1. Bandito  
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    [dal Corriere della Sera, 6/5/2006]

    IL RITORNO DEGLI DÈI
    Un tribunale di Atene autorizza i fedeli alla celebrazione degli antichi culti greci. Politeismo in crescita anche in Italia.
    di ANDREA GARIBALDI

    ROMA - La Fratellanza Solare, i Nativi d' Insubria, i Fedeli degli Asi, i Pitagorici, l' Ordine dei Bardi, Ovati e Druidi, la Tribù Winniler. Sono tra noi, ma sparsi lungo la penisola, impermeabili tra loro e poco inclini a farsi conoscere, casomai il proselitismo è filtrato, cauto, graduale. Gruppi piccoli, piccolissimi talvolta. Si incontrano in case, o in Rete, oppure si parlano tramite riviste che possono avere trecento pagine o essere poco più di un foglietto. Il mondo difforme del paganesimo 2000. Neopagani. «Vedremo moltiplicarsi questi fenomeni», dice Marino Niola, che insegna antropologia dei simboli all' Università Suor Orsola Benincasa, Napoli. Perché, professore? «Perché nel paganesimo, cioè nel politeismo, ciascuno può costruirsi la sua via alla spiritualità. Ogni dio ha una sua funzione e il suo legame con un elemento naturale, monte, fiume, mare...». Il ritorno degli dei è avvenuto negli ultimi tempi, immancabilmente in Grecia. L' associazione «Ellis» ha ottenuto da un tribunale civile l' autorizzazione a venerare Zeus, Era, Poseidone, Ares, Afrodite e gli altri dell' Olimpo e ora vuol chiedere al ministro dell' Istruzione e degli Affari religiosi di celebrare gli antichi riti nei templi sull' Acropoli o su Capo Sunio. Con la rassicurazione: niente sacrifici di esseri viventi, offriremo frutta, dolci, vino, olio. «Non sarebbe proprio una novità - dice Claudio Simeoni, da Marghera, portavoce della Federazione Pagana, animatore di Radio Pagana, autodefinitosi "Meccanico, Apprendista Stregone, Guardiano dell' Anticristo" -. L' anno scorso eravamo in tremila sotto il monte Olimpo per un rito nel nome di Prometeo». E da noi non si potrebbero usare i templi di Agrigento, di Paestum? «Ma no! I monumenti vanno tutelati e protetti. Noi per i riti abbiamo il nostro "bosco sacro", piantato a Jesolo, da un pagano». Punto di riferimento neoellenico in Italia è il critico d' arte milanese Antonino De Bono che, a 82 anni, dice: «Sarebbe ridicolo oggi pregare Apollo o Hermes. Interessante invece è notare la rivalutazione degli dei come forze cosmiche dell' universo, che sfuggono al controllo dell' uomo». De Bono accusa Gesù «di essersi vantato di essere il Cristo, lo considera piuttosto un mago o un operatore dell' occulto, ma ha chiuso con la Grecia religiosa politeista vent' anni fa, dopo che alcuni suoi seguaci annunciarono - per finta - che avrebbero tagliato la testa a un ariete. Così, per cercare un paganesimo mediterraneo in Italia si deve guardare alla «via romana», gruppi che si rifanno alla religiosità dell' antica Roma, ma più nel solco egiziano di Iside e Osiride, che in quello greco con Zeus che diventa Giove e Poseidone che si tramuta in Nettuno. Dice Massimo Introvigne, fondatore del Centro studi sulle nuove religioni: «Nel neopaganesimo romano ci sono due filoni principali, uno intellettuale formato da professori ed entusiasti degli studi classici, e l' altro di estrema destra, nel ricordo della romanità senza cristianesimo e del fascismo senza Concordato». Aggiunge il vicepresidente del Cesnur, Pierluigi Zoccatelli: «Il neopaganesimo coincide quasi sempre con l' esoterismo, l' ermetismo. Spesso per accedere agli strati più sottili dell' essere queste scuole si basano su teorie e pratiche che riguardano la manipolazione dell' energia sessuale, nella scia di Cagliostro». Così, nel passato dei movimenti neopagani romani ci sono riunioni nelle catacombe, là dove si rifugiavano i nemici di oggi, i primi cristiani. E c' è anche il rito sull' Appia Antica effettuato con un' ascia bipenne, forse alla presenza del filosofo Evola, rito che avrebbe "propriziato" l' avvento del fascismo. «Il politeismo è una minoranza - ripete il professor Niola - Ma cresce soprattutto per la reazione al Cristianesimo, che ha spezzato il rapporto fra uomo e natura, ritenendo l' uomo superiore».
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  2. Bandito  
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    Intervista a FRANCESCO FARAONI, autore del libro Neopaganesimo: Il risveglio degli dèi
    (aprile 2006)

