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    ROMA - E' terminata a Roma l'inchiesta sui presunti illeciti della Gea, la societa' di procura di calciatori di cui era a capo Alessandro Moggi. Si va verso la richiesta di rinvio a giudizio per lo stesso Alessandro Moggi, il padre Luciano, Franco Zavaglia, Davide Lippi, Riccardo Calleri, Luciano Gaucci, Pasquale Gallo e Francesco Ceravolo. Stralciate le posizioni di Chiara Geronzi, Giuseppe De Mita e Tommaso Cellini.
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    Legali A. Moggi: "Dimostreremo la sua estraneita'"

    ROMA - I legali di Alessandro Moggi commentano cosi' la possibilita' che il loro cliente venga rinviato a giudizio in seguito alle indagini sul caso Gea: "Non abbiamo ancora ricevuto la notifica del 415 bis - affermano Paolo Rodella e Giulia Bongiorno - Possiamo comunque affermare che con il deposito degli atti sara' finalmente possibile esaminare le fonti delle accuse mosse ad Alessandro Moggi. Dopo un attento esame del fascicolo, inizieremo a contestare punto per punto le accuse e siamo convinti di potere dimostrare l'assoluta estraneita' di Moggi dai capi di imputazione".
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    Trezegol: "Senza Gea niente rinnovo"

    Grabbi: "Ora giochi nel tuo giardino"


    Chiusa l'indagine dei pm romani sulla Gea con la richiesta di rinvio a giudizio fra gli altri di Luciano e Alessandro Moggi e Davide Lippi, dalle testimonianze degli juventini emerge un quadro inquietante. "O firmi per la Gea o il contratto non arriva" rivela Trezeguet. Simili le testimonianze di Chiellini, Blasi e Grabbi:: "Finii fuori rosa perché rifiutai la Gea e Moggi mi disse: 'Ora giochi nel giardino di casa tua'".

    Dalle promesse di un futuro radioso alle minacce di una carriera finita. Quello che emerge dalle testimonianze di alcuni giocatori ed ex giocatori della Juventus è un quadro davvero inquietante. Del monopolio della Gea nel mondo del calcio si sapeva, ma al termine dell'inchiesta dei pm romani sull'ex società di procuratori gestita da Alessandro Moggi quello che ha fatto scalpore sono state le rivelazioni dei diretti interessati, i calciatori.
    Nomi di primo piano come Trezeguet, Chiellini e Blasi, ma anche gente per la quale si prospettava un futuro di primo piano e che invece è finita praticamente nell'anonimato come Corrado Grabbi. Inquietante la confessione della punta transalpina: "Alessandro Moggi mi contattò perché valutassi l'opportunità di affidargli la mia procura. Mi chiese un incontro che è avvenuto nella sede della Juventus, cosa che mi stupì molto in quanto si discuteva del rilascio di una procura nella sede della società per la quale lavorava suo padre". Ma dai sospetti, si arrivò ben presto alle minacce e il motivo del contendere era il rinnovo contrattuale: "Mi venne detto che la Gea aveva possibilità contrattuali migliori rispetto agli altri perché erano figli di personaggi influenti...Ho pensato che affidarmi ad Alessandro Moggi avrebbe favorito lo sblocco del mio rinnovo". Ma la realtà fu invece un'altra: "Alla fine però non riuscii ad ottenere l'adeguamento fino a quando non arrivò Capello. Per questo ho pensato che le difficoltà del mancato rinnovo potevano ricollegarsi al fatto che non avevo conferito la procura alla Gea".

    Ma se per il francese la carriera è andata comunque a gonfie vele, lo stesso non può dirsi per Grabbi, ora in forza al Genoa, dopo aver pensato anche al ritiro. "All'epoca opposi un netto rifiuto ad Alessandro Moggi e Franco Zavaglia e Luciano Moggi mi chiamò in sede nel 1994 mettendomi fuori rosa con la scusa che avrei provocato una rissa a Sestriere, cosa non vera. Il mio rifiuto al Prato fece sì che Moggi mi cacciasse dal box Juve del calciomercato a Milano, dicendomi che potevo giocare nel giardino di casa mia". Ma uno dei casi più eclatanti è senza dubbio quello di Manuele Blasi, costretto a lasciare il suo procuratore Stefano Antonelli per avere in cambio un aumento: "Quando avevo Antonelli come procuratore non ricevetti una lira in più, dopo qualche mese con Lippi e Moggi jr la situazione cambiò". Infine Giorgio Chiellini che, in procinto di passare alla Roma di Baldini e Capello, decise di accettare invece il trasferimento alla Juve perché in cambio avrebbe avuto la via spianata in Nazionale. "Diceva che per lui era più conveniente andare alla Juve - ha detto Baldini - soprattutto per avere prospettive future".
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    Agenti ex-Gea verso lo stop

    Con l'intervento di Borrelli, capo Ufficio Indagini della Figc, si complica la posizione di Moggi jr, Calleri, Zavaglia e Davide Lippi. Saranno sospesi, a rischio anche la licenza

    http://www.gazzetta.it/Calcio/Primo_Piano/2006/11_Novembre/22/agentigea.shtml

  Gea, rischio processo per Moggi e altri sette

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