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    "Il Derby col Milan non sarà una rivincita personale"

    "Al Milan mi hanno sempre trattato bene, perchè dovrei avercela con loro?".



    zoom - galleria Hernan Crespo si appresta a vivere il suo primo derby stagionale contro il Milan, squadra cui sembrava diretto durante il calciomercato estivo, prima di finire all'Inter.

    "Vincere il derby come rivincita sul Milan? Assolutamente no - ha detto l'attaccante argentino durante la conferenza stampa tenuta oggi - Non so se il Milan abbia aspettato troppo o meno, nella trattativa per riportarmi in Italia, di certo c'è che l'Inter non ha aspettato per nulla, mi hanno voluto subito e io sono molto contento di essere qui. Nei confronti del Milan, però, non c'è un sentimento di rivincita, quando sono stato nel club rossonero mi hanno sempre trattato bene e sono rimasto in buoni rapporti con tutti, non vedo perchè dovrei avercela con loro. Nella vita ognuno fa le sue scelte, ora sono all'Inter e voglio dare il mio contributo per questa squadra. Stiamo facendo bene e a maggio vedremo cosa sarà successo. Adriano? Non è certo un vantaggio non averlo in questo momento. Ha sempre dimostrato di essere un grande calciatore, purtroppo però in questo momento sta attraversando un momento difficile, come capita a qualsiasi giocatore prima poi. Ma non dobbiamo scordare che è giovane e certe situazioni non sono facili da gestire. Se la società crede che una vacanza sia il modo migliore per farlo ritornare il 'vero' Adriano, credo sia giusto così; d'altronde loro lo conoscono meglio di me. Posso solo dire che quando tornerà sarà qualcosa di guadagnato per la squadra".

    "Il turnover di Mancini? Si sta verificando ciò che dicevo ad inizio stagione - ha continuato Crespo - avevo detto in tempi non sospetti che in attacco ci sarebbe stato bisogno di tutti. All'inizio abbiamo giocato di più io, Ibra e Adriano, ora anche Cruz e Recoba stanno dando il loro contributo. Questo dimostra la grande professionalità e unità d'intenti che regna nel nostro gruppo. Tutto questo fa ben sperare per il proseguo della stagione. Cosa temo di più del Milan? Loro sono una grande squadra, che negli ultimi anni ha vinto tanto, si conoscono a memoria e difficilmente sbagliano le partite importanti e decisive. Anche noi però siamo altrettanto bravi e quest'anno abbiamo una gran fame di vittoria. Sabato abbiamo la possibilità di far vedere che quanto fatto fino ad ora non è un fuoco di paglia, che facciamo sul serio e vogliamo portarci a casa lo scudetto. Vogliamo dimostrare che il titolo sappiamo vincerlo anche sul campo".
    DALL'ULTIMA VOLTA IL CALCIO E' CAMBIATO , MA ESSER ULTRAS E' ANCORA REATO.

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    "Se sabato battiamo il Milan li tagliamo definitivamente fuori"
    Parla l'argentino dell'Inter, ex rossonero.

    Si avvicina il derby. E che derby per Hernan Crespo che lo ha gia' vissuto con entrambe le maglie: "E' sempre una bella sensazione giocare il derby di Milano - ha detto Crespo in conferenza stampa - chiaramente durante l'anno c'e' un modo diverso di vivere la stagione, sia all'Inter che al Milan. All'Inter c'e' piu' pressione per la grande fame di vittorie, i rossoneri forse riescono a vivere le situazioni difficili con maggiore tranquillita' grazie ai successi degli ultimi venti anni. Forse la gara con lo Spartak, considerata la distanza dal Milan, potrebbe risultare piu' importante ma se non pensi al derby e' una bestemmia. E' una gara speciale e va vissuta intensamente, poi penseremo allo Spartak Mosca per la Champions League. Il Milan e' a -11 ma e' sempre uno scontro diretto e li considero gli avversari piu' pericolosi. Se li battiamo non dico che sarebbero tagliati fuori ma per i rossoneri si farebbe molto difficile. L'Arbitrato? Mi piacerebbe che la parola fine a questa situazione arrivasse prima di maggio, così potremo fare bene i conti e giocarci le partite guardando ad una classifica certa. Quale derby ricordo in modo più negativo? Quelli della semifinale di Champions League quando giocavo nell'Inter. Avevo fatto una grande Champions e uscire dalla competizione con due pareggi in semifinale è stato difficile da digerire".
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    Torna al successo la squadra di Ancelotti che ritrova la giusta serenità in vista del derby.