    Francesco Faraoni è nato a Roma nel 1979. Laureato in scienze paramediche, fin da giovanissimo si è appassionato all'esoterismo. Ha appena pubblicato un saggio sul Neopaganesimo con le Edizioni Aradia.

    SPECCHIO- Francesco, molta gente non ha la benché minima idea di che cosa sia il Neopaganesimo; vuoi spiegarcelo tu?

    FRANCESCO FARAONI- Definire in una sola frase il Neopaganesimo è come voler definire l'infinito o dare dei connotati assoluti e specifici su Dio o sugli Dei. Il Neopaganesimo è una realtà spirituale legata alla natura, al cosmo, agli Dei. Sono numerose le tradizioni e le correnti neopagane: posso dire che tutte affondano in un'unica essenza che è quella pagana. Nel Neopaganesimo c'è chi è alla ricerca di un contatto intimo e spirituale con la natura, intesa sia nel suo aspetto fisico, sia in un aspetto spirituale. Per quel che riguarda l'aspetto fisico, molte correnti neopagane si prodigano anche in attività di volontariato per la tutela della natura, vista come patrimonio dell'umanità, che quindi deve necessariamente essere preservata da possibili politiche od azioni di degradazione. Per quel che riguarda l'aspetto spirituale, il neopagano cerca di entrare in equilibrio con le energie della natura, di non estraniarsi dalla sua culla generativa, perché noi sappiamo di essere figli della Terra, figli della Natura, e ad essa dobbiamo rispondere.
    L'uomo che si estrania dalla Natura accetta di vivere in una dimensione di sterilità creativa, perché solo vivendo in armonia con la natura è possibile essere ispirati realmente a vivere con cognizione, coscienza e consapevolezza. Questo è solo uno dei tanti aspetti del Neopaganesimo. Poi ognuno, nella sua tradizione e corrente di appartenenza, segue le proprie convinzioni spirituali e ritualistiche.

    SPECCHIO- A proposito delle correnti neopagane regna una grande confusione; la definizione di "neopagano" viene attribuita a persone che professano le idee più diverse. Per esempio, Crowley viene da moltissimi definito un neopagano e perfino il satanismo, per quanto la cosa sia assurda, è considerato da alcuni una branca del Neopaganesimo.

    FRANCESCO FARAONI- Molti associano erroneamente il Neopaganesimo con Aleister Crowley, proponendo l'ipotesi che fu questo personaggio a ristabilire l'interesse per alcune correnti pagane. In realtà non è così. La riemersione e la rivisitazione dei culti neopagani è antecedente a Crowley; tanti sono i personaggi che contribuirono, ma è la stessa "storia" ad aver concorso alla sua ricomparsa, perché alcune tradizioni e usanze, tipicamente pagane, sono rimaste negli animi di molte persone. E da un ventennio circa sta riaffiorando una esigenza spirituale tipicamente pagana. Crowley promosse altre correnti come quella di Thelema che, però, non può essere definita strettamente neopagana o pagana, perché, a mio avviso, rientra più in una corrente filosofica e specialmente esoterica. Nel libro Il neopaganesimo, il risveglio degli Dei ho cercato di affrontare questo tema, sfatando luoghi comuni e infondati, come ad esempio l'associazione del satanismo col Neopaganesimo, priva di alcuna ragionevole fondatezza. La figura di Satana nasce insieme al monoteismo e alle culture abramitiche, non appartiene, dunque, al Neopaganesimo. Devo ringraziare Claudio Scardova, direttore dell'Aradia Edizioni, che mi ha dato l'opportunità di esprimere le mie idee, nonché tutti quelli che hanno collaborato con me per la realizzazione di questo libro (tra cui Mara Fusco, collaboratrice letteraria), che spero possa dare chiarezza su questo tema, che in Italia, va detto, viene affrontato ancora con molta timidezza e da pochissime case editrici.

