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    "Dovrebbe rispettare il nostro sport"

    Dopo le lamentele per la gara fra il suo Chelsea e il Barcellona, Mourinho viene bacchettato da Johansson, presidente dell'Uefa: "Dovrebbe avere rispetto per il nostro sport, invece si comporta come un bambino a cui hanno tolto le caramelle". Sulla multa agli inglesi per i troppi ammoniti: "Non credo nelle multe, soprattutto per un club come il Chelsea che certo non ha problemi di soldi. A volte non siamo abbastanza severi".

    Se venisse chiesto "Qual è il personaggio più antipatico del calcio mondiale?" probabilmente la cerchia dei papabili si restringerebbe a poche persone e fra queste, non ce ne voglia, Josè Mourinho rientra di diritto. Quasi dopo ogni partita il tecnico portoghese ha frecciate per tutti, dagli avversari, agli arbitri e persino per i propri giocatori. Un atteggiamento che ai vertici del calcio europeo non piace affatto, come sottolineato dal presidente dell'Uefa Lennart Johansson, soprattutto dopo le esternazioni e le polemiche seguenti Barcellona-Chelsea di Champions League.
    "Mourinho dovrebbe avere rispetto per il nostro sport, invece si comporta come un bambino a cui hanno tolto le caramelle" è lo stizzito commento di Johansson che non ha apprezzato né le polemiche di Mourinho all'indirizzo dell'arbitro Farina né l'esultanza da ultra al momento del pareggio di Drogba.

    A tal proposito l'Uefa ha deciso di aprire un'inchiesta sulla partita, ma quando il discorso cade sull'eventuale multa da comminare al Chelsea per l'elevato numero di ammonizioni, Johansson precisa sulle colonne del "Sunday Mirror": "Non credo nelle multe, soprattutto quando si parla di un club come il Chelsea che certo non ha problemi di soldi. Bisogna cercare un altro tipo di sanzioni. Quando si commette un crimine, la prima volta si tende a essere comprensivi, ma in caso di recidività la sentenza deve essere più dura. A volte non siamo abbastanza severi". E quello economico è un elemento che proprio non va a genio al presidente del massimo organismo del calcio europeo che puntualmente confida: "Purtroppo se una persona ha i soldi per comprare una squadra e può permettersi di spendere il suo denaro per comprare giocatori noi non possiamo farci nulla. Non si tratta di un problema di regole, ma di una questione morale. Sono molto triste per quanto sta avvenendo. Mi piacerebbe riportare le cose come erano prima, quando c'era un giusto equilibrio tra giocatori cresciuti nel vivaio e giocatori provenienti da fuori".

  Johansson:"Mourinho è un bambino"

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