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    Forse da gennaio giocherà con la Samp

    Saadi Gheddafi, il figlio calciatore del leader libico, è pronto a rientrare in Italia. L'ex giocatore di Perugia e Udinese tornerà a calcare i nostri campi di gioco, con la maglia della Sampdoria, e si dice intenzionato a investire maggiormente nella Juve. "Il mio sogno è indossare la maglia bianconera - dice -, ma per ora c'è solo un offerta di Garrone. Comunque voglio diventare il partner principale degli Agnelli".

    Il suo rientro in Italia da calciatore professionista, la Juventus, tra processi estivi e impegni futuri, il mondiale azzurro. Parla di tutto Saadi Gheddafi, dal suo ritiro dorato di Tripoli. "Devo ancora decidere cosa fare - racconta in un'intervista al "Corriere dello Sport" -, ma ho ricevuto un'offerta da Garrone per giocare nella Sampdoria da gennaio, e l'idea mi piace".

    Per quanto riguarda la sua vera passione calcistica, la Juventus, il figlio del leader libico e capo della Tamoil, munifico sponsor dei bianconeri, non ha nessuna intenzione di avviare una sorta di politica del disimpegno, anzi. "Siamo intenzionati a fare grandi investimenti - spiega -. Vorremmo diventare l'azionista di maggioranza, chiaramente dopo la famiglia Agnelli: insomma, puntiamo ad essere il loro partner principale". E di Calciopoli cosa ne pensa? "Sono dell'opinione che il club in sè non abbia sbagliato. A sbagliare sono stati alcuni uomini che lavoravano per la società, quindi la punizione per la Juve mi sembra eccessiva, anche rispetto alle altre squadre coinvolte".

    Il mondiale di Lippi e dei suoi ragazzi ha fatto felice uno juventino verace come Gheddafi. "La vittoria in Germania nasce dal calcio italiano - conclude -. Non è un caso che molti giocatori stranieri arrivino in Italia e si migliorino, diventando dei campioni. E il trionfo mondiale aiuterà il movimento, anche ad uscire dagli scandali estivi".
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    Garrone chiude a Gheddafi: «Non verrà alla Samp»


    Dietrofront. Al Saadi Gheddafi alla Sampdoria? Un colossale fraintendimento, almeno a sentire il racconto del presidente sampdoriano Riccardo Garrone. I fatti: il numero uno blucerchiato è rientrato ieri mattina da Tripoli. Un delicato viaggio di affari per il presidente onorario della Erg, il gruppo petrolifero di famiglia: «Ero là insieme all'amministratore delegato della Erg, perché acquisteremo dalla Libia 3,5 milioni di tonnellate di petrolio che verranno lavorate nelle nostre raffinerie. Venderemo anche agli stessi libici ogni anno due tonnellate di benzine e gasolio, perché la loro capacità di produzione interna è limitata». Incontri ai massimi livelli, dunque, «ai quali era presente anche Al Saadi. Con il quale, poi, si è parlato di un'ipotesi di collaborazione per costituire una valida scuola-calcio».

    Come primo atto, la Samp dovrebbe giocare un'amichevole a Tripoli «il prossimo 15 novembre, compatibilmente con i nostri impegni, contro una selezione formata non solo da giocatori libici, ma da tutti quelli dell'area africana del Mediterraneo». Ed è in questo frangente che, secondo Garrone, è nato l'equivoco, di fronte all'ipotesi — per Al Saadi — di giocare quel giorno un tempo con i libici e un tempo con i blucerchiati. «Fra la realtà e tutto quello che invece ho letto sui giornali, ci passa in mezzo l'oceano...». «Il sottoscritto pronto per Gheddafi? Penso di essere pronto per affrontare il Milan», ha tagliato corto Novellino sull'argomento

  Gheddafi: "I miei soldi per la Juve"

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