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    «Sono tesserato e dirigo in Seconda categoria, ma per arrotondare faccio gli straordinari».

    Annuncio su Internet: «Arbitro Figc offresi per torneo di calcio, calcetto, calciotto. Napoli, zone Varcaturo, Licola e Pozzuoli. Info ai numeri 081...». Telefoniamo e ci qualifichiamo come giornalisti. Gelo. «No, guardi, non vorrei avere problemi». Segue trattativa per rasserenare l'interlocutore: vorremmo fare una chiacchierata per capire come va il mondo degli arbitri di base. L'«inserzionista» si tranquillizza, pone il semi-anonimato come unica condizione. «Ho 26 anni, sono di Licola e vi do le iniziali, S.D., perché non voglio pubblicità ».

    Lei è studente? «Laureato in economia aziendale, alle prese con un master».

    E arbitra per guadagnare qualche euro, giusto? «No, non ho problemi di sopravvivenza, la molla principale è la passione. Di euro se ne vedono pochi. Gli affari non vanno bene. A Napoli e dintorni c'è un giro di tornei privati, organizzati da arbitri della federcalcio: se non ne fai parte, sei tagliato fuori. Io non ne faccio parte».

    Anche lei è arbitro Figc. «Sì, faccio la Seconda categoria, ma riceviamo poco. Per partite fuori Napoli ci danno 35 euro di forfait: detratte le spese, benzina e panini, in tasca restano 15-20 euro. Se mi designano per una gara a Napoli, prendo 25 euro e preferisco, perché mangio a casa, si riducono esborsi e rischi».

    Che genere di rischi? «Quando vai sui campi di certi paesi della Campania, non sai come ne uscirai. Io, per esempio, ho avuto seri guai a Maddaloni, vicino a Caserta. Nessuno lo dice, ma al Sud, tra i dilettanti, ogni arbitro mette a repentaglio l'incolumità. Ci sono posti pericolosi, dove non bastano due carabinieri a proteggerti se le cose si mettono male. Minacce, aggressioni, botte. Il più delle volte non se ne sa niente, eppure le violenze sono diffuse».

    Perché continua ad arbitrare? «Ho giocato a calcio fino a vent'anni, l'arbitraggio mi permette di vivere la passione. Non so quanto resisterò, la domenica mi è sempre più difficile salire in macchina e andare».

    A Napoli ci sono arbitri che riescono a campare col calcio? «Qualcuno sì, sono quelli che organizzano i più conosciuti e frequentati tornei extra-Figc, una realtà con un bel giro d'affari».

    Le sue tariffe per arbitrare partite «private»? «Due euro a persona, ma se si presentano in 11 per parte faccio lo sconto: 40 in tutto e non 44. Trenta euro a gara se mi chiamano per un torneo e posso arbitrare più volte. E 15 euro per una sfida di calcetto. Ripeto, però, che i miei arbitraggi personali, non Figc, scarseggiano. L'annuncio su internet non funziona».

  L'annuncio su Internet di un 26enne arbitro napoletano: «Fischio per 40 euro»

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