    SPECCHIO- Parlaci della tua esperienza personale: quando hai "incontrato" il Neopaganesimo?

    FRANCESCO FARAONI- Non penso di aver mai "incontrato" questa religione, perché il cosiddetto "paganesimo" è presente in tutte le spiritualità dell'uomo. I primi ominidi consideravano gli elementi della natura come entità divine; la Luna è stata forse la primissima divinità delle società umane. Le evoluzioni e le esegesi tipiche delle società, fatte spesso di raziocinio, di ricerca filosofica e teologica, hanno portato a continui progressi, ma anche a regressi spirituali. Posso dire di aver preso coscienza delle mie radici quando ho compreso che sono parte integrante della Terra, della Natura e del Cosmo e che non è ragionevole, né pensabile, estraniarsi da queste "forme archetipiche", perché io, come una pietra qualsiasi, faccio parte del mondo e dell'universo e non posso ergermi al di sopra di altre creature, animate o inanimate

    SPECCHIO- Come ti ha cambiato abbracciare il Neopaganesimo?

    FRANCESCO FARAONI- Rispetto al passato, quando ero legato al Cristianesimo vivevo con profonda paura i concetti della sofferenza, del dolore e della morte. Erano concetti assillanti: il vivere con sofferenza è una virtù, per alcuni. Forse potrò risultare relativista o nichilista, ma sto esclusivamente esprimendo le emozioni e le sensazioni che provo e che ho provato. Nel Neopaganesimo non c'è ricerca di narcisismo, né di edonismo, ma c'è la consapevolezza che la vita va vissuta alla ricerca di un benessere psicofisico, che può essere raggiunto solamente se ci si armonizza con la Natura e gli esseri viventi, solamente se si prende coscienza che siamo parte integrante del mondo. Io ho cambiato visione sulla vita, sulla morte, grazie al mio credo.
    Vedo la vita come "esperienza" e come una "possibilità" che mi è stata concessa per migliorare il mondo, nel mio piccolo, cominciando a migliorare me stesso. Per quanto riguarda la morte, mi viene in mente un documento che vidi in televisione, dove un Papa esclamava che la morte va sconfitta con la vita. Sono rimasto perplesso da questa affermazione, che risulta più relativistica dei miei pensieri su questi temi. La morte, per me, è un'esperienza necessaria, è l'esegesi finale della vita; è rigenerazione, è un ritornare alla terra, assemblandosi ad essa, è un abbandonarsi alle mani di Madre Terra, è la conclusione di una poesia il cui titolo è Vita. La morte non va sconfitta con la vita, perché la morte è vita, nella morte c'è vita. Ricordo, durante alcune lezioni universitarie di anatomia patologica, che un docente in sala di dissezione, davanti ad un cadavere, ci disse che non dovevamo aver paura della morte, perché "nella morte si può trovare la vita". In questo caso il concetto filosofico era strettamente scientifico, ossia nella morte la medicina ha spesso trovato spiegazioni per salvare la vita. Ma in un concetto più metafisico non cambia di una virgola: la morte non va sconfitta con la vita, perché è già di per sé vita, una forma di vita, perché non esiste il "nulla" o la "staticità", tutto segue un suo perpetuo ciclo, che non ha né inizio, né fine. Dunque, non ho paura della morte ma, forse, ho paura della vita, perché spesso molti esprimono la loro esistenza attraverso la violenza, il sopruso, la condanna ed il dispotismo. Ma purtroppo è necessario che l'uomo conosca il male per poterne prendere coscienza, per elaborarlo, metabolizzarlo e comprenderlo, al fine di arrivare, ed un giorno sono sicuro che l'umanità intera ci arriverà, ad un senso della vita chiaro a tutti, dove ognuno possa vivere in armonia con gli altri.

    SPECCHIO- Cambiare la mentalità stereotipata di molta gente è quasi impossibile e molti temono e attaccano quello che non conoscono o che devia dalla "normalità". Tu hai subito discriminazioni?

