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    Siviglia e Werder sono tra le sorprese

    Il mondo del calcio sta vivendo una sorta di rivoluzione. Se in Italia al "vecchio" (Milan e Juve), si è sostituito il nuovo (Inter e Palermo), nei campionati esteri non mancano sorprese. Fatta eccezione per la Francia dove domina il Lione, in Spagna comanda il Siviglia, mentre in Inghilterra lo strapotere del Chelsea è stato sostituito dalla concretezza del Manchester. In Germania, il Werder Brema stacca il Bayern.

    Il Palermo di Guidolin non è l'eccezione. Il pallone nostrano, uscito con le ossa rotte e la faccia nuova dall'uragano estivo di Moggiopoli, è certamente cambiato, ma non è il solo. Anche nel resto d'Europa, l'inizio di quest'anno calcistico ha riservato parecchie sorprese. Anche se non dappertutto siamo all'anno zero tanto sbandierato qui da noi, alcuni nomi e molte facce da copertina sembrano finite in terza pagina per lasciare spazio al "nuovo".

    In Spagna, ad esempio, il Siviglia e il Saragozza stanno rubando la scena alle due grandi depresse, Real Madrid e Barcellona. Le crisi, rigorosamente alternate, dei club di primissima fascia hanno lasciato spazio alle due nuove realtà, pronte ad approfittare degli infortuni e l'aria un po' snob dei blaugrana e degli spifferi gelidi fuoriusciti dallo spogliatoio rovente di don Fabio. Oltre Manica, la situazione è simile. Il Chelsea di Mourinho, la corazzata imbattibile di Abramovich, sta imbarcando un po' d'acqua. Niente di drammatico, s'intende, ma Sheva e compagni non sono più la stella cometa in fuga di cui tutti possono solo ammirare l'abbagliante scia. Quest'anno in Inghilterra torna di moda il vintage, il Manchester di sir Alex Ferguson, fresco di festa per i suoi primi vent'anni sulla panchina dei Red Devils. Ma, dietro il revival d'autore e i Blues trotterellanti, largo a quelli che non ti aspetti, che ti lasciano a bocca spalancata. Il Bolton e il Porstmouth sono in piena zona Champions, con buona pace dell'Arsenal finalista della passata edizione e di Wenger, affetto da crisi di nervi prolungate. In Germania, il Werder Brema e lo Stoccarda hanno messo il muso davanti al solito Bayern e non accennano a rallentare. In Scozia, i Rangers non solo non tengono il passo del Celtic, ma continuano a perdere punti anche dagli Hearts.

    Unica isola felice, al riparo dall'epilessia da ribaltone che sta scuotendo il Vecchio Continente, è la Francia del Lione. Gli uomini di Houllier, infatti, veleggiano sicuri verso il sesto titolo nazionale consecutivo. Nell'ultima giornata hanno perso, ma i punti di vantaggio sono già molti e non è ipotizzabile che lo stop sia da interpretare come sintomo della malattia continentale. Palermo, dunque, ma non solo. Ora bisognerà capire se la rivoluzione vedrà un fatale tentativo di essere stoppata da parte della corrente della restaurazione, ma il vento è cambiato, o sta cambiando, e non limitatamente alla nostra povera e martoriata Italia del pallone.

  In Europa c'è il nuovo che avanza

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