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    1) Roma mai aiutata dagli arbitri 2) Sono solo invidiosi 3) Diamo fastidio

    Il capitano giallorosso respinge le accuse sulla direzione di Paterna: "Oggi tutti si lamentano, è la cosa più facile".

    Neanche il tempo di far decantare le fresche polemiche della notte dell'Olimpico, che Francesco Totti torna subito sull'argomento, in occasione della presentazione, stamattina a Trigoria, del nuovo scarpino celebrativo della vittoria Mondiale.

    Il capitano giallorosso non si risparmia con le parole, così come ultimamente in campo... "La Roma non è mai stata aiutata dagli arbitri, anzi. Sono tutte dicerie perchè sono invidiosi del fatto che stiamo dando fastidio a qualche altra squadra. Penso che gli arbitri si siano comportati bene fino ad ora. Oggi tutti si lamentano, è la cosa più facile. Cercheremo di vincere sul campo, senza aiuti. E quelli con l'Atalanta sono stati i tre punti più importanti conquistati finora nella stagione".

    Qualcuno già parla di un Totti principe del goal: "La classifica cannonieri? Non ci sono abituato, ma adesso gioco in questo ruolo e un pensiero lo faccio. Anche se ci sono giocatori abituati a lottare per questo, come Crespo e Toni. Non tirare più i rigori dopo gli errori? Non ci ho pensato, il rigorista sono io, prima o poi questa sfortuna doveva finire. L'Inter? Speriamo che vadano in crisi, se continuano così sarà difficile recuperare. Il nostro obiettivo è mantenere il secondo posto e se ci fosse un passo falso dell'Inter sfruttarlo".

    C'è spazio anche per un paio di battute su Montella e Donadoni, con tanto di frasi enigmatiche... "Spero che Vincenzo possa restare, anche se non abbiamo parlato. E' l'attaccante più forte che ci sia stato a Roma. Io e Donadoni ci siamo parlati, solo noi due sappiamo i motivi reali per i quali non sono tornato a vestire la maglia azzurra. Io quando parlo lo faccio sempre a testa alta, chi capisce di calcio sa quello che significa...".


    :yahwn:
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    Chivu: «Se mi avessero ammonito non sarei uscito di casa per una settimana»

    Pradè: «E' stata la vittoria del cuore e del sacrificio. Un 10 a tutto il gruppo».

    Anche ieri sera è stato tra i migliori in campo. Ma per Cristian Chivu l'Atalanta è già alle spalle, bisogna pensare al futuro. Ed il futuro si chiama Valencia prima e Lazio dopo. «Dobbiamo pensare al futuro, adesso c'è la Champions, poi la partita con la P maiuscola e poi il Palermo. Speriamo di chiudere l'anno vincendo, anche se io del Valencia che viene a Roma senza tanti titolari e già qualificato non mi fido più di tanto. Tutte le partite vanno giocate, speriamo di riuscire a gestirla nel migliore dei modi». Come la Roma ha fatto ieri sera, almeno dal punto di vista disciplinare. Chivu era uno dei sei diffidati, che dopo le ammonizioni di Cassetti e Mexes sono diventati otto. «Durante la partita non ci ho pensato alla diffida. Se fossi stato ammonito non sarei uscito di casa per una settimana. Sappiamo vincere anche soffrendo, siamo una squadra che sa soffrire oltre che dare spettacolo».

    Soddisfatto della prestazione del gruppo anche il direttore sportivo giallorosso Daniele Pradè. «E' stata la vittoria del cuore e del sacrificio. Psicologicamente era una partita difficile, a pochi giorni dalla gara col Valencia e dal derby. Il nostro gruppo si è meritato un bel 10. Da queste reazioni si vede che stiamo crescendo. La nostra è una squadra che gioca bene, e quando giochi bene puoi fare gol in ogni momento della partita. Noi nel secondo tempo abbiamo creato tantissimo ed alla fine sono arrivati due gol che ci hanno permesso di ribaltare il risultato e di vincere la partita».

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