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    Pennello Cinghiale»: lo spot eterno
    L'azienda: «Abbiamo provato una decina di anni fa a cambiarla ma non funzionava». L'"imbianchino" è scomparso alcuni anni fa

    MILANO - Qualcuno dice di averlo sempre visto in tv negli ultimi 20 anni. Qualcuno dice che è lo spot più bello di tutti i tempi. Qualcuno dice che quando arriva lui, allora è arrivata l'estate. L'unica cosa che accomuna tutti i telespettatori, però, è una sola. La certezza che nel «tutto cambia televisivo», lo spot del pennello cinghiale sia l'unica cosa che resiste da oltre 20 anni. Uguale, rassicurante. Una granitica certezza per tutti: appassionati di spot, videodipendenti, semplici e distratti teleneauti in cerca di refrigerio nelle afose serate estive o nostalgici 30-40 enni per i quali «come erano mitici quegli anni!».
    Si perché martedì sera Rai tre, mentre programmava l'intramontabile «I soliti ignoti», ha mandato la pubblicità. E cosa ti è apparso nel bel mezzo di Gassman, Totò e Mastroianni in bianco e nero? Il mitico imbianchino con il pennello enorme legato sulla schiena che circola su una bici (con le ruotine) tra il traffico milanese (da collezione le auto in circolazione: guarda il video).Spot di pochi secondi. Caos, auto e bus che si bloccano, suoni di clacson. Il vigile fischia: «Ma cosa fa con quell'arnese? Lei ostacola il traffico». E l'imbianchino: «Devo dipingere una parte grande, ci vuole il pennello grande». Nella storia della pubblicità la replica del vigile: «Non ci vuole un pennello grande ma un grande pennello». Poi la voce fuoricampo: «Cinghiale. La grande marca».

    Attimo di smarrimento. E' partito Blob? No. E' molto più semplicemente partita la pubblicità. La vera e «mitica» pubblicità dei Pennelli Cinghiale come scrivono i tanti visitatori di Spot80.it, sito specializzato in pubblicità degli anni '80. «E' l'unica pubblicità di quegli anni che ancora gira in versione originale sulle tv», conferma Michele Logrippo, "teledipendente" (come si definisce lui), classe 1983, studente torinese di informatica, un impiego in radio, appassionato di media in genere che per passione ha deciso dal 2002 di creare un sito ad hoc sugli spot degli anni '80. «E' una pubblicità cult. Rimasta in una sorta di "non tempo" che la fa essere davvero unica. Nel nostro sito è una tra le più cliccate. Come siamo partiti? Per scherzo nel 2002. Poi grazie all'entusiasmo dei tanti navigatori, tra cui l'inseprabile Lorenzo "Icehouse", che è colui che più di tutti mi aiuta nel lavoro di recupero delle informazioni, siamo riusciti a scaricare dalle videocassette circa 500 video (altri 1000 sono in attesa di essere messi on line). Abbiamo dai 2000 ai 3500 utenti unici alla settimana: tutti in cerca degli spot cult. Quello del pennello cinghiale è uno dei più cliccati anche se la classifica ad oggi degli spot degli anni '80 più scaricati dai nostri visitatori è la seguente: prima quello della Telefunken (14mila download, guarda il video), segue lo spot natalizio della Coca Cola (8000 download, guarda), poi la pubblicità della Levi's con Nick Kamen che si spoglia (guarda), a seguire la Barilla con il gattino, le pizzette Catarì (guarda il video) e Aiazzone (guarda). Resta il fatto che l'unico spot di quei tempi ancora programmato in versione originale in televisione resta quello mitico dei pennelli cinghiale. Quello della Cedrata Tassoni? E' vero, torna d'estate. E' simile all'originale ma alcune scene sono state cambiate e il jingle non è più cantato da Mina anche se è lo stesso».

    «Ma, in effetti lo sappiamo anche noi che è diventato un cult - dicono con soddisfazione alla Pennelli Cinghiale spa di Cicognara Viadana, paese in provincia di Mantova, nell'azienda fondata nel 1946 dal Cavalier Alfredo Boldrini, classe 1920, ancora oggi alla guida della sua creatura che ha raggiunto 70 dipendenti e resiste alla concorrenza sempre più agguerrita dei prodotti stranieri, in particolare quelli cinesi, «economicamente forse più vantaggiosi ma qualitativamente meno validi» - Sì, quello che va in onda ora è la versione originale dello spot girata intorno al 1975/6. Abbiamo capito che le persone la collegano immediatamente al nostro marchio: abbiamo provato una decina di anni fa a cambiarla con nuovi personaggi lasciando lo stesso finale ma non funzionava. E allora abbiamo scelto di rimandare in tv la versione originale, quella che tutti conoscono. La mandiamo quasi tutti gli anni, quasi sempre d'estate che per il nostro prodotto è la stagione migliore. Abbiamo saltato solo qualche anno anche se anche noi abbiamo la sensazione che per i telespettatori quella pubblicità lì sia sempre passata. E semplice ed efficace: soprattutto immediata, con la frase finale che tutti ormai sanno. Non un pennello grande ma un grande pennello».

    L'ideatore dello spot è Ignazio Colnaghi, un «creativo» in anticipo sui tempi, autore tra l'altro dello spot Negroni («Le stelle sono tante...» chi non lo ricorda?), della pubblicità del galletto Vallespulga, nonchè doppiatore storico e voce di Calimero. L'imbianchino è invece Vincenzo De Toma, attore-caratterista, amico di Celentano (con cui ha girato Segni particolari: bellissimo e Il Bisbetico Domato oltre ad un'altra decina di film della commedia all'italiana dal 1963 al 1992) scomparso alcuni anni fa. Lo spot dei Pennelli Cinghiale è finito anche in un film di Teo Teocoli - fanno sapere dall'azienda - e l'amministratore delegato Luciano Gorni è stato invitato un paio d'anni fa a Quelli che il calcio. Anche Vanity Fair si è occupato l'anno scorso dello spot in un articolo. Il «grande pennello» non ha smesso di collezionare citazioni. Pare che anche il pornodivo Rocco Siffredi lo abbia parafrasato in un suo film. Potere del Pennello. Di cinghiale.
    Iacopo Gori
    02 agosto 2006


    Proprio l'altra sera l'ho rivisto in tv e ho detto a mia mamma: "cavolo, passano ancora questo spot, avrà 20 anni" GRANDISSIMO :sbam:

  «Pennello Cinghiale»: lo spot eterno

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