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    L'ex calciatore è pronto per la nuova sfida. Dovrà risolvere la grana dei premi mondiali: «I giocatori meritano rispetto».

    Riva, che effetto le fa essere diventato vice-commissario? «Per me non si tratta di un fatto straordinario. Sarò quello di sempre, perché non posso cambiare a 61 anni».

    In che cosa consisterà il suo nuovo lavoro? «Sarò il responsabile di tutte le squadre nazionali. Non pretendo di risolvere casi complicati. Il calcio è semplice, a volte basta andare al bar per imparare qualcosa. Io sono arrivato la prima volta a Coverciano nel '62. Da allora ci sarò tornato 500 volte e in oltre quarant'anni di calcio ne ho viste di tutti i colori, per cui farò valere la mia esperienza, senza buttare via quello che è stato fatto fin qui dagli altri, ma senza rinunciare ai miei principi. Non sono mai stato un politico, e anzi ho rifiutato tutte le proposte di entrare in politica, da destra e da sinistra. Sono sempre stato un uomo libero di dire quello che pensa e continuerò a esserlo anche adesso».

    Lei prende il posto di Albertini: che rapporto ha avuto con lui? «Un rapporto di lavoro. Lui veniva, proponeva e poi si prendevano delle decisioni. Ma adesso non è giusto parlare troppo di lui o di me. Quello che conta è la Nazionale e la Nazionale è di tutti, perché non è un patrimonio privato».

    Tra i problemi che dovrà risolvere c'è anche la grana relativa ai premi del mondiale, non ancora pagati e soprattutto non bene definiti? «Di questo parlerò con chi di dovere. Per adesso posso dire soltanto che i giocatori e lo staff tecnico hanno compiuto una straordinaria impresa in Germania. Il loro lavoro non è stato evidenziato nella giusta misura e sicuramente merita maggiore considerazione. E non parlo soltanto per il Mondiale, perché i giocatori sono la parte più importante del calcio e devono avere più rispetto di quello che hanno avuto finora».

    Ha parlato con Donadoni? «Certo, ho parlato anche con lui, ma non c'era bisogno che fossi io a fornirgli nuove garanzie. Conosco Roberto dal 1990, quando fu uno dei protagonisti ai Mondiali in Italia. E' un ragazzo serissimo e un ottimo allenatore. Lui sa che ha la fiducia di tutti, non soltanto la mia. Ha incontrato qualche difficoltà all'inizio. Ma qualsiasi altro allenatore avrebbe avuto gli stessi problemi, arrivando da fuori alla guida di una squadra che ha appena vinto il Mondiale».

    A parte la sua esperienza, che cosa può avere il nuovo vicecommissario Riva più degli altri? «Questo non lo so, ma di una cosa mi sono sempre vantato: io non sono mai stato raccomandato da nessuno e lo posso dire a voce alta».

  Riva: «Non sono un raccomandato»

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