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    E Galliani precisa: «Operazione impossibile, è extracomunitario».

    Andriy Shevchenko non può tornare a Milano a gennaio. Al di là della logica presa di posizione del Chelsea (un portavoce del club ha precisato che il giocatore non è in vendita) c'è una questione normativa a stroncare qualsiasi operazione nostalgia: «Shevchenko è extracomunitario e il Milan ha già tesserato un nuovo extracomunitario, Ricardo Oliveira. Stop». Adriano Galliani è sintetico, ricordando che si tratta di un'operazione «tecnicamente impossibile, perciò è inutile ricordare il resto. E cioè che Sheva è un giocatore del Chelsea che lo ha pagato parecchi milioni, che ha fatto una scelta di vita eccetera».

    Stavolta però è stato Berlusconi, e non una voce di corridoio, a prendere in contropiede la dirigenza milanista. «Il presidente non gestisce il Milan, non si occupa di tesseramenti», taglia corto Galliani. «Lui va oltre, pensa al futuro, parla di sentimenti». Che il futuro del Milan possa essere uno Shevchenko-bis, è assai improbabile se non impossibile. Quel «mi piacerebbe tornare» sussurrato da Shevchenko al telefono, come il presidente ha raccontato a Sky, assume sempre più il valore di una cortesia affettuosa. E che Andriy sia rimasto legato al Milan non è un mistero per nessuno. Nemmeno a Londra.
    DALL'ULTIMA VOLTA IL CALCIO E' CAMBIATO , MA ESSER ULTRAS E' ANCORA REATO.

    Memento Audere Semper
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    «Non sempre si vince. Io per esempio ho perso le elezioni...»

    L’unica battuta che Silvio Berlusconi si concede è quando vede sfrecciare davanti ai suoi occhi un’ambulanza con la sirena spiegata: «Vede? - dice –. Quelli là vanno a prendere i nostri tifosi».

    Presidente Berlusconi, i tifosi sono molto preoccupati per la situazione di classifica del Milan. «Li capisco perché anch’io lo sono. Le considerazioni da fare sono molte. Abbiamo tanti infortunati, in difesa mancano uomini importanti. Non ci sono più i giocatori di fascia che avevamo prima quindi non arrivano i cross in area. Quando attacchiamo, poi, lasciamo troppi spazi per il contropiede degli avversari».

    Prima di lasciare San Siro aveva detto che il Milan non aveva giocato male. «E infatti lo ribadisco, a tratti si è visto del bel gioco. Purtroppo siamo stati ancora una volta sfortunati come testimoniano le due traverse colpite. Qualcuno poi mi dice che il gol di Inzaghi era regolare. Pare che sia partito in linea. A fine partita però sono andato negli spogliatoi a fare coraggio alla squadra. Ho parlato anche con Ancelotti. Voglio risolvere questa situazione e capire che cosa non va».

    La situazione in classifica è piuttosto pesante… «Non si può sempre vincere, anch’io del resto ho perso le elezioni. Un’annata storta può capitare. Nessuna squadra ha vinto tanto come il Milan negli ultimi vent’anni e poi non dimentichiamo che in Champions siamo ancora primi. I giocatori sono validi, adesso il tecnico riguarderà le cassette delle partite...».

    L’impressione è che il Milan sia stanco. I Nazionali non hanno fatto le vacanze e la penalizzazione inflitta per le vicende di Calciopoli sembra aver condizionato il loro rendimento. «Sì, può essere. Pirlo per esempio è stanco. E Nesta non è al massimo perché ha avuto un guaio dopo l’altro».

    In gennaio arriveranno dei rinforzi?
    «Ci abbiamo messo tanto tempo per pareggiare il bilancio, quindi non dovete aspettarvi grandi colpi».

    Ma è davvero sicuro di non voler intervenire? «Et Homerus aliquando dormit (anche il grande Omero ogni tanto sonnecchia, ndr)».
    DALL'ULTIMA VOLTA IL CALCIO E' CAMBIATO , MA ESSER ULTRAS E' ANCORA REATO.

    Memento Audere Semper

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