1. Deus In Macchina  
        Mi trovi su: Homepage #4428050
    E' morto Giacinto Facchetti

    ROMA - E' morto l'ex calciatore Giacinto Facchetti. Bandiera dell'Inter, presidente del club nerazzurro, era ricoverato da alcuni mesi per una grave malattia.

    :(
    ------------------------------------------------
    YOU GOT MUCH COMPLEX THAN THE FIRST MAY CONCERT!
    c'hai più complessi tu ch'er concerto der primo maggio
  2. Deus In Macchina  
        Mi trovi su: Homepage #4428059
    Originally posted by carea
    E' incredibile ...........non sapevo neanche che era malato:(
    quoto :( :(
    ------------------------------------------------
    YOU GOT MUCH COMPLEX THAN THE FIRST MAY CONCERT!
    c'hai più complessi tu ch'er concerto der primo maggio
  3. Deus In Macchina  
        Mi trovi su: Homepage #4428060
    Originally posted by razorbladeromance
    Dal titolo pensavo che fosse una goliardata invece......

    R.I.P. Giacinto :( :( :(
    Razor! non mi sarei mai permesso.



    ADDIO INDIMENTICABILE SIGNORE:( :cry: :cry:
    ------------------------------------------------
    YOU GOT MUCH COMPLEX THAN THE FIRST MAY CONCERT!
    c'hai più complessi tu ch'er concerto der primo maggio
  4.     Mi trovi su: Homepage #4428062
    Poco più di una settimana fa ho sentito più volte giocatori e allenatore dell'Inter dedicare la vittoria della Supercoppa a Giacinto Facchetti. Avevo pensato che probabilmente era in ospedale, ma non immaginavo neanche lontanamente che era una cosa così grave :( :( :(

    Da inter.it:

    Era già Sua la storia. Ora siede sul trono dell’Eternità.
    Giacinto Facchetti ci ha lasciato troppo velocemente per non confondere, in questi attimi, il dolore e la rabbia, il senso d’ingiustizia e la preghiera. Ci ha lasciato dopo aver giocato, con determinazione e stile, l’ultima partita. Spinto nel campo del dolore da un destino nascosto, improvviso, bastardo. L’atleta, nella testa e non solo nel fisico, nella morale e nei riti di una vita quotidiana all’insegna della lealtà e dello sport, ha lasciato il posto all’uomo di 64 anni sorpreso, colpito, ferito, ma non vinto. Ha stretto i denti, ha combattuto sorretto dall’affetto dei suoi cari, di Massimo Moratti, di tutta l’Inter e di tutti gli interisti, mai abbandonato dal campionato infinito di amici che aveva, che ha, che lascia attoniti, storditi, in Italia e nel mondo. Oggi ci ha lasciati il diciannovesimo presidente della storia dell’Inter, il campione nerazzurro e azzurro indimenticato e indimenticabile, il dirigente italiano stimatissimo in Fifa e Uefa, il marito, il padre, il nonno, l’amico.
    Oggi ci ha lasciato Giacinto Facchetti, una persona per bene.
    F.C. Internazionale

    ____________________________________

    È successo tutto in un maledettissimo giorno uguale a tanti altri. Un giorno senza segnali, senza avvertimenti, un giorno col cielo al suo posto, e non c’era modo di capire che un attimo dopo, si sarebbe capovolto. Quanto ci mettono a dirti che il tempo ti si è ristretto e non hai più garanzie? Pochissimo.
    Per Giacinto Facchetti, quel giorno era stato fino a quel momento normale. Poi è seguito il silenzio. Lo chiedeva lui, anzi lo chiedeva quella famiglia così incredibilmente bella e unita che aveva intorno, con lui faceva un tutt’uno, erano qualcosa di raro, i Facchetti, tutti avremmo voluto una piccola parte in una famiglia così. Adesso, anche a loro, resta questo.
    Le immagini di un ragazzo diventato uomo correndo dietro a un pallone, e rimane una grande lezione di vita, perché era un uomo pacato capace di grandi slanci, corretto fino all’inverosimile, per cui nemico acerrimo di tutte le slealtà, fortissimo, integro, figlio della provincia ma abituato a sedersi a qualsiasi tavola.
    Era un uomo da re e da operai. Era un amico leggendario. Era un eroe da romanzo, Arpino lo sapeva bene. Un romanzo di vita, di classe, di essenzialità.
    La prima cosa che faceva dopo le partite, era chiamare casa, i suoi figli, e Massimo Moratti. Troppe volte, quando qualcuno scompare, di lui si cercano le solo le cose buone.

