1. aaa  
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    Prima di farvi vedere quali sono i dischi di questo mese devo annunciarvi che questa rubrica compie un anno proprio oggi:birthday:

    Voglio ringraziarvi per il seguito che le riservate, lo staff che continua a permettere di metterla in risalto ed, ovviamente, il leader ScudettoWeb che mi permette di pubblicarla:D

    Un [size=10]GRAZIE[/size] a tutti:cry: :ave: :lol: :yuppi: :clap: :rulez: :champion: :welcome:
    IO il 25 Agosto 1970 C'ERO :cool:
  2. aaa  
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    È da qualche anno ormai che in Inghilterra si cercano nuovi suoni scavando nel passato con dei gruppi che pubblicano debutti osannati e criticati al momento stesso, ma che poi si perdono al momento della riscossa con il loro secondo LP, perdendo quel poco di affidabilità che si erano procurati. I Kasabian sembrava che dovessero far parte di questo fottio di band disperse.
    “La musica Indie è diventata talmente pallosa. È tutto un monotono strimpellare di chitarre senza ritmo, senza divertimento” dichiaravano poco tempo fa, facendo capire che loro volevano uscire da questa mischia e non essere dimenticati nel giro di pochi mesi, dando alle stampe “Empire”, il seguito del loro omonimo debutto discografico, che aveva permesso di aprire i concerti dei Rolling Stones.
    Il disco inizia subito con la title track e si capisce che il gruppo ha preso un’altra direzione musicale. Non ci sono più campionature e si da più spazio alla chitarre. Il suono si fa più ruvido e danzereccio, con inserimento di melodie medio-orientali con archi. Questa canzone fa dimenticare la più conosciuta “L.S.F.”, risultando completamente diversa. “Shoot The Runner” non fa che migliorare il suono, ancora più duro, grazie ai riff ben eseguiti e inseriti. “Last Trip” riprende vagamente sonorità beat dei più celebrati Beatles, ma non perde di mordente. “Me Plus One” anticipa “Sun Rise Light Flies”, dove il gruppo mischia più che mai caratteristiche di pezzi già famosi: nel cantato viene ricordato Noel Gallagher in “Let Forever Be”, la musica mischia canzoni di Black Rebel Motorcycle Club e Mercury Rev. Forse è la migliore di queste prime cinque tracce.
    “Apnoea” è elettronica al 100%. “By My Side”, “Stuntman” e “Seek And Destroy”, tre pezzi in successione che sembrano essere costruiti per il loro esordio discografico. Le chitarre scompaiono e i campionamenti tornano a padroneggiare abbassando il fatturato complessivo dell’album, ed è un vero peccato.
    Con “British Legion” è una canzone che ricorda moltissimo il brit-pop degli anni ’90, una canzone alla Oasis per intenderci meglio. Acustica, elettronica soltanto in sottofondo e soprattutto molto orecchiabile. Una piccola perla per un gruppo che si affaccia per la prima volta dietro questa maschera musicale. La canzone conclusiva è “The Doberman”, che riprende le sonorità di “British Legion” e le unisce a trombe nel finale, creando così un crescendo che si conclude con un’esplosione di suoni, strozzata nel finale.
    Vedendo il secondo lavoro di alcuni loro colleghi, questo è di gran lunga il migliore, anche se devono ancora sparire i fantasmi del passato. I pezzi migliori sono i primi cinque e gli ultimi due. Comunque con questo lavoro i Kasabian si candidano come uno dei gruppi inglesi più importanti di oggi, nella speranza che la fiammella della creatività musicale non si spenga a breve.
    IO il 25 Agosto 1970 C'ERO :cool:
  3. aaa  
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    Il disco da avere di Ottobre 2004"Ben Harper And The Blind Boys Of Alabama - There Will Be A Light"(2004)