    FRANCESCO FARAONI- Direttamente mai. Mi circonda un mondo molto comprensivo e tollerante: parlo del mio mondo, dei miei amici, dei miei famigliari, dei miei parenti. Molti, forse, potrebbero non comprendere le mie scelte, rimanere perplessi e sconcertati, ma nessuno in virtù di questo ha mai espresso una discriminazione contro di me. Chi mi circonda, a prescindere dalla propria cultura, conosce la parola "rispetto". La cosa che più mi preoccupa è l'opera mistificatoria di molti, che associano troppo spesso il Neopaganesimo con concezioni neonaziste e neofasciste senza una reale cognizione e consapevolezza, perché le correnti neopagane non hanno alcuna ideologia da spartire con qualsiasi sistema politico o forma di pensiero protesa al totalitarismo e alla violenza delle idee o delle azioni! I movimenti neopagani sono pacifici nei gesti, nei modi, nei pensieri.

    SPECCHIO- Che cosa non ti piaceva della religione precedente?

    FRANCESCO FARAONI- Quello che sta nel mio passato era un credo basato sul dogma e sull'imposizione. Io non credo a nessun libro sacro, perché ritengo che ogni libro sia il frutto del pensiero dell'uomo e che nei libri dove si parla di Dio c'è in realtà la proiezione di Dio visto dall'uomo. Quindi credo a me stesso, come prima cosa, e non credo di dovermi inchinare ai dogmi e al fideismo sfrenato. Io sono per la ricerca consapevole e cosciente della mia verità.

    SPECCHIO- La tua famiglia ha accettato questa ideologia?

    FRANCESCO FARAONI- La mia famiglia non conosce la parola "accettare", conosce casomai il concetto della discussione, del dialogare, del parlare. Al massimo può non condividere, ma mai mi hanno imposto un credo, un dogma od una fede alla quale ispirarmi. Quindi parlo spesso con i miei famigliari di queste tematiche, notando in alcuni di loro si perplessità ma anche rispetto profondo per le mie convinzioni. Non voglio essere accettato. Perché non ritengo di appartenere a nessuno se non a Madre Terra e alla Natura. Io sono stato procreato da un atto d'amore, sono nato per un evento naturale, biologico, appartengo al Mondo, non a qualcuno. Sono stato quindi lasciato molto libero nel pensare e nel riflettere, sicuramente ho ricevuto una educazione molto particolare, fatta a volte di scontro, spesso di confusione, ma basata sul rispetto per gli altri e per se stessi. Non chiedo di essere accettato dalla mia famiglia, o dai miei amici, ma solamente rispettato.

    SPECCHIO- Come vivi la tua ritualità?

    FRANCESCO FARAONI- La mia ritualità è fatta prima di tutto di pensiero, riflessione e meditazione. Quindi la mia ritualità è comprendere il mondo e le persone che mi circondano cercando di dare, per quanto mi è possibile, un contributo che miri ad aiutare chi ha bisogno di una parola di conforto o di sostegno. Questo non è un datur omnibus tipicamente cristiano, ma un dare a tutti tipicamente umano, naturale, innato; non è un valore di qualcuno in particolare, o di qualcosa, ma è un valore di tutti! Poi c'è la ritualità spirituale che è fatta di gesti, simboli, preghiere, rivolte alla natura, agli dei, come atto di comprensione di quegli archetipi che possiedono gli Dei e che possono aiutarmi a comprendere me stesso, i miei dubbi e i miei perché.

    SPECCHIO- Com'è la tua vita di tutti i giorni, il tuo ambiente lavorativo?

    FRANCESCO FARAONI- Il mio ambiente lavorativo è lo studio, la ricerca, sono i libri. Io scrivo, penso, rifletto; sarebbe forse presuntuoso dire che sono un teoretico od un pensatore, perché comunque non ho titoli per dichiararmi tale, ma la mia natura mi ha portato ad estraniarmi dal mondo del consumismo, dell'omologazione forzata, del conformarmi alla società, perché io non approvo questa società che continua ad allontanarsi dalla Natura per raggiungere valori del Culto del Denaro e del Culto del Consumismo. Non è misantropia, ma una reazione che le mie emozioni esercitano su di me quando mi rapporto alla società che mi circonda. Scrivo libri (Saggi), mi dedico alla poesie e alle short story che affronto in chiave surreale; faccio saltuariamente lavori indipendenti che mi portano ad avere sempre le tasche vuote, a non poter progettare un futuro sicuro e stabile. Ho una laurea che mi permetterebbe di lavorare, eppure ho rifiutato questo mondo di omologazione. Ripeto, non sono un misantropo! Questa mia "condizione" per alcuni potrebbe risultare deprimente. Io invece sono felice di avere le tasche vuote e di non vivere come gli altri, alla ricerca di un abito firmato o di occhiali che fanno tendenza. Sicuramente è opinabile e criticabile, ma non ho problemi a dirlo. Io sono felice di ciò che sono ed esprimo. Non ho bisogno di essere ricco, perché la mia ricchezza è interiore e mi nutro di essa. Non è retorica, né utopia, è la verità, è ciò che sento. Mi accontenterei di una casa in campagna, di lavorare la terra, di dedicarmi alle mie ricerche, scrivere, dedicarmi all'ascolto degli altri, dei loro problemi, amare, e sarei l'uomo più felice del mondo. Non so quale sarà il mio futuro, chissà, forse potrei finire ai piedi di una quercia ed entrare in simbiosi con la Natura intorno e diventare un asceta che si nutre di pensiero e nient'altro! A parte l'ironia, mi preoccupo dell'oggi e sto cercando di costruire qualcosa per il mio futuro. Ho bisogno di più tempo rispetto agli altri, perché seguo dinamiche e pensieri che, come già detto, non sono omologabili con la società che mi circonda.

