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    La Juventus ha confessato il conflitto d’interessi tra Moggi padre e Moggi figlio. A pagina 42 del bilancio chiuso al 30 giugno scorso, nel paragrafo dedicato alle operazione con società controllate e altre parti correlate, c’è una nota riguardante la Gea World, la società presieduta da Alessandro Moggi (che ne è anche socio tramite la Football Management). In essa è sottolineato che la società "è stata parte correlata fino al 16 maggio 2006, data delle dimissioni dell’ex direttore generale Luciano Moggi". Tradotto dal "borsese", l’espressione "parte correlata" significa che la Gea era una delle società riconosciute dalla Juve come parte in affari. La "confessione" bianconera riguarda quindi il rapporto tra Luciano Moggi e l’azienda presieduta da suo figlio Alessandro, terminato, guarda caso, proprio con l’uscita di scena di Moggi senior: entrambi trattavano fra loro la compravendita dei calciatori. Ciò è anche supportato dalla specificazione dei poteri di papà Luciano, contenuti nel bilancio al 30 giugno 2005 della Juve. Oltre ad essere direttore generale, "Lucianone" era anche consigliere di amministrazione con poteri esecutivi, così come lo erano l’amministratore delegato Antonio Giraudo e il vicepresidente Roberto Bettega: tutti e tre partecipavano anche alla stesura del bilancio e hanno partecipato a tutte le riunioni del consiglio d’amministrazione. Inoltre lo stesso Cda aveva dato a Luciano Moggi, con delibera in data 4 settembre 2001 e confermata il 28 ottobre 2003, "specifici poteri nell’ambito delle competenze sportive".
    Alla Gea World sono stati versati 970 mila euro, per il solo esercizio 2005/06, "in occasione di operazioni riguardanti la gestione dei contratti di prestazione sportiva dei calciatori". Tuttavia la Juventus risulta debitrice verso la Gea per 550mila euro e verso la controllante di quest’ultima, la Football Management, per 110 mila euro. Dunque anche la società che fa capo alla famiglia Agnelli è nella lista di coloro che devono soldi a quella dei "figli di papà": il debito ammontava (come scritto dalla Voce un mese fa) al 31 dicembre 2005 a 3,87 milioni di euro.

  Moggi padre e figlio, finalmente "soci confessi"

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