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    «Sono nullatenente - dice l'ex patron della Lazio Sergio Cragnotti al Magazine del Corriere della Sera - non ho autisti, non ho macchine, vivo con la pensione». «Senza grandi conoscenze ho portato la Lazio al primo posto nel mondo», dice. Accusato di bancarotta fraudolenta nel crac Cirio, di recente è arrivata anche la richiesta di rinvio a giudizio dalla Procura di Roma nell'inchiesta sul doping amministrativo: «Il sistema bancario prima mi ha appoggiato e poi mi ha fatto fallire». A proposito: «Gazzoni? È roso dall'invidia. Con il Bologna non ha fatto grandi cose e allora si è messo a guardare l'erba del vicino». Su Moggi: «Aveva alle spalle l'avvocato Agnelli. Ma non è mai stato un grande conoscitore di calcio». E gli arbitri? «La loro carriera dipende da troppi fattori. All'inizio ci hanno fatto perdere qualche scudetto. Poi, come nel caso di Collina e di Perugia-Juventus, hanno favorito la nostra vittoria. La cupola esisteva».

    Quest'anno «il campionato lo vincerà l'Inter» di Moratti. Moratti di cui, in un libro che esce domani, racconta un retroscena: «Mi telefonò alla vigilia del Lazio-Inter 2002: una vittoria avrebbe assicurato il titolo ai nerazzurri. Mi disse che voleva acquistare Nesta. Gli riferii che avevo già ricevuto un'offerta dalla Juve, gonfiandola un tantino. Ma lui non batté ciglio e confermò che ci saremmo visti per definire l'accordo subito dopo la partita». Persa quella gara, racconta Cragnotti, «Moratti non si fece più vivo». La sua Lazio ha conosciuto Veron («Sul passaporto una società ci assicurò che era tutto a posto»), e Mancini: «Spingeva per la mia cacciata. Quando me ne sono andato la gestione della Banca di Roma gli ha aumentato lo stipendio da 2 a 7 miliardi netti». Non ha invece conosciuto Di Canio. Per sua scelta: «Me lo avevano offerto tante volte. Ma dissi sempre di no. Conoscevo la sua intolleranza alla disciplina. Invece Lotito l'ha preso. Il più grande errore della sua vita. Se Di Canio avesse fatto con me il saluto romano, io l'avrei cacciato».
    DALL'ULTIMA VOLTA IL CALCIO E' CAMBIATO , MA ESSER ULTRAS E' ANCORA REATO.

    Memento Audere Semper
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    Originally posted by Bardok
    «Sono nullatenente - dice l'ex patron della Lazio Sergio Cragnotti al Magazine del Corriere della Sera - non ho autisti, non ho macchine, vivo con la pensione». «Senza grandi conoscenze ho portato la Lazio al primo posto nel mondo», dice. Accusato di bancarotta fraudolenta nel crac Cirio, di recente è arrivata anche la richiesta di rinvio a giudizio dalla Procura di Roma nell'inchiesta sul doping amministrativo: «Il sistema bancario prima mi ha appoggiato e poi mi ha fatto fallire». A proposito: «Gazzoni? È roso dall'invidia. Con il Bologna non ha fatto grandi cose e allora si è messo a guardare l'erba del vicino». Su Moggi: «Aveva alle spalle l'avvocato Agnelli. Ma non è mai stato un grande conoscitore di calcio». E gli arbitri? «La loro carriera dipende da troppi fattori. All'inizio ci hanno fatto perdere qualche scudetto. Poi, come nel caso di Collina e di Perugia-Juventus, hanno favorito la nostra vittoria. La cupola esisteva».

    Quest'anno «il campionato lo vincerà l'Inter» di Moratti. Moratti di cui, in un libro che esce domani, racconta un retroscena: «Mi telefonò alla vigilia del Lazio-Inter 2002: una vittoria avrebbe assicurato il titolo ai nerazzurri. Mi disse che voleva acquistare Nesta. Gli riferii che avevo già ricevuto un'offerta dalla Juve, gonfiandola un tantino. Ma lui non batté ciglio e confermò che ci saremmo visti per definire l'accordo subito dopo la partita». Persa quella gara, racconta Cragnotti, «Moratti non si fece più vivo». La sua Lazio ha conosciuto Veron («Sul passaporto una società ci assicurò che era tutto a posto»), e Mancini: «Spingeva per la mia cacciata. Quando me ne sono andato la gestione della Banca di Roma gli ha aumentato lo stipendio da 2 a 7 miliardi netti». Non ha invece conosciuto Di Canio. Per sua scelta: «Me lo avevano offerto tante volte. Ma dissi sempre di no. Conoscevo la sua intolleranza alla disciplina. Invece Lotito l'ha preso. Il più grande errore della sua vita. Se Di Canio avesse fatto con me il saluto romano, io l'avrei cacciato».



