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    Uno scudetto da vincere, le critiche e quello zero in Champions, l'allenatore nerazzurro racconta: "Sogno una squadra a tre punte che vinca e sorprenda".

    Lei ha raccolto critiche di ogni tipo. Non le risparmiano nulla, anche il fatto di non aver cominciato da una panchina di C o di B. Forse all'idea di essere antipatico a molti è abituato, ma il motivo? "Io credo che decisivo sia il fatto che se c'è da dire qualcosa che va contro le persone che contano, i potenti, io lo dico e l'ho detto. E queste cose prima o poi te le fanno pagare. A questo si aggiunge il fatto di essere all'Inter, e che l'Inter è rimasta fuori da calciopoli è una ragione in più".

    Situazione che pesa, che complica vita e lavoro? "No. Preferisco essere libero, dire quello che penso, piuttosto che adeguarmi ad un certo modo di pensare, a certe convenzioni, al farmi condizionare da altri".

    Spirito ribelle: qualcosa che accompagnava Mancini calciatore, che magari si è rivisto in quel gesto di Grosso. "Certe reazioni in campo, a caldo, non mi preoccupano o colpiscono. So da cosa nascono, mi ci sono trovato più volte quando ero giocatore, anche se poi il giorno dopo mi vergognavo di aver avuto certi atteggiamenti con Boskov. Non sono quelli gesti di ostilità, e non sono cose che complicano il lavoro del tecnico coi giocatori".

    C'è un gioco ideale per la sua Inter dei sogni? "Giocare con le tre punte sarebbe bello. Per farlo però ci vorrà una squadra molto equilibrata".

    Come spiega certe soluzioni che paiono dettate dalla voglia di sorprendere? "Sono attratto dalla ricerca di qualcosa che sappia dare imprevedibilità alla squadra. Qualcosa che assomiglia all'invenzione del fuoriclasse, che scova il colpo che spiazza, e regala spettacolo. Vale anche per i meccanismi di gioco, per superare monotonia e prevedibilità".

    Sfida ardita. "Io credo che questa sia l'essenza del calcio. Il mio modo di pensare il calcio è legato a questa capacità di inventare e regalare emozioni e sorprendere l'avversario. Se trovi la soluzione hai grandi risultati, vivi e fai vivere grandi emozioni".

    Diciamo che a Mancini non piacciono le cose semplici. "Già, forse per questo sono venuto all'Inter... La bellezza del calcio è il colpo che sorprende, anche se parlare di questo nel nostro calcio è sempre più difficile. Si è perso il piacere del divertimento, della fantasia e del bel gesto tecnico. C'è solo il risultato. Vinci e sei bravo, come hai vinto non conta".

    Il manifesto di Mancini? "Vincere e stupire. Difficile, forse. Ma il mio dovere con una squadra come l'Inter è provarci".
  2.     Mi trovi su: Homepage #4465061
    "antipatico perche' mi atteggio ad allenatore di calcio mentre ancora non ci capisco una mazza" secondo me rendeva di piu' l'idea :cool:
    solo due cose sono infinite l'universo e la stupidita' delle persone
    A. Einstein


    [SIZE=1][I]Il mago fece un gesto e scomparve la fame, fece un altro gesto e scomparve l'ingiustizia, poi un altro ancora e te
  3.     Mi trovi su: Homepage #4465067
    povero... ce l'hanno tutti con lui... è così buono, educato, simpatico, burlone, giocoso... e poi è proprio un bravo allenatore! con una squadra di mezze calzette ha vinto quasi tutto...

    ... :rolleyes: ...

    ... ops ... forse ho sbagliato thread ...

    :asd:
    :champion:Albo d'oro Superlega (aggiornato 30/5/07) :grazie: [url=http://forum.videogame.it/showthread.php?&postid=903504#post903504]Storico Squadre Superlega (xls aggio

  Mancini si sfoga: "Io, antipatico perché parlo, i potenti te la fanno pagare"

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