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    Dal ritiro azzurro Gianluca Zambrotta, protagonista del consueto incontro giornaliero con la stampa, è tornato a parlare non solo di Nazionale ma anche del suo divorzio dalla Juventus dopo sette anni ricchi di gioie e successi e della sua avventura in Spagna: "Questa mattina vedevo la classifica e fa paura. Dobbiamo cercare di vincere entrambe loe partite per tirarci fuori da questa situazione pericolosa. Attualmnet siamo più in forma ed in palla, delle prime due gare dopo i Mondiali. Donadoni ha ristabilito lo stesso gruppo che ha vinto i campionati del Mondo. Noi vogliamo qualificarsi agli europei e vincerlo visto che siamo i detentori del Campionato del Mondo”. Inevitabile parlare dei suoi sette anni in Juve, Gianluca Zambrotta, si sta calando a poco a poco nella realtà catalana e appare entusiasta della nuova avventura: “Non sono un traditore, ma a Barcellona sto bene. Sono italiano e la lontananza non è semplice, ma sono allo stesso tempo un professionista serio. Ho deciso di andare via per tante ragioni. La Spagna sicuramente è una nuova realtà, sono entusiasta, anche se la mentalità è diversa, il calcio è diverso rispetto al nostro. Non sono pentito della scelta. Seguo sempre il nostro campionato tramite i giornali e la televisione. I tifosi dicono che io li ho traditi, ma anzi è proprio al contrario perché io mi sono sentito tradito e deluso dalla vecchia dirigenza bianconera, un giocatore va in campo pensando di giocare pulito, per questo dispiace poi vedersi retrocesso in serie B e privato di due scudetti. Non ho mai detto che la Juve si meritava la serie B, basta con queste sterili polemiche. Ho solo detto che chi aveva sbagliato giusto che pagasse. Rispetto le scelte di Buffon e di Del Piero. La Juventus ha tifosi in tutto il mondo e spero che già la prossima stagione possa tornare a giocare in A e magari tra qualche anno in Champions”.
    Come lui anche il suo ex mister Capello in Spagna non sta ottenendo fama e successo, visto che agli spagnoli piace il gioco spettacolare, non prerogativa di Capello, basato su un gioco concreto: “E’ appena all’inizio, diamogli tempo. Squadra nuova e società nuova, appena cambiato il presidente. Può darsi che il Real non esprima un calcio spettacolare, ma importanti sono i risultati. Hanno perso male a Lione, ma è l’inizio”.

  Zambrotta: "Non sono pentito della scelta di giocare all'estero"

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