    :rolleyes:
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    Originally posted by Bardok
    «Sono nullatenente - dice l'ex patron della Lazio Sergio Cragnotti al Magazine del Corriere della Sera - non ho autisti, non ho macchine, vivo con la pensione». «Senza grandi conoscenze ho portato la Lazio al primo posto nel mondo», dice. Accusato di bancarotta fraudolenta nel crac Cirio, di recente è arrivata anche la richiesta di rinvio a giudizio dalla Procura di Roma nell'inchiesta sul doping amministrativo: «Il sistema bancario prima mi ha appoggiato e poi mi ha fatto fallire». A proposito: «Gazzoni? È roso dall'invidia. Con il Bologna non ha fatto grandi cose e allora si è messo a guardare l'erba del vicino». Su Moggi: «Aveva alle spalle l'avvocato Agnelli. Ma non è mai stato un grande conoscitore di calcio». E gli arbitri? «La loro carriera dipende da troppi fattori. All'inizio ci hanno fatto perdere qualche scudetto. Poi, come nel caso di Collina e di Perugia-Juventus, hanno favorito la nostra vittoria. La cupola esisteva».

    Quest'anno «il campionato lo vincerà l'Inter» di Moratti. Moratti di cui, in un libro che esce domani, racconta un retroscena: «Mi telefonò alla vigilia del Lazio-Inter 2002: una vittoria avrebbe assicurato il titolo ai nerazzurri. Mi disse che voleva acquistare Nesta. Gli riferii che avevo già ricevuto un'offerta dalla Juve, gonfiandola un tantino. Ma lui non batté ciglio e confermò che ci saremmo visti per definire l'accordo subito dopo la partita». Persa quella gara, racconta Cragnotti, «Moratti non si fece più vivo». La sua Lazio ha conosciuto Veron («Sul passaporto una società ci assicurò che era tutto a posto»), e Mancini: «Spingeva per la mia cacciata. Quando me ne sono andato la gestione della Banca di Roma gli ha aumentato lo stipendio da 2 a 7 miliardi netti». Non ha invece conosciuto Di Canio. Per sua scelta: «Me lo avevano offerto tante volte. Ma dissi sempre di no. Conoscevo la sua intolleranza alla disciplina. Invece Lotito l'ha preso. Il più grande errore della sua vita. Se Di Canio avesse fatto con me il saluto romano, io l'avrei cacciato».



    grazie cragnotti unico presidente
  4.     Mi trovi su: Homepage #4497455
    la verità più grande sul 5 maggio è spiegata nell'intervista a Hector Cuper nella Gazzetta di oggi. A fine primo tempo si era sul 2 a 2 e Cuper afferma di non essere riuscito a cambiare quel pessimismo che aveva contagiato i suoi giocatori. C'era ancora tempo per segnare e per vincere, ma i giocatori dell'inter anzichè pensare a segnare cominciarono a supplicare i giocatori della Lazio di lasciarglelo fare.
    Ecco qua l'ammissione di colpa che tutti noi sapevamo, ma che ora il mister ha confermato. Cuper non è un allenatore vincente altrimenti sarebbe riuscito a cambiare quella paura in voglia di vincere.
  5.     Mi trovi su: Homepage #4497456
    Originally posted by Zanetti_Capitano
    la verità più grande sul 5 maggio è spiegata nell'intervista a Hector Cuper nella Gazzetta di oggi. A fine primo tempo si era sul 2 a 2 e Cuper afferma di non essere riuscito a cambiare quel pessimismo che aveva contagiato i suoi giocatori. C'era ancora tempo per segnare e per vincere, ma i giocatori dell'inter anzichè pensare a segnare cominciarono a supplicare i giocatori della Lazio di lasciarglelo fare.
    Ecco qua l'ammissione di colpa che tutti noi sapevamo, ma che ora il mister ha confermato. Cuper non è un allenatore vincente altrimenti sarebbe riuscito a cambiare quella paura in voglia di vincere.


    Cuper ci ha portato li`.
    E con il clima che c'era nello spogliatoito specie dopo il ritorno in campo di Ronaldo a fine stagione...Fu un Miracolo.

    Recordo, per inciso, che quella volta li` la GIUVE di Moggi&Agnelli dopo 5 minuti aveva gia` segnato due gol e ne aveva mancati altri 3 in quel di Udine, GeBella...

    Ci fu + di un Arbitraggio disgustoso durante il Campionato...Povero Cuperone...:cry:

    Cragnotti:
    "Sono nullatenente..."

    :rotfl: :rotfl: :rotfl: :rotfl:
  6.     Mi trovi su: Homepage #4497457
    Originally posted by SUPERPADREPIO


    Recordo, per inciso, che quella volta li` la GIUVE di Moggi&Agnelli dopo 5 minuti aveva gia` segnato due gol e ne aveva mancati altri 3 in quel di Udine, GeBella...



    Io ricordo le mani di burro di Peruzzi, i giocatori della Lazio fermi e uno stadio dai colori neroazzurri con la cosca degli irriducibili che non voleva che la Lazio vincesse. :cool:

  Cragnotti: «Il 5 maggio andò così...»

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