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    "Sono arrabbiato ma ne parleremo"


    Dopo la vittoria di Treviso, Del Piero torna sulla tribuna di Tbilisi con la maglia azzurra: "La voglia di giocare non mi è mai mancata - ha detto il bianconero a Sky - e la tribuna mi ha dato fastidio, ma di questo ci sarà modo e tempo di parlare. Comunque sono ancora arrabbiato". Sulla Juve: "Non è la mia nazionale, è la Juve e basta e per me vuol dire tantissimo. Ne sono orgoglioso e sono felice di essere qui".

    Di polemiche è sempre stato abituato ad affrontarne tante, merito del suo carattere schivo ma molto forte, che nel corso degli anni gli è servito a forgiare l'immagine di un modello, un esempio da seguire. Ma quella tribuna azzurra nella trasferta di Tbilisi in Georgia non pare essergli andata giù e, dopo la vittoria nella sua Treviso, Alex Del Piero torna a parlare dell'argomento nazionale e lo fa con i toni pacati che lo contraddistinguono, senza per questo rinunciare a pungere Donadoni.
    "La voglia di giocare non mi è mai mancata. La tribuna mi ha dato fastidio, ma di questo ci sarà tempo e modo di parlare", ha confessato il capitano bianconero ai microfoni di Sky. Con Donadoni Alex assicura di non aver ancora parlato, ma con la stessa tranquillità ammette candidamente di essere ancora arrabbiato per quella esclusione.

    Parlando poi della Juve, che giorno dopo giorno sta diventando sempre più sua, con i tifosi che in qualunque stadio lo acclamano, Del Piero dice di essere rammaricato per non esser riuscito a segnare il 200esimo gol bianconero, ma il tempo non manca: "Avevo voglia di segnare, penso si sia anche visto. Pazienza: c'è un campionato davanti, il gol arriverà. Non dite che la Juve è la mia nazionale, la Juve rimane la Juve e vuol dire tantissimo. Ne sono orgoglioso e sono felice di essere qui".

  Del Piero: "Infastidito da tribuna"

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