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    "Se Charleroi vince causa è collasso"


    Se lo Charleroi dovesse avere ragione dal Tribunale Europeo, le competizioni riservate alle nazionali rischiano il collasso. E' l'allarme lanciato dall'Uefa, dopo che il club belga ha chiesto un indennizzo per l'infortunio subito da un proprio tesserato, Abdelmajid Oulmers, durante un incontro disputato con la nazionale marocchina nel 2004. Secondo un portavoce dell'Uefa si rischia la fine del calcio internazionale.

    Rischio elevato di veder soccombere le manifestazioni per le nazionali. L'allarme è dà prendere sul serio perchè lanciato da uno dei massimi esponenti dell'Uefa che vede il ricorso presentato dallo Charleroi al Tribunale Europeo contro la Fifa come un segnale d'allarme. Il club belga, spalleggiato dal G-14, l'organizzazione privata che tutela gli interessi delle principali società europee - ha chiesto alla federcalcio internazionale un indennizzo per l'infortunio subito da un proprio tesserato, Abdelmajid Oulmers, durante un incontro disputato con la nazionale marocchina nel novembre del 2004.

    "I Mondiali", ha detto William Gaillard nell'intervista concessa alla BBC, "si giocherebbero solamente con Spagna, Germania, Italia, Francia ed Inghilterra", le uniche nazioni a poter contare su un sistema calcistico ricco abbastanza da affrontare eventuali indennizzi. Da tempo il G-14 è in contrasto con Fifa e Uefa per la richiesta, non accolta, di garantire ai club dei risarcimenti standard in occasione degli impegni dei loro tesserati con le rispettive nazionali. Secondo i servizi legali dell'Uefa i regolamenti Fifa sono validi relativi alla concessione dei giocatori alle proprie nazionali permettono l'esistenza stessa delle competizioni per le squadre stesse. Il 15 maggio di quest'anno il tribunale belga al quale si era appellato il Charleroi aveva dato torto alla squadra ritenendo illegittima la richiesta di rimborso. Nel processo la società dello Charleroi e il G-14, che si era costituito parte civile, avevano denunciato il problema del mancato risarcimento per gli infortuni dei giocatori delle società quando vestono la maglia della nazionale, accusando la Fifa di "abuso di posizione dominante". Il G-14 contestava anche "l’obbligo per i club di mettere gratuitamente a disposizione delle nazionali i propri giocatori".

    Anche l'Atletico Madrid, formazione in cui milita Maxi Rodriguez, che dovrà stare fermo almeno 6 mesi in seguito all'infortunio accorsogli durante l'amichevole tra Spagna e Argentina, chiederà un risarcimento alla Fifa, alla Federazione spagnola e a quella argentina. "Fra il costo ammortizzato per il giocatore ed il suo stipendio - spiega il maggiore azionista del club, Miguel Angel Gil Marin - pensiamo di perdere intorno ai sei milioni di euro". Anche Gil non risparmia la propria critica alla Federazione internazionale, portando avanti quanto sostenuto da tutti i presidenti dei grandi club. "Non ha senso che un club compri i giocatori, li paghi e poi terze parti, come la Fifa e le nazionali, possano utilizzarli - spiega l'azionista di maggioranza della formazione spagnola. - Non solo non li pagano ma non vogliono sapere niente su casi come questo".

  L'Uefa lancia allarme su indennizzi

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