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    "Adriano deve lavorare senza pressioni"

    Roberto Mancini rivela a TgCom che potrebbe essere l'Inter la sua ultima squadra italiana: "Sì, penso lo sia davvero". Adriano è tornato: "Sono contento, mi è parso tranquillo e ora deve lavorare senza pressioni". Lo scudetto? "Abbiamo almeno tre rivali: Milan, Palermo e Roma". Si dice che Moratti abbia prenotato Mourinho: "Convivo con i nomi degli altri allenatori. Io vado avanti per la mia strada, devo vincere".

    Personaggio sempre destinato a far discutere, Roberto Mancini sta cercando di raggiungere due prestigiosi obiettivi: lo scudetto (conquistato sul campo, non a tavolino) e la Champions League, che gli sfugge dalla maledetta notte di Wembley, quando con la Samp la perse ai supplementari contro il Barcellona. Poi potrebbe anche cambiare aria: è questo il senso della rivelazione che ha fatto a Tgcom. "Sì, l'Inter potrebbe essere l'ultima squadra italiana che alleno. Anzi, penso che lo sia davvero".


    In Inghilterra dicono che Moratti abbia già prenotato Mourinho
    "Ormai convivo con i nomi di altri allenatore da tre anni e ci ho fatto l'abitudine, fa parte del nostro mestiere, quello di allenatore intendo. Io vado avanti per la mia strada, penso solo allo scudetto e alla Champions, poi deciderà Moratti cosa fare. Io devo solo vincere".

    Lei potrebbe sempre andare al Chelsea al posto del tecnico portoghese...
    "Non sarebbe male come idea...A parte gli scherzi, adoro il calcio inglese e un giorno mi piacerebbe fare un'esperienza in Premier League dopo quella da giocatore al Leicester. Il Chelsea sarebbe il massimo ma credo sia un po' presto per parlarne".

    Il suo amico Eriksson in Inghilterra ha avuto moltissimi problemi
    "In quel Paese allenare la selezione Nazionale è un problema, nel senso che intorno alla squadra ci sono pressioni di ogni tipo. I tecnici dei club hanno una vita più serena rispetto al ct".

    Ma perché intorno all'Inter ci sono così tante polemiche? In fondo siete primi in campionato e secondi nel girone di Champions
    "In teoria per stare tranquilli bisognerebbe vincere settanta partite su settanta, ma qualche volta è fisiologico rallentare, qualche passo a vuoto tocca a tutti, anche alle squadre più forti e a quelle che sembrano imbattibili. Io sono contento di come stanno andando le cose all'Inter. Siamo in corsa su tre fronti".

    Per lo scudetto non avete rivali?
    "Direi che ne abbiamo almeno tre, perché io penso che una squadra come il Milan, con i valori tecnici che possiede, può rientrare in maniera clamorosa. E poi ci sono il Palermo, grande realtà del calcio italiano, e la Roma".

    Secondo lei alla fine le sanzioni di calciopoli sono state troppo leggere?
    "Preferisco non rispondere".

    E' tornato anche Adriano
    "Sono contento, mi è parso tranquillo, ora deve lavorare senza pressioni e recuperare la condizione migliore. Non deve avere fretta, spero si sia riposato e abbia staccato la spina per qualche giorno. L'Inter ha bisogno anche di lui"

    Kakà o Ronaldinho nella sua squadra ideale?
    "Tutti e due, perchè sono fuoriclasse che possono fare e vincere tutto. Giocatori così non si scartano: se si può, bisogna provare a metterli insieme".

    Amelia che segna di testa: cambia anche il ruolo del portiere?
    "Non credo proprio, ritengo sia stato un caso. Un portiere può scendere sui calci piazzati solo se manca un minuto o anche meno alla fine della partita. Sarebbe impensabile utilizzare i numeri uno durante le partite nelle aree avversarie. Per quanto mi riguarda, il mio portiere non ci deve provare neanche alla fine. Preferisco che resti in porta".

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