1. aaa  
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    Il disco del mese: Kari Rueslåtten - Other people's stories

    Di anni ne sono passati tanti.

    Kari Rueslåtten, cantante dei Third And The Mortal nella prima metà degli anni 90, raggiunge la completa metamorfosi musicale grazie alla pubblicazione del suo quarto album “Other People’s Stories” del 2005. Nei suoi primi dischi, infatti, la cantante scandinava sembrava voler continuare con sonorità più gotiche, mentre in “Pilot” del 2002 qualche cosa cominciò a cambiare nel suono, fino a giungere a questo disco fatto sia di canzoni melodiche ed orecchiabili, sia di pezzi composti esclusivamente da tastiere e batteria programmate, arrivando a ricordare in alcuni tratti i più famosi Depeche Mode.
    La cosa che caratterizza di più questo disco è la voce di Kari, semplicemente magnifica, ruvida e soave nello stesso tempo.
    Questa pubblicazione è composta da dieci tracce. La prima è proprio la Title Track “Other People’s Stories”, forse la più immediata di tutto l’LP, ma capace di creare il giusto impatto con l’ascoltatore per l’ascolto delle canzoni successive. Acustica, melodica e dolce, composta prevaletemente dal suono della chitarra acustica e dalla voce della norvegese. “Sorrow to my Door” alterna parti lente e ipnotiche a ritornelli melodici e con un finale in cui la cantante sfoggia con grande forza i suoi vocalizzi d’alto livello. La terza canzone “Cry” è una sorta di folk nordico elettronico. Ascoltare per credere. In “Dogs Star” la cantante da il massimo localmente soprattutto nella seconda parte, in cui contribuiscono ad alzare la caratura del pezzo. “When Lillies Bloom on Winter Days” ricorda le sonorità della sua band ed è un pezzo magnifico con delle linee melodiche molto morbide. Completamente opposta la traccia successiva “Push”, composta da sonorità elettroniche molto più dure, ruvide ed ossessive. Anche “Ride” si mantiene su quella linea musicale, ma la composizione è migliore della precedente e alcuni suoni ricordano moltissimo i Depeche Mode con "Never Let Me Down Again" fino ad arrivare ad una brusca interruzione a metà pezzo in cui spiccano sonorità più celtiche e ricordano anche l’islandese Björk. La successiva “Fishing” è stata inserita dell’LP per sottolineare esclusivamente la capacità e l’estensione vocale di Kari Rueslåtten, accompagnata adeguatamente da un suono di synth in sottofondo, appunto per non contrastare la bellezza della voce della sirena norvegese. “Carved In Stone” è una traccia orecchiabile che riposa l’ascoltatore prima delle due canzoni finali “Life” e “Orlando”. La prima è intensa e viene sottolineata ancora una volta la grande voce, la seconda ed ultima traccia del disco è composta da contrabbasso e voce, che crea anch’essa una certa atmosfera nella sua brevissima durata. La canzone finisce quando uno meno se lo aspetta e ti riporta in poco tempo nella realtà di tutti i giorni.
    Disco intimista, delicato e da ascoltare più volte per captare tutte le sfaccettature della musica di Kari Rueslåtten. Un LP per chi ama le sonorità che vengono dal nord europa, capaci di portare un vento gelato anche nelle città più torride dell’anno.
    IO il 25 Agosto 1970 C'ERO :cool:
  2. aaa  
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    “Non è necessariamente ciò che mi rende felice, ma è l’unico motivo per cui mi alzo ogni mattina”(Ville Valo)

