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    L'ex tecnico del 5 maggio si confessa al Corriere della Sera.

    Hector Cuper e' uno dei tecnici piu' amati, e nel contempo piu' discussi dall'ambiente nerazzurro. L'allenatore argentino, ora senza panchina, si e' confessato al Corriere della Sera, riempiendo le colonne del quotidiano milanese di rimpianti: "Se non fosse accaduto cio' che e' successo il 5 maggio, sarei ancora a Milano - ha detto Cuper - l'Inter ce l'ho dentro, mi manca tantissimo, impossibile dimenticarla. Quando sono venuti qui a Maiorca in amichevole, mi hanno invitato in ritiro, riempiendomi d'orgoglio. Mi hanno fatto sentire un ex allenatore interista, non un ex allenatore dell'Inter e la differenza e' sostanziale. Se mi richiamassero, tornerei di corsa, ma e' difficile che succeda. Ho una convinzione, pero', prima o poi in Italia torno ad allenare".

    Il tecnico argentino non ha potuto esimersi dal commentare la vicenda Calciopoli: "Quando ho sentito cio' che stava accadendo in Italia, mi e' tornato in mente un episodio: terz'ultima gara del campionato del 2002, contro il Chievo, De Santis non ci assegno' un rigore clamoroso contro Ronaldo. E questo mi colpi' molto. Nello spogliatoio con i ragazzi ci interrogavamo, oggi a quattro anni di distanza, posso dire che succedevano cose strane. Anche se fossi stato derubato, non ci posso fare nulla e non mi mettero' certo a piangere, ma e' dura. Assegnare lo scudetto all'Inter, comunque, e' giusto per chi si e' comportato bene dentro e fuori del campo".

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