    SPECCHIO- Un'ultima domanda: senti di appartenere a qualche particolare corrente neopagana?

    FRANCESCO FARAONI- Appartengo a Madre Terra. Non amo dover etichettare in un termine unico la mia spiritualità. Appartengo alla natura, al cosmo, a me stesso e a nessun altro.
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  3.     Mi trovi su: Homepage #4446759
    interessante...non pensavo ci fosse qualcuno così legato ai culti ellenici...beh, buono a sapersi...comunque...non potevi postare tutto questo nel topic sulle religioni? :confused:
  4. Bandito  
        Mi trovi su: Homepage #4446760
    L'Ellenismo o Dodecateismo pare uno dei neopaganesimi meglio organizzati. Dopotutto conta su una vera e propria istituzione che è l'YSEE.





    Altre foto qui
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  5.     Mi trovi su: Homepage #4446761
    Per me ognuno può credere a quelloc he caspita gli pare ma... roba da matti :asd:
    La Speranza ha due figli, lo sdegno e il coraggio. Il primo serve a raccontare le ingiustizie del mondo e il secondo a cambiarle...
  6. Bandito  
        Mi trovi su: Homepage #4446762
    Originally posted by Arichan
    Per me ognuno può credere a quelloc he caspita gli pare ma... roba da matti :asd:


    Beh come tu credi sia roba da matti credere nelle forze cosmiche c'è chi, tra cui io, crede sia roba da matti credere nel tuo dio-persona, nella resurrezione di Cristo, nelle madonnine che piangono!;)
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  7.     Mi trovi su: Homepage #4446763
    Beh Xin come ho già detto ognuno può credere a quello che gli pare, ma a me il politeismo mi sa di civiltà arretrata. Ma è puramente un mio giudizio e una mia impressione!
    La Speranza ha due figli, lo sdegno e il coraggio. Il primo serve a raccontare le ingiustizie del mondo e il secondo a cambiarle...
  8. Bandito  
        Mi trovi su: Homepage #4446764
    Originally posted by Arichan
    Beh Xin come ho già detto ognuno può credere a quello che gli pare, ma a me il politeismo mi sa di civiltà arretrata. Ma è puramente un mio giudizio e una mia impressione!


    Beh, evidentemente sei poco informata, se per dèi pensi a quelli della mitologia greca ti sbagli di grosso, la mitologia era solo un insieme di favole per spiegare al popolo concetti molto più grandi. Negli articoli che ho postato ci sono spiegazioni abbastanza complete di come questi dèi sono concepiti dalle religioni neopagane. Comunque ti informo che il politesimo assoluto era molto raro anche nell'antichità, forse esisteva solo nella religione assiro-babilonese. Che tu ci creda o no, anche le religioni romana ed egizia (questa in particolare) erano enoteiste (spero tu sappia di cosa si tratta, semmai te lo spiego), sebbene forse praticate in modo totalmente politeistico dal volgo.

    I neopaganesimi sono quasi tutti enoteisti, e stavolta il volgo non le capisce più male!