    Ben Harper torna un anno dopo alla pubblicazione di "Diamonds On The Inside" con questo "There Will Be A Light", registrato insieme al gruppo gospel The Blind Boys Of Alabama. In quest'album le sonorità sono molto più soul, blues e gospel di quanto non lo sia mai stato in precedenza.
    Il tutto si apre con "Take my hand", quasi una rielaborazione di "With My Own Two Hands", dove si nota subito il gruppo che affianca il cantante californiano ai cori e con la voce nera finale che contraddistingue tutte le canzoni blues. "Wicked Man" è la canzone più commerciale del disco, utilizzata come primo singolo, con un ritornello che riesce ad entrarti in testa al primo ascolto, ma dove ancora una volta Ben Harper dimostra di essere uno dei più grandi chitarristi, se non il più grande, degli ultimi anni, con un solo che solo lui può fare.
    Il tono della musica cambia subito dopo, con "Where Could I Go", una ballata soul che ti rapisce, in cui Harper da il meglio alla voce, seguito dalla chitarra e dal piano. "Church House Steps" invece è una canzone che unisce il soul con la chitarra reggae, con un ritmo che si ripete per tutto il pezzo. "11th Commandment" inveve è un breve intro alla canzone successiva, ma dove Harper sfoggia in modo splendido tutta la sua capacità di suonare la chitarra acustica come se fosse una elettrica.
    In "Well, well, well", cover di Danny O'keefe scritta anche da Bob Dylan, le voci gospel si uniscono alla chitarra che continua dal pezzo precedente, supportata da una batteria, formando una miscela blues-gospel che ti prende ancora una volta. In "Picture Of Jesus" Harper invece reinterpreta una canzone già inserita nel suo disco precedente, cambiandola totalmente, velocizzandola e inserendo gli strumenti, ma mantenendola su toni blues che caratterizzano tutto l'album. Gospel al 100% invece in "Satisfied Mind", dove finalmente i Blind boys of Alabama tornano a cantare in duetto con il leader, cosa che non succedeva dalla seconda traccia, e non limitandosi ai cori. "Mother Pray" invece è un canto tradizionale cantato a cappella.
    La title track invece è il pezzo migliore dell'album, una ballata malinconica soul-gospel molto semplice come composizione, ma che ti sorprende per la capacità di interpretazione data da Harper e dal gruppo di "supporto". Il tutto si conclude con "Church in time", una canzone molto ritmata rispetto all'intero album.
    Con questo album Harper dimostra di essere un grandissimo chitarrista e compositore, in grado di farsi strada tra diversi generi musicali, che, grazie alle voci dei Blind Boys Of Alabama, eleva ogni canzone ad un livello altissimo. Il risultato è l'album dell'anno 2004.
    IO il 25 Agosto 1970 C'ERO :cool:
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    Originally posted by Torre878
    [b]Il disco da avere di Ottobre 2004"Ben Harper And The Blind Boys Of Alabama - There Will Be A Light"(2004)

    Ben Harper torna un anno dopo alla pubblicazione di "Diamonds On The Inside" con questo "There Will Be A Light", registrato insieme al gruppo gospel The Blind Boys Of Alabama. In quest'album le sonorità sono molto più soul, blues e gospel di quanto non lo sia mai stato in precedenza.
    Il tutto si apre con "Take my hand", quasi una rielaborazione di "With My Own Two Hands", dove si nota subito il gruppo che affianca il cantante californiano ai cori e con la voce nera finale che contraddistingue tutte le canzoni blues. "Wicked Man" è la canzone più commerciale del disco, utilizzata come primo singolo, con un ritornello che riesce ad entrarti in testa al primo ascolto, ma dove ancora una volta Ben Harper dimostra di essere uno dei più grandi chitarristi, se non il più grande, degli ultimi anni, con un solo che solo lui può fare.
    Il tono della musica cambia subito dopo, con "Where Could I Go", una ballata soul che ti rapisce, in cui Harper da il meglio alla voce, seguito dalla chitarra e dal piano. "Church House Steps" invece è una canzone che unisce il soul con la chitarra reggae, con un ritmo che si ripete per tutto il pezzo. "11th Commandment" inveve è un breve intro alla canzone successiva, ma dove Harper sfoggia in modo splendido tutta la sua capacità di suonare la chitarra acustica come se fosse una elettrica.
    In "Well, well, well", cover di Danny O'keefe scritta anche da Bob Dylan, le voci gospel si uniscono alla chitarra che continua dal pezzo precedente, supportata da una batteria, formando una miscela blues-gospel che ti prende ancora una volta. In "Picture Of Jesus" Harper invece reinterpreta una canzone già inserita nel suo disco precedente, cambiandola totalmente, velocizzandola e inserendo gli strumenti, ma mantenendola su toni blues che caratterizzano tutto l'album. Gospel al 100% invece in "Satisfied Mind", dove finalmente i Blind boys of Alabama tornano a cantare in duetto con il leader, cosa che non succedeva dalla seconda traccia, e non limitandosi ai cori. "Mother Pray" invece è un canto tradizionale cantato a cappella.
    La title track invece è il pezzo migliore dell'album, una ballata malinconica soul-gospel molto semplice come composizione, ma che ti sorprende per la capacità di interpretazione data da Harper e dal gruppo di "supporto". Il tutto si conclude con "Church in time", una canzone molto ritmata rispetto all'intero album.
    Con questo album Harper dimostra di essere un grandissimo chitarrista e compositore, in grado di farsi strada tra diversi generi musicali, che, grazie alle voci dei Blind Boys Of Alabama, eleva ogni canzone ad un livello altissimo. Il risultato è l'album dell'anno 2004. [/B]




