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    Nella quarta prova di Golden League, il giamaicano eguaglia ancora il suo primato del mondo con 9"77. Howe quarto con 8.19 nel lungo vinto dal panamense Saladino

    ZURIGO (Svizzera), 18 agosto 2006 - Meraviglioso Asafa Powell. Il giamaicano illumina il Weltklasse di Zurigo, il meeting più celebre del mondo, correndo i 100 in 9"77 (1,0 m/s di vento a favore) e ottenendo per la terza volta il primato del mondo. Il 23enne caraibico ha corso in maniera pressoché perfetta: uscito bene dai blocchi, è andato in progressione e non ha più sbavato fino all'arrivo. Per lui lo stesso riscontro cronometrico di Atene (14 giugno 2005) e di Gateshead (11 giugno scorso) e una risposta fortissima nella sua prima uscita in pista dopo che Justin Gatlin, l'altro uomo capace di correre in 9"77, è stato pizzicato per doping con possibile squalifica a vita e cancellazione del suo tempo. Alle spalle di Powell, che non ha ancora commesso passi falsi nella corsa al jackpot, si conferma un fuoriclasse anche lo statunitense Tyson Gay che è sceso fino a 9"84 e ha così appaiato i canadesi Donovan Bailey e Bruno Surin al quarto posto delle liste mondiali all-time.
    A dieci giorni dal trionfo europeo di Goteborg, Andrew Howe torna in gara e lo fa nella quarta prova di Golden League. Per il reatino un vero esame di maturità, la prima grande riunione a cui partecipa con l'etichetta da big. Il quarto posto con 8.19 (+0,6 m/s) è un risultato soddisfacente vista la concorrenza di qualità, e anche se non si tratta di una misura eccellente (il primato italiano di Giovanni Evangelisti a 8.43 non è stato avvicinato) va segnalata una serie di alto livello con quattro balzi oltre gli 8.10. A vincere il concorso è stato il solito panamense Irving Saladino, al terzo sigillo su quattro prove di Golden League, con 8.36 davanti al saudita Mohamed Al-Kuwalidi con 8.34 e allo statunitense Dwight Phillips con 8.25. Nel triplo successo dello svedese Christian Olsson con 17.39.
    Grande delusione nel salto con l'asta per Giuseppe Gibilisco che cercava una rivincita dopo le delusioni europee, ma ha dovuto rinunciare a gareggiare dopo aver accusato un problema alla gamba sinistra, che da circa un mese lo sta limitando, in fase di riscaldamento; il concorso ha visto il successo a 5.85, al primo tentativo, dello statunitense Brad Walker. A chiudere la serata tricolore Gianni Carabelli che, nella serie B dei 400 ostacoli vinta in 48"73 dal giamaicano Danny McFarlane, ha chiuso sesto in un mediocre 49"64.
    Se Powell ha stabilito il 23° record mondiale nella storia del meeting, poco ci è mancato che arrivasse anche il 24°: il keniano, battente bandiera del Qatar, Saif Saaed Shaheen ha dominato in 7'55"54 i 3000 siepi. Il primo terzo di gara è stato mozzafiato in 2'35", poi il ritmo è leggermente sceso e nell'ultimo giro a Shaheen è mancata quella riserva di energie per ottenere un parziale di 60 secondi e ritoccare il libro dei primati.
    Continua a emozionare Allen Johnson nei 110 hs: il 37enne statunitense ha messo in fila tutti con un ottimo 13"14 mentre il lettone Stanislavs Olijar, campione europeo, sesto in 13"32. E' andata meglio all'altro oro di Goteborg sugli ostacoli, il greco Periklis Iakovakis che ha vinto i 400 in 47"92; triste il ritorno alla ribalta del giamaicano Felix Sanchez che si è fermato a 49"72. Nel giavellotto bell'affermazione in 88.27 del finlandese Tero Pitkamaki.
    In evidenza negli 800 il sudafricano Mbulaeni Mulaudzi che si è imposto in 1'43"38 davanti all'olandese Bram Som che con 1'43"45 ha ottenuto il record nazionale. Splendido anche il finale di Kenensisa Bekele nei 5000 che con una gran galoppata negli ultimi 300 metri ha vinto in 12'48"53 in una gara che ha pagato solo un passaggio a vuoto altrimenti sarebbe stata quasi a ritmo di record del mondo. Oltre a Powell, quarto centro in Golden League anche per Jeremy Wariner che senza strafare ha chiuso i 400 con un eccellente 44"21, l'altra statunitense Sanya Richards che ha dominato il giro di pista in 50"18 e l'etiope Tirunesh Dibaba che con 14'45"73 ha fatto poker nei 5000. In campo femminile anche una grande gara nell'alto con la bulgara Veselina Veleva a 2.04 davanti alla svedese Kajsa Bergqvist con 2.02.

  Zurigo, Powell ancora da record

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