    Poi scusa, il mascherato "politesimo" del Cattolicesimo come lo prendi? Su angeli, demoni e santi cosa mi dici?
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  9. Bandito  
        Mi trovi su: Homepage #4446765
    E poi scusa, parliamo dello Shintoismo. I giapponesi sono il popolo più evoluto al mondo sotto molti punti di vista. Come ti spieghi allora che vivano la religione in modo quasi totalmente politeistico? I cinesi, che entro il 2020 supereranno il Giappone, stanno lentamente riscoprendo le loro antiche tradizioni (in massima parte politeistiche, Buddhismo incluso) dopo cinquant'anni di ateismo imposto. E come vedi la riscoperta è in atto anche in Europa e America!

    Questi sono concetti, che nel bagaglio culturale di uno che si vuole "intendere di religione" non dovrebbero mancare.
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  10.     Mi trovi su: Homepage #4446766
    Originally posted by Xin
    E poi scusa, parliamo dello Shintoismo. I giapponesi sono il popolo più evoluto al mondo sotto molti punti di vista. Come ti spieghi allora che vivano la religione in modo quasi totalmente politeistico? I cinesi, che entro il 2020 supereranno il Giappone


    Cosa? No, no...i cinesi non supereranno il Giappone! E' anni luce avanti rispetto alla Cina, sia come cultura che come tecnologia! I ciniesi sono buoni solo a copiare! :sbam:

    Comunque anch'io sono d'accordo con Arichan...cioè...una credenza del genere ai giorni nostri mi sembra un po' fuori luogo...comunque che credano quello che vogliono, io non sono nessuno per giudicarli! COme io ho i miei buoni motivi per credere in quello che credo, loro avranno i loro per credere nell'ellenismo! :yy:
  11. Bandito  
        Mi trovi su: Homepage #4446767
    Originally posted by Darkfil
    Cosa? No, no...i cinesi non supereranno il Giappone! E' anni luce avanti rispetto alla Cina, sia come cultura che come tecnologia! I ciniesi sono buoni solo a copiare! :sbam:

    Comunque anch'io sono d'accordo con Arichan...cioè...una credenza del genere ai giorni nostri mi sembra un po' fuori luogo...comunque che credano quello che vogliono, io non sono nessuno per giudicarli! COme io ho i miei buoni motivi per credere in quello che credo, loro avranno i loro per credere nell'ellenismo! :yy:


    Beh che la Cina supererà il Giappone non lo dico io... ma dati ufficiali. Comunque non me ne intendo e non sta a me giudicare. Comunque quella dei cinesi che copiano è una grande cavolata, scusa, ma chi ha inventato la carta, la polvere da sparo, gli acquiloni, i fuochi d'artificio, i cessi (!!) ? C'è praticamente quando qui si giocava ancora con le spade e si scriveva sulla pelle di capra, là facevano già esperimenti protoscientifici e scrivevano sulla carta; quando qui si pulivano il fondoschiena con le folgie di banana, là usavano già water e carta igienica (il primo water cinese risale a 4000 anni fa)! Poi ricorda che il Giappone deve una valanga di cose alla cultura cinese a iniziare dall'architettura tradizionale (anche se poi si è diversificata, ovvio).

    Per quanto riguarda i culti neopagani, beh come ho già detto non è politeismo stretto ma enoteismo, cioè concepiscono gli dèi come emanazione di un'unica matrice divina, l'Uno infinito. Lo stesso Omero, ho letto, pare ne avesse accennato. Se queste religioni stanno avendo così tanto successo vuol dire che effettivamente qualcosa di moderno lo hanno.

    Poi scusa. Io sono taoista, io credo nell'Uno, il Tao, l'energia che compone tutte le cose, immanente. Credo che esistano gli dèi, perchè sue emanazioni.

    Mi consideri una persona "arretrata"? Oppure ti sembra più arretrata la concezione del dio-padre-padrone trascendente che ci spia dal cielo?
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  12. Bandito  
        Mi trovi su: Homepage #4446768
    «Vedremo moltiplicarsi questi fenomeni», dice Marino Niola, che insegna antropologia dei simboli all' Università Suor Orsola Benincasa, Napoli. Perché, professore? «Perché nel paganesimo, cioè nel politeismo, ciascuno può costruirsi la sua via alla spiritualità. Ogni dio ha una sua funzione e il suo legame con un elemento naturale, monte, fiume, mare...»

    [...]

    Punto di riferimento neoellenico in Italia è il critico d' arte milanese Antonino De Bono che, a 82 anni, dice: «Sarebbe ridicolo oggi pregare Apollo o Hermes. Interessante invece è notare la rivalutazione degli dei come forze cosmiche dell' universo, che sfuggono al controllo dell' uomo».

