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    Palazzo Chigi vara il provvedimento:"Garantiti tutti, non soltanto i cosiddetti vip"

    Reato detenere materiale illecito, multe severe per chi lo pubblica



    ROMA - Il materiale illegalmente intercettato "deve essere distrutto e deve essere redatto un verbale della sua distruzione". Anche solo detenere questo materiale costituisce reato, mentre se lo si pubblica, si incorre in sanzioni da cinquantamila a un milione di euro. Sono le due principali direttive contenute nel decreto legge che pone nuove regole sulla raccolta e l'utilizzo delle intercettazioni approvato dal Consiglio dei ministri.

    Il governo, ha spiegato Romano Prodi, vuole evitare "i ricatti a catena" e che "il marcio venga fuori". Il premier, che non ha partecipato alla seduta, ha spiegato da Vasto, dove è impegnato con la Festa dell'Italia dei valori, che il provvedimento farà "in modo che queste cose non vengano usate per un ricatto a catena".

    "Occorre fare in modo - ha aggiunto - che il marcio non dilaghi. Ogni giorno questo fenomeno appare più grande. E' una cosa di dimensioni enormi, la violazione al diritto è impressionante, i contorni di questo fenomeno sono da vedere nei prossimi giorni, ma ha già una dimensione grandissima, dobbiamo vedere con chiarezza anche se comprenda organismi dello Stato".

    A spiegare a palazzo Chigi il contenuto del provvedimento sono stati il suo estensore, il ministro della Giustizia Clemente Mastella, e il ministro dell'Interno Giuliano Amato. "Con il decreto legge sulle intercettazioni varato oggi - ha affermato il guardasigilli - vengono garantiti tutti i cittadini, non c'è solo la tutela dei cosidetti vip", si vuole "garantire e dare serenità al cittadino italiano, non è possibile che chiunque telefoni debba essere preoccupato che magari ci siano filtri indebiti o interferenze illegali". "Nell'aria - ha proseguito - c'era una sorte di nube tossica e le intercettazioni illegali sono la scoria radioattiva della democrazia italiana, con questo decreto abbiamo innalzato una garitta a difesa dei valori costituzionali e per evitare forme di attentato alla democrazia".

    "Le intercettazioni illegali - ha poi precisato Amato - non potranno essere utilizzate ai fini processuali e vanno distrutte". "Sarà reato - ha aggiunto ancora il responsabile del Viminale - anche detenere le intercettazioni illegali". Per i cittadini vittime di intercettazioni illecite, ha rivelato ancora Mastella ''è previsto il risarcimento''.

    Per quanto riguarda la pubblicazione di intercettazioni illegali "sarà competente il giudice civile. Noi - ha chiarito Amato - puniamo penalmente la detenzione". Per l'editore ed il direttore o il vicedirettore in solido è prevista "una sanzione di 50 centesimi per ogni copia stampata ovvero da 50mila ad un milione di euro per diffisione tv, radio o telematica. In ogni caso la sanzione non potrà essere inferiore a 20mila euro, anche se il giornale stampa 15 copie". Resta invece tutto come prima per quanto riguarda la pubblicazione di intercettazioni legali.

    Prima di ricevere il via libera dal governo, il testo del decreto legge è stato sottoposto alla valutazione di tutte le forze politiche. "C'è un accordo con i leader dell'opposizione", ha chiarito Prodi, trovando una sostanziale conferma nelle parole del presidente dei senatori di Forza Italia Renato Schifani. "Siamo pronti - ha chiarito Schifani - ad esaminare in tempi brevi, anzi brevissimi, il decreto e a convertirlo in legge, se rispetterà l'esigenza del totale rispetto della privacy dei cittadini". "Sin dall'inizio di questa legislatura - ha aggiunto - avevamo manifestato al ministro Mastella la nostra disponibilità a discutere e affrontare in Parlamento questo delicato argomento, anche in sede di decretazione d'urgenza e confermiamo questa nostra intenzione, purché le norme siano convincenti e rigorose".

    Ampia apertura di credito al provvedimento del governo anche da parte di Pierferdinando Casini. "Noi lo avalliamo e aiuteremo il passaggio del decreto in Parlamento", ha dichiarato l'ex presidente di Montecitorio. "Sembra - ha aggiunto - che il governo finalmente abbia deciso di fare qualcosa di concreto dopo tante chiacchiere. Finalmente, per una volta, la montagna non ha partorito il topolino".

    Chi non è invece affatto convinto della bontà del decreto è il sindacato dei giornalisti. ''Attendiamo di conoscere al più presto il testo - ha commentato il segretario della Fnsi Paolo Serventi Longhi - Le dichiarazioni di esponenti del governo non sono affatto rassicuranti, anzi potrebbero determinare una pericolosa stretta sull'informazione, e quindi anche per i redattori e non solo per gli editori, i direttori e i vicedirettori''.



    repubblica.it

  Intercettazioni, approvato il decreto

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