    Il fatto è che di Giacinto Facchetti puoi dire solo quelle, che di cose cattive non ne trovi. Le malattie sono bastarde. Colpiscono a caso, non interessa se uno è stato buono, cattivo, perfido. Se lascia molto amore o poco. Giacinto lascia senz’altro molto amore, e quindi un infinito dolore, dietro di sé. Ma forse è sempre così. Una cosa è la conseguenza dell’altra.
    Vengono in mente tante cose. Quando raccontava di suo nonno che aveva l’Unità in tasca, e quando invece parlava del suo oratorio, dove giocava da piccolo. L’attenzione affettuosa, mai abbandonata, con cui si riferiva a Helenio Herrera. I diari del Mago li aveva tenuti lui.
    L’amicizia profonda, nata che erano due ragazzi, che lo ha legato a Massimo Moratti. Fino all’ultimo, uno c’è stato per l’altro, e l’altro c’era. Credendo in un miracolo, perchè tutti ci abiamo creduto. Se c’era un uomo che se lo meritava, quello era Giacinto Facchetti. Ed era talmente forte, talmente integro, che a volte il miracolo sembrava arrivare.
    La rabbia che lo prendeva quando capiva che ci stavano fregando, e lo facevano da tanto, troppo tempo.
    La fretta con cui si alzava da tavola, negli alberghi, se c’era una partita in televisione.
    La chiarezza con cui inquadrava caratterialmente un giocatore.
    Il suo odio per il fumo, su questo era intransigente.
    La gentilezza con cui parlava. La lettera che scrisse alla sorella di George Best, lo scorso anno, in ricordo di un campione diversissimo da lui, ma che aveva sempre stimato.
    E la dignità con cui passò oltre la scomparsa della propria sorella, cancro, anche lei, e invece la felicità del suo primo giorno da nonno.
    La fermezza che aveva. I suoi occhi, così chiari. L’amicizia che dava e che ci si trovava a dargli. Lunghe ore a parlare, a valutare, a raccontarsi. Storie di calcio e di vita, giorni buoni e cattivi, una tale infinità di giorni insieme da pensare che non sarebbero finiti mai. E poi, mai così. Fino a quel giorno in cui ci ha chiesto silenzio e tutti abbiamo obbedito, stando ad aspettare un miracolo.
    Quando le cose finiscono, ti chiedi dove vada a finire tutto questo, se in cielo, in un’altra dimensione o in niente. Certo, ti resta nel cuore. Ma in questo momento, per tanti di noi è un cuore spezzato. È andato a pezzi in un giorno maledettamente uguale a tanti altri. Senza segnali, senza avvertimenti, col cielo che se ne stava come sempre al suo posto.
    Si è capovolto all’improvviso.

    Di Susanna Wermelinger
  5.     Mi trovi su: Homepage #4428063
    Purtroppo, Massi, era vero.
    A Giugno provavo a fermare chi malignava sul Signor Giacinto Facchetti rivelandoVi la grave malattia...e chiedendo di lasciarlo stare in Pace...
    No, Giacinto non fumava...
    Gioco`, pero`, nell'Inter di Herrera...Campione e Vittima dell'Inter "Bombata" da Herrera e staff medico...
    Nessuna relazione, forse...

    Beh...Lo scudetto della "Pulizia" non poteva essere assegnato a Presidente piu` Grande...
    Una gioia meritata e chissa` quanto Sofferta...Vecchio Giacinto nerazzurro:cry:
  6. I'm only happy when it rains  
        Mi trovi su: Homepage Homepage #4428064
    Originally posted by fralex
    Razor! non mi sarei mai permesso.



    ADDIO INDIMENTICABILE SIGNORE:( :cry: :cry:


    Infatti..... scusa Fralex..... :yy: :yy: :yy:

    Cmq ragazzi mi sembra veramente...... come impossibile..... :cry: :( :cry:
    Comincio a credere che non conta quanto tu ami qualcuno: forse quello che conta è quello che riesci a essere quando sei con qualcuno.

  Addio Facchetti.

Commenta

Per scrivere su Videogame.it devi essere registrato!

         

Online

Ci sono 0 ospiti e 0 utenti online su questa pagina