolla dei dirigenti milanisti che dovrebbero andare in processione al Santuario di Loreto e appendere Galliani e Meani tra le stampelle e i cuori ex voto per ringraziare la Madonnina della grazia ricevuta invece di spararsi comunicati tra i piedi, si lamentano della ferocia delle pene contro il proprio club. Nessuno, ripeto, nessuno si è fatto avanti per dare una mano ai magistrati nello scoperchiare la fogna e ripulire le stalle. Dal che si possono trarre tre ovvie conclusioni:

    1) Il Calcio di Lega italiano è peggiore di Cosa Nostra, perché mai nessuno si pente e confessa i propri misfatti, come invece, seppure di rado, accade fra i mafiosi. Confessare i misfatti degli altri, come stanno facendo, non vale.

    2) L'Italia è una repubblica fondata sul vittimismo. Tutti siamo vittime di qualcosa o di qualcuno, tutti siamo innocenti tormentati da (.......) inserire qui il proprio carnefice preferito, nazionale o estero.

    3) Il rapporto di noi Italiani con la Giustizia è esattamente come il nostro rapporto coi treni: tutti diciamo di volerli moderni, puliti e veloci, ma soltanto a condizione che i binari passino nel cortile del vicino.

    Vittorio Zucconi

    www.repubblica.it

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    Ben postato, Mio Capitano:approved:

    Vedi che la pensiamo uguale, anche su Moggi...

    Tu rimproveri giustamente a Moggi di aver parlato (e degli altri) fuor dalla stanza di Borrelli.
    Galliani ha parlato con Borrelli...Parlato ? Mavala`...

    Ci si fossilizza sui punti in meno o in piu`...
    Bisognava radiare Tutti gli implicati ma...se proprio si doveva scegliere...nell'ordine andavano radiati: Carraro, Galliani, un Agnelli fra i tanti, Moggi, Giraudo, Lotito e...per ultimo...Della Valle.

    In attesa di altre indagini e altre intercettazioni.

    Speriamo, ma con poca fiducia, in una sentenza piu` congrua in appello...E nella Radiazione per tutti...Designatori, Arbitri e Sbandieratori compresi.;)
  9.     Mi trovi su: Homepage #4404746
    Originally posted by ScudettoWeb
    Il processo è stato fatto, quello che chiedo è ora, in funzione del fatto che è già avvenuto e che la Corte Federale al massimo può annullare le sentenze, volete (tutti, tifosi di tutte le squadre) che siano annullate tutte?
    Bisogna aver fiducia in qualcosa se cominciamo a mettere sempre tutto in discussione allora ha senso tutto ed il contraro di tutto.
    Non avendo interessi diretti capisco che potrei essere male interpretato mi sembra che ognuno si muova o invochi giustizia quando è direttamente colpito dalla stessa, quindi se ragioniamo per categorie di tifosi è chiaro che nessuno vuole andare in serie B.
    Detto questo personalmente ho la sensazione che questa sentenza se confermata non è che dia un senso di azzeramento e di pulizia del mondo del calcio cosi' come mi aspettavo anche se sinceramente se si annullasse tutto mi sentirei anche peggio.:(
    solo due cose sono infinite l'universo e la stupidita' delle persone
    A. Einstein


    [SIZE=1][I]Il mago fece un gesto e scomparve la fame, fece un altro gesto e scomparve l'ingiustizia, poi un altro ancora e te
  10. I'm only happy when it rains  
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    Originally posted by fralex
    mi sono espresso in tempi non sospetti che questa volta avrebbero usato la mano pesante, al contrario di molti di voi:cry: ritengo eccessive le pene inflitte a Fiorentina e Lazio. sempre sulla base di quello che si e' potuto leggere naturalmente;)


    Io sono dello stesso avviso, ritengo non proporzionate le pene di fiorentina e lazio con giuve e milan.

    O abbassano le prime o alzano le seconde!
    Comincio a credere che non conta quanto tu ami qualcuno: forse quello che conta è quello che riesci a essere quando sei con qualcuno.

  Giustizia ad alta velocità

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