    C'elo... :cool:
    IO il 25 Agosto 1970 C'ERO :cool:
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    Originally posted by Torre878
    È da qualche anno ormai che in Inghilterra si cercano nuovi suoni scavando nel passato con dei gruppi che pubblicano debutti osannati e criticati al momento stesso, ma che poi si perdono al momento della riscossa con il loro secondo LP, perdendo quel poco di affidabilità che si erano procurati. I Kasabian sembrava che dovessero far parte di questo fottio di band disperse.
    “La musica Indie è diventata talmente pallosa. È tutto un monotono strimpellare di chitarre senza ritmo, senza divertimento” dichiaravano poco tempo fa, facendo capire che loro volevano uscire da questa mischia e non essere dimenticati nel giro di pochi mesi, dando alle stampe “Empire”, il seguito del loro omonimo debutto discografico, che aveva permesso di aprire i concerti dei Rolling Stones.
    Il disco inizia subito con la title track e si capisce che il gruppo ha preso un’altra direzione musicale. Non ci sono più campionature e si da più spazio alla chitarre. Il suono si fa più ruvido e danzereccio, con inserimento di melodie medio-orientali con archi. Questa canzone fa dimenticare la più conosciuta “L.S.F.”, risultando completamente diversa. “Shoot The Runner” non fa che migliorare il suono, ancora più duro, grazie ai riff ben eseguiti e inseriti. “Last Trip” riprende vagamente sonorità beat dei più celebrati Beatles, ma non perde di mordente. “Me Plus One” anticipa “Sun Rise Light Flies”, dove il gruppo mischia più che mai caratteristiche di pezzi già famosi: nel cantato viene ricordato Noel Gallagher in “Let Forever Be”, la musica mischia canzoni di Black Rebel Motorcycle Club e Mercury Rev. Forse è la migliore di queste prime cinque tracce.
    “Apnoea” è elettronica al 100%. “By My Side”, “Stuntman” e “Seek And Destroy”, tre pezzi in successione che sembrano essere costruiti per il loro esordio discografico. Le chitarre scompaiono e i campionamenti tornano a padroneggiare abbassando il fatturato complessivo dell’album, ed è un vero peccato.
    Con “British Legion” è una canzone che ricorda moltissimo il brit-pop degli anni ’90, una canzone alla Oasis per intenderci meglio. Acustica, elettronica soltanto in sottofondo e soprattutto molto orecchiabile. Una piccola perla per un gruppo che si affaccia per la prima volta dietro questa maschera musicale. La canzone conclusiva è “The Doberman”, che riprende le sonorità di “British Legion” e le unisce a trombe nel finale, creando così un crescendo che si conclude con un’esplosione di suoni, strozzata nel finale.
    Vedendo il secondo lavoro di alcuni loro colleghi, questo è di gran lunga il migliore, anche se devono ancora sparire i fantasmi del passato. I pezzi migliori sono i primi cinque e gli ultimi due. Comunque con questo lavoro i Kasabian si candidano come uno dei gruppi inglesi più importanti di oggi, nella speranza che la fiammella della creatività musicale non si spenga a breve.



    Manca... :cool:
    IO il 25 Agosto 1970 C'ERO :cool:

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