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    «Carraro graziato? Ricordiamoci che una condanna è una macchia che ci si porta dietro per sempre. Non conta l'entità della pena, si viene schedati e basta».

    Un mese fa avrebbe pensato di essere nominato presidente di Lega? «Assolutamente no, non immaginavo che sarei tornato sui miei passi. Ho deciso di farmi avanti perché la Federcalcio può anche permettersi un commissariamento, la Lega no. Non ci sarebbe stato un punto di riferimento per i presidenti».

    Perché ha pensato a Rosella Sensi come vicepresidente di Lega? «Il nome di Rosella circolava già da qualche giorno. Sul cellulare mi è arrivato un messaggino dove mi chiedevano se mi andasse bene la sua nomina alla vicepresidenza, qualcuno evidentemente pensava che non fossi d'accordo. Il realtà è stata una sorpresa graditissima e mi sono reso conto che lei ci teneva molto. La sua dolcezza e la sua timidezza non devono essere scambiate per un segno di fragilità. Rosella in realtà è molto forte, come sua madre. E' arrivata in punta di piedi e si è guadagnata la fiducia del mondo del calcio. Le ho dato la mia benedizione anche perché mi piace l'idea di aprire la Lega al gentil sesso».

    La Sensi sarà la prossima presidente di Lega? «Non metto limiti alla divina provvidenza, ma non corriamo troppo. Confido molto in lei e credo possa garantire l'equilibrio che cerco tra nord e sud del Paese. Nei momenti difficili, che non mancheranno, si vedrà la sua abilità».

    Parliamo di Calciopoli. Secondo lei giustizia è stata fatta? «Adesso non voglio commentare le sentenze, ma per il calcio è stata una bella mazzata e gran parte del marcio che c'era è stato ripulito».

    Qualcuno, però, se l'è cavata a buon mercato. Carraro dovrà pagare solo una multa... «Non intendo fare nomi, ma ricordiamoci che una condanna è una macchia che ci si porta dietro per sempre. Non conta l'entità della pena, si viene schedati e basta».

    Perché ha fatto il "conciliatore" nel vertice tra Cobolli Gigli, Petrucci e Guido Rossi? «Non potevo rimanere indifferente al rischio di uno scontro frontale tra la Juventus e la Federazione. Ho trovato in Cobolli Gigli una persona disponibile, ma anche un uomo tormentato che si è trovato in una situazione amara e ha subito una valanga di mortificazioni. Mi ha detto "Non volevo trovarmi in questa posizione" e lo capisco. Per quanto riguarda il ricorso al Tar era pur sempre un ricorso al Tar. Chi poteva essere sicuro di vincere?».

    Il commissario Guido Rossi ad esempio... «Con il Commissario Rossi dobbiamo avere uno scambio di esperienze. Mi è stato detto di non essere un tipo tenero, ma non bisogna essere troppo teneri alla presidenza della Lega. A Rossi comunque gli ho detto che non dovevamo darci del "lei", ora ci diamo del "tu". Siamo condannati a lavorare insieme».

    A proposito di condanne, cosa ne pensa del principio della "responsabilità oggettiva"? E' un caposaldo che tiene in piedi la giustizia sportiva o un principio che per punire le società finisce con il penalizzare più che altro i tifosi? «E' un criterio che va cambiato. La giustizia sportiva va riformata e Guido Rossi sta lavorando in questa direzione».

    Saprà che in molti hanno storto il naso per la sua nomina. Volevano un nome nuovo e invece è tornato lei... «Sono contento che ci sia chi mi critica. Quelli che hanno detto "ancora Matarrese, basta" tra un po' di tempo saranno li stessi a dire "meno male che Matarrese è tornato e ha messo a posto le cose"».

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