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    Zamparini a Rosella Sensi: "Sei succube dei grandi club"

    Il presidente dl Palermo accusa la romanista: "Non lotti contro i potenti".


    La scelta di Rosella Sensi per la Lega sembrava mettere tutti d'accordo: una giovane donna intelligente e garbata, ma allo stesso tempo da sempre decisa a far valere i propri diritti. Ma l'idillio tra lei e i presidenti, anche quelli più dissidenti, è durato ben poco. All'indomani della turbolenta riunione in Lega, ecco infatti le dichiarazioni del presidente del Palermo, Maurizio Zamparini.

    "Con suo padre si potevano fare le battaglie, con lei no. E' succube dei grandi club e in un certo senso la posso anche capire, non può fare diversamente. Ma Rosella è intelligente, deve agire diversamente. Nella riunione di ieri è stata quasi obbligata ad eleggere Cantamessa: così non va, l'ho rimproverata anche pubblicamente. Matarrese vuole difendere il Milan e tutte le grandi, per noi è inaccettabile", ha detto il vulcanico presidente rosanero.
    DALL'ULTIMA VOLTA IL CALCIO E' CAMBIATO , MA ESSER ULTRAS E' ANCORA REATO.

    Memento Audere Semper
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    Rosella, Maria Cristina e Silvia venderanno immobili per 200 milioni. E dal 2010 torneranno ad investire nella squadra.


    Il documento è storico. Porta la firma di Franco e Rosella Sensi. Questa volta nelle vesti di presidente e amministratore delegato di Compagnia Italpetroli spa, la capofila di tutte le aziende dell'impero dei Sensi. Il documento si chiama "Piano patrimoniale, economico e finanziario per il periodo 2006-2015". E dice, in sostanza, una cosa chiarissima e fondamentale. I Sensi non venderanno la Roma. Né oggi, né domani, né dopodomani. Per ridurre il forte indebitamento che il Gruppo ancora ha con le banche, metteranno sul mercato altri beni immobiliari, altri terreni. Lo stanno già facendo. Ma la As Roma no. Quella se la vogliono tenere stretta stretta. Ed anzi, a partire dal 2010, che non è dietro l'angolo ma nemmeno lontanissimo, sono in programma «ulteriori interventi di ricapitalizzazione».

    Il documento sulle strategie del gruppo è stato approvato dal consiglio di amministrazione di Italpetroli, dove siedono le altre due figlie del presidente Maria Cristina e Silvia; e soprattutto dall'assemblea dei soci di Italpetroli, e quindi dalla Banca di Roma, capofila del gruppo di banche creditrici e detentrice del 49 per cento delle azioni "a garanzia". Il quadro di assieme che ne emerge è quello di un gruppo industriale in pieno riordino e che finalmente vede la fine del tunnel. Nell'inverno del 2004 la situazione debitoria era disastrosa: oggi le varie società del gruppo stanno dimostrando «di saper generare flussi finanziari sufficienti a ridurre il debito e conseguire una adeguata redditività». Una cosa va detta subito: nella carte ufficiali del Gruppo, si parla di una cifra debitoria molto inferiore a quella indicata da alcune anticipazioni stampa: si tratterebbe di 265 milioni di euro. Su queste basi è stato rinegoziato con le banche un patto che in 18 mesi chiede altre dismissioni per ridurlo a 85 milioni di euro. Molti pensavano che la famiglia Sensi avrebbe scelto di tenersi petrolio e immobili, cedendo la Roma con la Cittadella dello sport di Torrevecchia. E invece no.
    DALL'ULTIMA VOLTA IL CALCIO E' CAMBIATO , MA ESSER ULTRAS E' ANCORA REATO.

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    Originally posted by Bardok
    Rosella, Maria Cristina e Silvia venderanno immobili per 200 milioni. E dal 2010 torneranno ad investire nella squadra.


    Il documento è storico. Porta la firma di Franco e Rosella Sensi. Questa volta nelle vesti di presidente e amministratore delegato di Compagnia Italpetroli spa, la capofila di tutte le aziende dell'impero dei Sensi. Il documento si chiama "Piano patrimoniale, economico e finanziario per il periodo 2006-2015". E dice, in sostanza, una cosa chiarissima e fondamentale. I Sensi non venderanno la Roma. Né oggi, né domani, né dopodomani. Per ridurre il forte indebitamento che il Gruppo ancora ha con le banche, metteranno sul mercato altri beni immobiliari, altri terreni. Lo stanno già facendo. Ma la As Roma no. Quella se la vogliono tenere stretta stretta. Ed anzi, a partire dal 2010, che non è dietro l'angolo ma nemmeno lontanissimo, sono in programma «ulteriori interventi di ricapitalizzazione».

    Il documento sulle strategie del gruppo è stato approvato dal consiglio di amministrazione di Italpetroli, dove siedono le altre due figlie del presidente Maria Cristina e Silvia; e soprattutto dall'assemblea dei soci di Italpetroli, e quindi dalla Banca di Roma, capofila del gruppo di banche creditrici e detentrice del 49 per cento delle azioni "a garanzia". Il quadro di assieme che ne emerge è quello di un gruppo industriale in pieno riordino e che finalmente vede la fine del tunnel. Nell'inverno del 2004 la situazione debitoria era disastrosa: oggi le varie società del gruppo stanno dimostrando «di saper generare flussi finanziari sufficienti a ridurre il debito e conseguire una adeguata redditività». Una cosa va detta subito: nella carte ufficiali del Gruppo, si parla di una cifra debitoria molto inferiore a quella indicata da alcune anticipazioni stampa: si tratterebbe di 265 milioni di euro. Su queste basi è stato rinegoziato con le banche un patto che in 18 mesi chiede altre dismissioni per ridurlo a 85 milioni di euro. Molti pensavano che la famiglia Sensi avrebbe scelto di tenersi petrolio e immobili, cedendo la Roma con la Cittadella dello sport di Torrevecchia. E invece no.


    Si si vero se la Vendono:asd:
    DALL'ULTIMA VOLTA IL CALCIO E' CAMBIATO , MA ESSER ULTRAS E' ANCORA REATO.

    Memento Audere Semper

  E' già finito un amore.

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