    Insisto sul grassetto perchè l'essenza del Neopaganesimo, tutto, dall'Ellenismo al Kemetismo, sta in questa frase, non di certo sulla mitologia.
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  13.     Mi trovi su: Homepage #4446769
    Xin ma infatti non ho detto che quello che io penso sia giusto, probabilmente non sono nemmeno troppo informata in questo ambito, è solo l'impressione che da a me! Poi secondo me il culto dei santi è ben differente, i santi non sono degli dei, sono solo persone che sulla terra ci hanno comunicato la parola di Dio in modo particolare. Di Dio cmq ce n'è sempre e solo uno e nessun dei santi cerca di sostituirsi a Lui!
    La Speranza ha due figli, lo sdegno e il coraggio. Il primo serve a raccontare le ingiustizie del mondo e il secondo a cambiarle...
  14.     Mi trovi su: Homepage #4446770
    Parlavo di Cina moderna, non di Cina antica...vai a vedere come sono i bagni oggi in Cina e vedrai che cambierai idea:rolleyes:

    L'idea del "dio-padre-'padrone' trascendete" come la chiami tu, a me non sembra affatto arretrata... come non mi sembrano arretrate religioni come l'ebraisimo e l'islamismo, dal momento che si fondano su principi ancora oggi validissimi e rispettabilissimi. Forse tu el consideri arretrate perchè non ti ritrovi in quello che dicono e allora cerchi di screditarle in qualunque modo...cominciando con il definire il dio cristiano un "padrone". Da quanto ne so dio non ha mai obbligato nessuno a fare quello che voleva lui, ha concesso all'uomo il libero arbitrio, la possibilità di scegliere la via da seguire, la via che l'avrebbe portato alla beatitudine o alla dannazione; e questo non è certo comportarsi da padroni, visto che il padrone ai suoi servi non lascia scelta. La religione cristiana è basata sul perdono, dio quindi concede all'uomo di sbagliare e di commettere errori perchè l'uomo non è creatura perfetta e, in quanto tale, portata a sbagliare. Se dio fosse veramente un padrone, come ti ostini a chiamarlo, la possibilità di riscatto per l'uomo non ci sarebbe (e la Bibbia è piena di episodi in cui la bontà del dio cristiano è ben visibile).
    Quindi, forse, prima di invitare gli altri ad informarsi sulle altre religioni, sarebbe meglio che approfondissi le tue conoscenze per quanto riguarda la religione cristiana. Sono pienamente cosciente del fatto che ci sono stati episodi spiacevoli commessi da chi amministrava il potere religioso, ma la colpa non è da attribuire alla religone in sè, bensì agli ecclesiastici del tempo, i quali erano tutto meno che religiosi convinti (basta pensare che molti scrittori erano soliti prendere gli ordini religiosi esclusivamente per avere dei soldi...per poi far nascere uno stuolo di figli illegittimi....oppure si può anche considerare che molte persone erano obbligate dai genitori a prendere i voti, sia che avessero la vocazione o meno)....la corruzione della chiesa è aspetto da considerare separatamente rispetto alla fede religiosa, di per sè mossa da nobili principi e fondata su solide basi.
  15. Bandito  
        Mi trovi su: Homepage #4446771
    Originally posted by Arichan
    Xin ma infatti non ho detto che quello che io penso sia giusto, probabilmente non sono nemmeno troppo informata in questo ambito, è solo l'impressione che da a me! Poi secondo me il culto dei santi è ben differente, i santi non sono degli dei, sono solo persone che sulla terra ci hanno comunicato la parola di Dio in modo particolare. Di Dio cmq ce n'è sempre e solo uno e nessun dei santi cerca di sostituirsi a Lui!


    Si, si, con tutto il rispetto per le tue opinioni, solo che all'inizio mi sembravi un pò sarcastica, tutto qui, e volevo far vedere come invece la questione sia abbastanza seria.

    Comunque sono daccordo su quello che dici dei santi, di certo non sono dèi. Ma io alludevo al fatto che molte figure pagane siano state asimilate alle figure dei primi santi.

    Comunque anche nella visione enoteista gli dèi non si possono sostituire a lui, semplicemente perchè non possono, dato che essi SONO lui!
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  Il risveglio degli dèi

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