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    "Con Agnelli non sarebbe successo"

    "Ho sbagliato nel credere di proteggere la Juventus, una squadra con una facciata di debolezza - così Luciano Moggi ha parlato di calciopoli a "Quelli che il calcio" - per 9 anni non aveva vinto nulla e ora tornerà a non vincere perchè la cupola vera non è quella che si credeva vera, ma quella...". L'ex dg bianconero rimpiange Agnelli: "Ero stato assunto da lui. Se ci fosse stato, questa cosa non sarebbe successa".

    Moggi continua a pronunciare la sua innocenza: "Io mi sono sempre limitato ad accertare - ha detto - che ci fossero gli arbitri migliori e non credo che in questo ci sia alcun illecito sportivo. E' vero, ho fatto delle telefonate, come molti altri, ma dove sta il divieto a telefonare?".
    Secondo l'ex dg della Juve, gli italiani sono dalla sua parte: "Ho scoperto che la gente ha capito quello che è successo, ha capito che non ho fatto nulla di male e mi vuole bene - ha proseguito - Quel tipo di intercettazioni bisogna farle con tutti a 360 gradi e non solo per una persona, o comunque non si può rendere note solo quelle fatte a pochi".

    Moggi attacca il processo a calciopoli ("è intervenuto qualcosa che ha impedito al sottoscritto di difendersi") e pensa che l'avvocato della Juve abbia sbagliato: "Ha chiesto la serie B e la penalizzazione. E' stato un infortunio". Per chiudere, un rimpianto: l'assenza dell'Avvocato. "Io ero stato assunto dal dottor Agnelli e purtroppo lui non c'è più. Se ci fosse stato lui, questa cosa non sarebbe successa".
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    Melandri, 'Eccessivo e inopportuno lo spazio concessogli'

    ROMA, 10 SET - La presenza di Moggi a 'Quelli che il calcio e..' scatena la polemica. L'esecutivo dell'Usigrai lo giudica un episodio gravissimo. Interviene anche il ministro Melandri: 'Ho trovato francamente eccessivo e inopportuno lo spazio concessogli, senza un vero e quantomai necessario contraddittorio'. Il consigliere d'amministrazione Rai Curzi spiega: 'Cio' che e' avvenuto e' semplicemente inconcepibile'. Gli fa eco Carlo Rognoni: 'Il caso in Cda e il direttore generale prenda provvedimenti'.
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    Originally posted by Pezzotto
    Melandri, 'Eccessivo e inopportuno lo spazio concessogli'


    infatti .... se almeno ci fosse stato un giornalista con la voglia di metterlo in difficoltà già sarebbe stato diverso, ma farlo fare il comizio



    cmq. continuo a pensare che quel "volevo solo difendere la Juventus" sia una confessione in piena regola
  4.     Mi trovi su: Homepage #4434539
    LI PAGHIAMO PER INULTARCI: editoriale di Riccardo Luna direttore de "Il Romanista".

