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    «Ora i grandi colpi li facciamo noi. Se Luciano non fosse stato fermato, Simplicio e Bresciano non sarebbero venuti a Palermo».

    «Il mio Palermo è il Lione del calcio italiano. Segna e diverte. Ma se qualcuno si azzarda a parlare di scudetto gli rifilo una botta in testa. Forse tra due anni saremo pronti a lottare per il titolo. Ora dobbiamo solo stare calmi. E continuare a crescere. Ma non paragonatemi a Moratti. Non porta fortuna».

    Presidente, come è nato questo Palermo dal gol facile? «La nostra fortuna è che l'estate scorsa le grandi società erano distratte e si sono fatte scappare dei giocatori formidabili».

    Il primo colpo è stato Simplicio. «Considero Vieira il centrocampista più forte d'Italia ma il nazionale francese alterna grandi partite a prestazioni mediocri. Simplicio vale il doppio quanto a continuità di rendimento. Ma sapete perché siamo riusciti a prendere Simplicio e Bresciano. Perché Moggi è stato squalificato. Con Moggi in azione i due giocatori del Parma sarebbero andati a scadenza di contratto e sarebbero approdati alla Juve a zero euro. Come è successo con Marchionni».

    Amauri è stata la ciliegina sulla torta. «E' il nuovo Toni. Rispetto al centravanti della Fiorentina è più rapido e più abile tecnicamente. Inter, Milan e Juve lo hanno bocciato. Per fortuna. L'Udinese ha provato a entrare in corsa nell'affare. Ma Pozzo è un presidente tirchio. Non è Zamparini. Chi viene a Palermo sa di trovare precise garanzie economiche. Il direttore sportivo Foschi ha lavorato bene. E il passivo di mercato è stato inferiore ai 9 milioni. Abbiamo acquistato uomini di valore assoluto. Diana, ad esempio. Ho trattato con Marotta perché Garrone pensa solo al petrolio».

    La scelta di riportare Guidolin in panchina si sta rivelando azzeccata. «Era stato lui a volersene andare. Non io a cacciarlo. E' stato il nostro ingaggio più importante. Quando ci ha lasciati forse non credeva che il Palermo avesse progetti ambiziosi. Non ci eravamo capiti. Il nostro allenatore però deve accettare le mie piccole interferenze tecniche. Sono un esperto di supermercati e di pallone. Ho giocato anche in serie D».

    Di scudetto non si può parlare, ma allora qual è l'obiettivo del Palermo? «Voglio un posto in Champions per sviluppare il nostro progetto. Sulla carta solo Inter e Milan sono più forti di noi. La cosa strana è che questo Palermo sembra ispirarsi più a una squadra di Zeman che alle idee di Guidolin. Ma non ditelo al nostro allenatore...».

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