    zoom - galleria Se nel basket è fondamentale avere ottimi tiratori da tre punti, pensate un po’ nel calcio! Il Milan ha trovato in Jankulovski un ottimo stoccatore dalla mano, pardon.. dal piede pesante. 6 punti sui 15 conquistati in campionato portano la firma del ceco che, dopo la zuccata con l’Ascoli, ha regalato altri tre punti preziosissimi alla causa rossonera. E finalmente lo ha fatto alla “sua” maniera. Lo “straordinario Janku”, così come lo ha definito Galliani al termine della partita, ha colpito dalla distanza, con un poderoso sinistro tutto farina del suo sacco. Dopo un anno travagliato a causa degli strascichi per l’ infortunio alla caviglia subito ad Udine, Marek si è impadronito della fascia sinistra, lasciata libera dagli infortuni di Serginho e Favalli, e ha sfruttato l’occasione mettendo in mostra tutto il suo valore. Se riuscirà sempre a garantire una certa attenzione in copertura, fornendo poi una valida alternativa alle soluzioni offensive della squadra, potrà essere un valore aggiunto in molte circostanze.

    Se scossa ci doveva essere, scossa è stata. Un Milan a testa bassa e senza fronzoli ha imposto il ritmo per tutta la gara, lasciando spiragli di iniziativa ai clivensi solo nei primi 15’ della ripresa. Tecnica e agonismo sono state le armi per affrontare il Chievo a tutto campo di Del Neri e la crescente condizione fisica dei rossoneri ha permesso agli uomini di Ancelotti di tenere il vantaggio e di provare a rimpinguarlo. Già perché a conti fatti, il risultato poteva e doveva essere più largo, ma l’astinenza dell’attacco persiste imperterrita, nonostante le numerose occasioni da goal create.

    Le note positive fanno capo alla prestazione di Kakà e Oliveira. E se il primo è solidamente tra i migliori in campo nel bene e nel male, l’altro ha finalmente provato a sfruttare la sua velocità e la capacità di inserimento aprendo spazi e fornendo valide soluzioni. Il tecnico chiedeva ripartenze veloci e finalmente ieri sera si sono visti i primi segnali. Forse in questo momento di difficoltà dell’attacco, potrebbe essere più vantaggioso lasciare solo un attaccante di peso in area (Inzaghi..) e arretrare di qualche metro il raggio di Oliveira, costituendo una linea mediana fatta di classe e rapidità, capace di presentarsi pericolosamente in area.

    Permettetemi un accorato appello ai tifosi: state vicini al Gila. Il ragazzo sta soffrendo e tutti sappiamo quanto ci tenga a dimostrare il suo valore. Sembra che nessuno si sia accorto dei 17 goal dello scorso anno, primo anno al Milan, a 24 anni non ancora compiuti! E’ un Patrimonio da conservare e valorizzare. Dai Alberto!

    Che le porte del derby si spalanchino. Sabato sera, luci accese sulla stracittadina, occasione di capitale importanza per ridurre il gap dai nerazzurri. Ancelotti ritrova Favalli e soprattutto Ambrosini, la cui voglia grintosa non va dimenticata. Ai box rimangono ancora Gourcouff e Serginho, che ne avranno fino a metà novembre. Tutto esaurito al Meazza, atmosfera bollente e mai come in queste occasioni il popolo rossonero sa esaltarsi nel sostenere i propri ragazzi. Buon derby!
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    «Anche se non c’è Sheva, Inzaghi sa come fregarti».



    Cordoba, questo sarà il suo 18º derby, ma per la prima volta avrà lo scudetto sul petto. «Ne sono orgoglioso».

    Shevchenko intanto non è più un problema, abita a Londra. «Sheva era la nostra bestia nera, il pericolo numero uno. E’ un bel vantaggio non averlo come avversario. Ma questo non significa che andremo a fare una vacanza».

    Gilardino e Inzaghi non segnano e Oliveira resta un oggetto misterioso. «Non sono d’accordo con nessuna di queste affermazioni. Inzaghi è sempre pericoloso, può fregarti da un momento all’altro. Gilardino, anche se non è in un gran momento, resta un goleador. Oliveira, infine, non ha ancora espresso il suo vero potenziale. La gente lo sottovaluta, ma si sbaglia».

    Ha provato a immaginare come cambierà la classifica dopo l’Arbitrato? «No, ma speravo che le condanne restassero inalterate. Ciò che mi fa più arrabbiare è che ancora non si sappia quanti punti in realtà hanno certe avversarie. E’ una vergogna che si sia arrivati a fine ottobre in questo clima d’incertezza».