    A un certo punto quel ministro imbarazzante che non conosce l’imbarazzo e che risponde al nome di Clemente Mastella, quello che voleva l’amnistia per i ladroni del calcio, si è paragonato a San Pietro, però in meglio perchè «io non tradisco gli amici». E in quel preciso istante, in tv, nella tv pubblica che tutti paghiamo con il canone, ma dovremmo smettere subito di farlo se stavolta non alla Rai non cacciano qualcuno, in quel preciso istante per milioni di italiani Luciano Moggi era diventato come Gesù prima del Calvario. O comunque un santo, un benefattore delle nostre tasche, addirittura il vero artefice dell’aumento imprevisto del Prodotto interno lordo, visto che «l’Italia ha vinto i Mondiali grazie ai giocatori della sua Juve». Un applauso del pubblico pagato da noi contribuenti ha sottolineato la beatificazione. E io davanti a quelle bestemmie ho avuto un conato.
    Non sto esagerando. Questo Paese è una barzelletta se prende uno come Moggi e gli costruisce un teatrino in tv dove lui può dire di tutto senza che nessuno ribatta. Può dire di essere «un eroe popolare», può raccontare la balla della «gente che sta con me», può infangare il processo sportivo, «una farsa», e trattare lo scandalo delle intercettazioni come una balla, anzi un complotto contro di lui che, poverino, cercava solo di «proteggere una società debole». La Juve.
    Una risata avrebbe dovuto seppellire questa buffonata, e poi qualche semplice dato di fatto avrebbe smascherato quella valanga di bugie. Bastava poco, ma davanti a Moggi c’era una cara amica, Simona Ventura, «siamo amici da vent’anni io e Luciano», con lo sguardo inebetito di chi non ha mai nemmeno letto le prime righe delle sentenze di Calciopoli e non sa davvero cosa dire, gli autori non le avevano scritto nemmeno una domanda decente, accidenti, e lei si vedeva che annaspava guardando quel foglietto, e quasi cercava di convincere Moggi a non strafare, «va bene che siamo amici», a dire che in fondo qualche erroruccio lo avrà fatto pure lui, «dai Luciano, qualche telefonata...».
    Ma che ne sa la Ventura di due anni di indagini dei carabinieri di Roma? Le mai ha lette le intercettazioni, o si ricorda solo qualche titolo dei giornali? Lo sa che i due responsabili delle indagini, un colonnello ed un maggiore dei carabinieri, qualche giorno fa sono stati rimossi, trasferiti ad altro incarico?
    Non sa nulla, la Ventura, e si vede benissimo purtroppo. Si vede quando con l’aria di chi sta facendo una domanda paraculissima, dice: «Luciano, come si costruisce una grande squadra?». Glielo diciamo noi, signora Ventura: c’era una roba che si chiamava Gea, in Italia, per anni ci hanno giurato che con Moggi non aveva rapporti visto che la guidava il figlio di Luciano, poi sono spuntate decine di telefonate fra papà e figlio che trafficavano giocatori. Per la procura di Roma si chiama associazione a delinquere. Ecco come si costruisce una grande squadra.
    E in studio? A parte le battute di un comico, il silenzio assoluto. Ma quando ho visto Giampiero Galeazzi nella sua postazione, mi sono detto: e vai, ci pensa Bisteccone a fare il contraltare a Moggi, massì, questa estate nel programma "Notti Mondiali" ve lo ricordate Galeazzi tutto rosso e sudato mentre inveiva contro i ladroni del calcio? Sembrava un paladino vero. Dai Giampiero, fagli vedere tu. Bene, lo ha fatto. Questa la sua domanda a bruciapelo: «Luciano allora in questa storia sei una vittima o che?». Voi sottovalutate il coraggio che ci vuole a dire «o che» a uno come Moggi.
    Veramente in quello studio tv uno con il coraggio di dire a Moggi che la gente non lo ama affatto, anzi, si sente derubata, e che ci sono colpe precise di cui rispondere, c’era: Andrea Vianello, il conduttore di Mi Manda Raitre. Ci ha provato a dire due parole e Moggi si è infuriato, «Simona, io con quello non parlo». Un ordine, come ai tempi in cui ordinava ai conduttori della Domenica sportiva cosa dire e chi attaccare. «Fatemi a pezzi Zeman», diceva al servo di turno e loro lo facevano a pezzi.
    Non è cambiato molto, si direbbe, anzi quasi nulla. E se aspettiamo ancora un po’ davvero ci diranno che Calciopoli è stata una nostra allucinazione. Ma lo diciamo oggi, forte e chiaro, che noi non ci staremo. Se servirà ripubblicheremo tutte le indagini e le sentenze di condanna, ne faremo un libro, perché tutti sappiano. E se ci riusciremo, prenderemo tutte le intercettazioni e ne faremo un cd, perché vi garantisco che la protervia delle loro voci dal vivo fa tutto un effetto.
    Intanto tre o quattro cose le diciamo subito, prima che la valanga di balle ci travolga. 1) Non è vero che nel processo sportivo non sono ammessi testimoni. Sono stati ammessi, e sono anche serviti alle difese. 2) Non è vero che le intercettazioni sono state solo contro di lui e che se tutti i dirigenti di club fossero stati intercettati, si sarebbe scoperto che tutti parlavano di arbitri con i designatori. Ad essere intercettati infatti furono inizialmente proprio i telefoni di Bergamo e Pairetto ed è quindi dimostrato che parlavano solo con Moggi. 3) Non è vero che per la Corte federale la Juve non ha commesso alcun illecito: secondo i giudici, che pure hanno scritto una sentenza folle, il reticolo delle attività di Moggi era teso a condizionare tutto il campionato, non una singola gara.
    Solo tre concetti, signora Ventura, ed avrebbe evitato una figura di m...
    NON VE SIETE REGOLATI.....TOGLIETE IL BANNED A DON CAPOCCIONE.

    ..."non appartengo a questa schiera, morirò pecora nera"...

  5.     Mi trovi su: Homepage #4434540
    Presidente Lega: non si rifa cosi' l'abito al pallone

    ROMA, 11 SET - Matarrese critica l'apparizione di Moggi a 'Quelli che il calcio': 'la Rai non ha bisogno di certi passi falsi', dice il presidente di Lega. 'Non e' cosi' che si puo' rifare l'abito al pallone dopo lo scandalo di calciopoli', aggiunge, precisando di non avere gradito i quaranta minuti dell'ex dg della Juve davanti alla telecamere e senza contraddittorio: 'Moggi deve restare fuori per un po' di tempo, si purifichi, anche Simona Ventura e' scivolata ingenuamente o meno'.
  6.     Mi trovi su: Homepage #4434542
    "Non capisco perche' in Italia non si possa difendere"

    ROMA, 11 SET - Luciano Moggi chiede 'scusa per il can can' che ha scatenato dopo l'intervista a "Quelli che...", ma torna all'attacco. 'Ho solo espresso il mio parere e non capisco perche' in Italia non ci si possa difendere', sostiene al Tg4 di Emilio Fede. 'Pentito di esserci andato? Ma perche'? Tutt'altro... - continua l'ex dg della Juve - ho risposto a delle domande che mi sono state fatte. A quella trasmissione ha partecipato anche Diego Della Valle e non e' successo niente'.

  Moggi: "Volevo proteggere la Juve"

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