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    "Lo posso anche legare alla sedia, ma se con la testa non ci sta..."

    Ma Deschamps non molla il ribelle svedese: "Ora parlare di addio vorrebbe soltanto dire dare ragione a lui".

    La telenovela Ibra-Juve pare avvicinarsi a passi rapidi verso le puntate conclusive. Ieri l'attaccante svedese ha tentato una giocata rischiosa, non seguendo la squadra impegnata in amichevole a Rovereto. Un tentativo estremo di forzare la mano, che fa seguito alle dichiarazioni bellicose del suo procuratore Raiola, che aveva minacciato, in caso di mancata cessione, di adire le vie legali.

    Il presidente bianconero Giovanni Cobolli Gigli, pur deciso a trattenere il ribelle, è realista: "Ibrahimovic resterà alla Juventus solo se la dirigenza saprà convincere il giocatore, che non vuole giocare in serie B. Se riusciremo a fargliela entrare in testa e a convincerlo, Ibrahimovic parteciperà con piacere al nostro progetto altrimenti sarà più complicato. La battaglia si può anche fare e un giocatore può essere anche legato a una seggiola, costretto a rimanere, però la testa è il fatto fondamentale e la battaglia si può fare con il fisico, non con la testa. Con la testa ci vuole convinzione, noi abbiamo bisogno di campioni che siano determinati, convinti e pronti a spendere l'ultima goccia di sudore sul campo. Fuori rosa? Vedremo. Deve comportarsi con dignità nei confronti della società che gli ha voluto e gli vuole ancora bene. Zlatan è un figlio scapestrato, lo aiuteremo, sarà utile l'appoggio di Nedved. Evidentemente è mal consigliato. La B può essere un'esperienza utile anche per il giocatore".

    Ma intanto proprio da Nedved, compagno di stanza dello svedese, viene un'ammissione sconsolata: "Non c'è niente da fare, ha in testa la Champions League". Quello che pare più deciso a non transigere è Didier Deschamps: "Io lo ritengo ancora a mia disposizione. Mi spiace perché per me l'unità del gruppo è fondamentale. Zlatan sarà punito. Non trascino nessuno sul pullman contro la sua volontà. Ma ora parlare di addio vorrebbe soltanto dire dare ragione a lui...".

  Cobolli Gigli quasi rassegnato con Ibra

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