    Guardi che Berlusconi, insieme all’annullamento della penalizzazione, ha chiesto anche il vostro scudetto. «Se questo scudetto venisse assegnato al Milan sarebbe la fine del calcio italiano, significherebbe punire la squadra più onesta».

    Del Piero ha detto che la serie A senza la Juventus ha perso fascino. «Non sono d’accordo. Vedere il Palermo fare l’impresa di battere il Milan a San Siro è stato bellissimo. Con tutto il rispetto per la tradizione della Juventus, io mi sto divertendo».

    Lei e Ibrahimovic da avversari avevate avuto dei problemi. Com’è andata quando se l’è visto arrivare nello spogliatoio dell’Inter? «Inizialmente ci guardavamo con un po’ di diffidenza. Nessuno dei due voleva fare il primo passo. E’ bastato scendere in campo per l'allenamento che tutto si è risolto con battute e scherzi. La gente deve sapere che quando finisce una partita noi calciatori voltiamo pagina. Non portiamo rancore. Con Zlatan c’è un buon rapporto. Io e miei compagni lo abbiamo aiutato a inserirsi».

    Adriano invece è diventato un corpo estraneo. Se la sente di dire qualcosa ai tifosi? «No, ai tifosi non devo dire niente, se non ringraziarli per il sostegno che gli hanno sempre dato. Durante la partita contro il Chievo mi sono venuti i brividi. Adriano era in difficoltà e la gente ha continuato a incitarlo. Lo hanno sempre aspettato e lo aspettano ancora».

    Lei che cosa gli ha detto prima che partisse per il Brasile? «Che deve trovare la forza in se stesso, non attraverso altre persone. Deve rendersi conto che è un ragazzo fortunato: Dio gli ha fatto la grazia di farlo diventare padre, gli ha dato una bella famiglia e soprattutto la salute. La morte del padre lo ha sconvolto, ma adesso è il momento di ripartire. L’Inter lo ha messo nelle condizioni migliori. Il suo talento non può essere scomparso».
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    Dopo l'infortunio patito ieri contro il Livorno.

    Alvaro Recoba saltera' il derby: per lui risentimento muscolare al polpaccio sinistro. Il giocatore uruguaiano, infortunatosi ieri sera dopo poco piu' 20' di gara contro il Livorno, difficilmente inoltre partira' per Mosca con la squadra impegnata in Champions League
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    Ambrosini e Gourcuff non recuperano: tramonta l'Albero di Natale?

    E' un Carlo Ancelotti carico ma sereno, quello che parla a Milanello alla vigilia del derby e, volendo, anche dei verdetti dell'Arbitrato che riguardano direttamente pure il club di via Turati. Ma l'attenzione del tecnico è tutta sul campo, per un derby che mai come stavolta è da vincere a tutti i costi.

    "Siamo indietro in classifica, abbiamo un solo risultato a disposizione - dice Ancelotti - ma il blasone dell'avversario paradossalmente può favorirci. Anche loro, come noi, sono votati ad un gioco d'attacco e questo potrebbe essere un bene per lo spettacolo ma anche per il Milan stesso. Certo, l'Inter sta giocando un ottimo calcio, ma noi siamo carichi e non ci faremo influenzare da fattori esterni".

    In tema formazione, Ancelotti comunica che Ambrosini e Gourcuff non saranno dal match, quantomeno dall'inizio. Per l'ipotesi Albero di Natale, a questo punto, restano in ballo solo Brocchi e Jankulovski a centrocampo: altrimenti fiducia ancora a Gilardino, o debutto nella stracittadina per Oliveira. "Ma l'uomo - derby potrebbe essere Pirlo": parola di Carlo Ancelotti.
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    Paolo Maldini guarda gia' alla prossima stagione.

    Paolo Maldini, non ha intenzione di mettere in difficoltà Ancelotti in vista del derby di venerdì: "Quando uno rientra di solito dice che gli piacerebbe mettere in difficoltà l'allenatore, ma io non voglio farlo perché non sono al massimo, visto che 4 mesi di inattività pesano, ma sono disposto a giocare in qualsiasi ruolo".

    Ma il Capitano guarda gia' al futro: "Quello di venerdì non sarà il mio ultimo derby perché, rispetto all'inizio dell'anno, la condizione è molto migliorata - ha dichiarato Maldini -, non ho intenzione di chiudere a fine stagione, anzi sono sicuro di potrer fare una grandissima stagione anche il prossimo anno. Penso che Ancelotti punti ancora tanto su di me".
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    "E' un campionato equilibrato, l'Inter non sta dominando come si pensava..."