    1997: Il mondo del metal trema. His Infernal Majesty è arrivato sulla terra prendendo forma in cinque uomini di Helsinki, tra cui spicca la figura di Ville Valo. I finlandesi pubblicano il loro primo album "Greatest love songs - Vol. 666", valutato da tutti come l’album satanico del gruppo, poiché il numero 666 ricorre in molti casi. Tre anni più tardi invece gli H.I.M. stupiscono tutti con il loro secondo album “Razorblade Romance”. Il primo impatto con il disco, oltre alla copertina dove campeggia ancora il cantante, sono i titoli delle canzoni: titoli come “Your Sweet 666”, “Join Me In Death” e “Death Is In Love With Us” possono certo condizionare l’acquisto o anche solo l’ascolto di questo disco. Ma i temi ricorrenti delle dodici tracce presenti sono l’amore e il morire d’amore.
    Il genere musicale di questo gruppo è stato chiamato inizialmente Gothic Metal e n’è diventato in poco tempo il principale esponente europeo, se non mondiale.
    Il disco si apre con un rifacimento di un pezzo del loro primo album “Your Sweet 666”, resa meno cupa e più tirata ma conservando intatta la qualità della canzone e adattando allo stile del resto della pubblicazione. In questa canzone si nota subito la vena Metal nella musica, ma quello che caratterizza il tutto sono le tastiere in sottofondo, che propagano suoni cupi. “Poison Girl” mantiene le sonorità della prima canzone mentre la terza traccia è il capolavoro, primo singolo estratto dal disco per quanto riguarda l’Italia, “Join Me in Death”. Tastiere, coro, e poi le chitarre distorte che hanno un incedere angosciante e la voce di Ville Valo, tormentata e sensuale, turbata e commossa nello stesso momento, che rende il tutto magnifico.
    “Right Here In My Arms” è una canzone “a presa rapida” dove le tastiere vengono messe in disparte e caratterizzata dall’assolo del chitarrista a metà pezzo. L’incedere è più veloce ed aggressivo rispetto alle tracce precedenti. Completamente opposta è “Bury Me Deep Inside Your Heart”, in cui il gruppo ci sorprende con un lento. A differenza degli altri pezzi la voce è quasi sussurrata, le tastiere e la batteria guidano il pezzo e la chitarra si sente per pochi secondi. Una canzone che sorprende e lascia di stucco l’ascoltatore.
    “Wicked Game”, cover di Chris Isaak, parte all’improvviso con il caratteristico suono distorto del gruppo più presente nel primo album ma in ogni caso coinvolgente e completamente cambiata dalla versione originale: da lenta e sensuale a veloce e ossessiva,. Questa canzone è molto importante per l’album e lo aiuta a migliorare la qualità. Infine con questa canzone gli H.I.M. si confermano re delle cover, grazie anche al rifacimento magnifico nel primo album di “Don’t Fear (The Reaper)” dei Blue Öyster Cult. “I Love You” inizia con la voce sussurrata del leader del gruppo e dopo pochi secondi parte la musica. L’incedere si avvicina al punk, ma il suono è sempre il loro. Pezzo buono.
    In “Gone With The Sin” Ville Valo apre il pezzo con tonalità difficilissime da raggiungere, in quanto sembra una voce di qualche uomo che vive tra gli inferi e il nostro mondo. Poi la batteria e il basso che caratterizzano tutto la canzone. Verso la fine interviene un coro che sembra invece celestiale, creando un bellissimo contrasto con la voce del cantante. Lento unico e particolare.
    Ed ecco “Razorblade Kiss” che, a differenza degli altri pezzi, inizia con il riff di chitarra, seguito dagli altri strumenti successivamente , creando sonorità cupe, ossessive e più metal rispetto alle altre canzoni. Quanto al cantato, nel ritornello il cantante raggiunge sonorità mai toccate prima permettendo così alla canzone di risultate una delle più belle di tutto l’LP.
    “Resurrection” e “Death Is In Love With Us” sono due pezzi contrastanti ma uniti da un filo conduttore: la chitarra. “Resurrection” è la canzone più celestiale del disco grazie alle tastiere e ai cori, ma le chitarre, soprattutto alla fine del pezzo, fanno da apripista alla canzone successiva, ruvida, cattiva, corta e veloce. La fase ritmica creata dal basso è paurosa e può piacere subito anche a chi di gothic metal non ne vuole neanche saperne.
    L’epilogo di questo disco è “Heaven Tonight”. Anche in questo pezzo la fase ritmica è il punto focale della composizione. La canzone è più delicata rispetto a tutte le altre canzoni presenti nel disco e le tastiere danno un tocco di freschezza.
    Questo è il disco migliore della carriera del gruppo fino adesso, che descrive meglio d’altri LP il loro genere musicale. Questa pubblicazione è diventato un best seller in nord Europa e in Germania, mentre in Italia il fenomeno H.I.M. cominciò a diffondersi l’anno successivo con “Deep Shadows And Brilliant Highlights” fino ad arrivare all’ultimo e bruttissimo “Dark Light”.
    In ogni caso la musica non diventa grande per le copie vendute, ma per l’originalità di chi la scrive.Ville Valo ha creato uno stile musicale tutto suo ed è un genio del rock dell’ultimo secolo, anche se il suo periodo di creatività è durato solo 4 anni.
    IO il 25 Agosto 1970 C'ERO :cool:
  3. aaa  
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  4. I'm only happy when it rains  
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    :champion: :lol: :yuppi: :yuppi:

    Che mese ragazzi, ci sono anche io tra i dischi da avere!!! :D

    E in più una gentile pulzella che dalla descrizione mi ispira un sacco.... mi documenterò immediatamente!
    Comincio a credere che non conta quanto tu ami qualcuno: forse quello che conta è quello che riesci a essere quando sei con qualcuno.
  5. aaa  
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    Originally posted by razorbladeromance
    :champion: :lol: :yuppi: :yuppi:

    Che mese ragazzi, ci sono anche io tra i dischi da avere!!! :D

    E in più una gentile pulzella che dalla descrizione mi ispira un sacco.... mi documenterò immediatamente!
    ti vedo entusiasta, sono contento:D
    IO il 25 Agosto 1970 C'ERO :cool:
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    Ok, ho visto il tuo messagio. Spero ti vederlo presto.
    Spero che non lo abbia blocato :buha: ...altrimenti vengo a cercarlo in Lombardia :asd:


    Ho comperato uno libro d'intaliano per vedere il mio livello ... aparentemente ho ancora molto lavoro :yy:
    [img]http://www.3dflags.com/media/icon/classic/i/3dflagsdotcom_italy_2fawm.gif[/
  7. aaa  
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    Originally posted by Ben_Sherman
    Ok, ho visto il tuo messagio. Spero ti vederlo presto.
    Spero che non lo abbia blocato :buha: ...altrimenti vengo a cercarlo in Lombardia :asd:


    Ho comperato uno libro d'intaliano per vedere il mio livello ... aparentemente ho ancora molto lavoro :yy:
    in queste 2 settimane sono stato anche in vacanza, quindi è ovvio che non mi abbia visto:D
    IO il 25 Agosto 1970 C'ERO :cool:
  8. I'm only happy when it rains  
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    Originally posted by Torre878
    allora? che ne pensi? :P


    Me la farei..... :yy: :yy: :yy:

    A parte questo le do un bel 6,5 di incoraggiamento..... ma a dire il vero mi aspettavo mooolto di più visto che si è meritata il disco del mese.... :sbam: :sbam: :sbam:
    Comincio a credere che non conta quanto tu ami qualcuno: forse quello che conta è quello che riesci a essere quando sei con qualcuno.

  I dischi del mese di Agosto '06

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