    Il tecnico è d'accordo con Gilardino: "E' chiaro che le punte devono muoversi meglio e soprattutto devono riuscire a coprire tutta l'area di rigore".



    L'ottimismo al potere. Questo è lo slogan di Carlo Ancelotti all'indomani di una dolorosa sconfitta che per il tecnico rossonero può essere "una grande opportunità". Tutto passa attraverso la Via del Goal, leggendaria strada di cui a San Siro si narra ancora l'esistenza, ma anche attraverso una prima fase di Champions da archiviare al più presto: "E' giusto essere preoccupati perchè abbiamo sofferto nelle ultime partite, ma dobbiamo essere ottimisti perchè il Milan sa giocare a calcio e presto lo dimostrerà. Anche in questa stagione non voglio scegliere tra campionato e Champions: se saremo bravi mercoledì prossimo chiuderemo il discorso europeo fino a febbraio e potremo concentrarci sulla serie A".

    Già, il campionato, terreno aperto mai come quest'anno alle Grandi Opportunità, un po' come il Far West dei pionieri. Ancelotti ne trae altri motivi per pensare positivo: "E' un campionato più equilibrato, più avvincente di quanto si poteva pensare. Ci sono sorprese positive e squadre che all'inizio stanno faticando a trovare l'equilibrio. L'Inter non sta dominando come si pensava...".

    Il tecnico è ossessionato da quello che ritiene l'handicap del suo Milan in questa stagione, ovvero la Velocità che latita, e che si riverbera in una stagnazione a metà campo che produce poco gioco sulle fasce: "Se abbiamo dei terzini che non si spingono avanti con continuità dovremo trovare altre soluzioni: ad esempio cercare maggiormente la verticalizzazione. Questo ci permetterebbe anche di giocare più coperti".

    Insomma arretrare il baricentro della squadra per sfruttare quegli spazi che ora sono intasati. Anche perchè, per sua candida ammissione, Gilardino si pesta i piedi con Inzaghi... "E' chiaro che le punte devono muoversi meglio e soprattutto devono riuscire a coprire tutta l'area di rigore", Ancelotti manda il messaggio a chi di dovere.
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    "L'Inter è avvantaggiata ma il Milan non può perdere l'occasione per avvicinarsi", ha detto il ct della nazionale.

    Roberto Donadoni ha passato una vita nel Milan e un pezzo di cuore gli sarà rimasto rossonero. Ora che è ct "super partes", può però anche permettersi di effettuare pronostici che vadano contro la squadra che per anni è stata la sua vita. Ecco allora la sua previsione sul derby di domani.

    "L'Inter è avvantaggiata - dice il commissario tecnico - anche se il Milan ha l'occasione di riavvicinarsi in modo concreto e non deve perdere la chance a disposizione. L'importante è che entrambe le squadre azzerino la pressione che le circonda e tutti gli eventi extracalcistici che le stanno toccando in questi giorni".
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    L'ex grande libero rossonero dice la sua sul derby milanese che si giocherà domani sera.

    Franco Baresi, pilastro della difesa milanista degli anni '90, parla del derby che domani vedrà affrontarsi Milan e Inter nell'anticipo serale della 9ª giornata di serie A. "Srà una partita equilibrata - dice Baresi - il Milan fa gioco ma fatica a segnare, l'Inter invece è in un buon momento ed ha la tranquillità di essere in testa alla classifica. Chi dovrà rischiare qualcosa in più è sicuramente il Milan, che deve vincere per risalire la classifica. Lo scudetto? Il Milan potrà dire la sua solo se l'Arbitrato gli restituirà qualche punto".
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    "Il Milan è comunque da temere anche per la corsa scudetto".

    Il grande ex difensore dell'Inter, Giuseppe 'Zio' Bergomi, vede l'Inter quale squadra favorita nel Derby della Madonnina che si giocherà domani sera a San Siro. "Quella nerazzurra è la squadra messa meglio al momento - ha detto - e per la prima volta gioca il derby con meno pressioni, perchè è la squadra inseguita e non l'inseguitrice. Il Milan, però, anche se un po' su con l'età, rimane una grande squadra e se dall'Arbitrato dovesse arrivare uno sconto sulla penalizzazione giocherebbe la gara psicologicamente più forte. Nonostante siano indietro in classifica, i rossoneri sono comunque da temere anche per la corsa scudetto".
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  Aspettando il Derby di Milano

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