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    LOS ANGELES - Sono gli ultimi secondi, gli ultimi pugni, sudore e sangue e il cronometro si avvicina alla fine della sua corsa. Rocky traballa sulle gambe, cade, si rialza. L'alieno che gli sta davanti, con cui l'eroe scelto dagli umani si sta giocando la sopravvivenza del mondo intero, ha un ghigno scolpito sul volto orripilante. Rocky, con il mezzo occhio che gli rimane aperto, guarda Adriana, che grazie alla chirurgia plastica assomiglia a Pamela Anderson, e ha un sussulto, uno scatto, la mano che non si e' ancora infranta si sfila dal guantone e con un un ultimo pugno devasta il costato dell'alieno. Ne esce con il suo cuore, pulsante, stretto tra le dita. Ultima inquadratura: paparapaparapa'parapa', parte la musichetta di sempre e Rocky Balboa ha salvato il mondo.
    Rocky Balboa, il sesto e ultimo film, in uscita nelle sale americane, avrebbe potuto veramente essere cosi', invece, per fortuna di chi lo andra' a vedere, Stallone si e' assunto tutti i rischi, ha lottato anima e corpo e non ha accettato i compromessi che gli venivano proposti dai vertici della Mgm, riuscendo, anche se anni dopo la data prevista, a realizzare un suo piccolo capolavoro e chiudendo senz'altro degnamente un'avventura durata oltre trent'anni e che lo ha reso uno degli attori piu' riconoscibili al mondo.
    Eppure, racconta Stallone, ''in molti non volevano farlo e non volevano che io lo facessi. Mi hanno messo i bastoni tra le ruote, hanno fatto tutto il possibile per farmi demordere. Io non ci ho mai pensato nemmeno un secondo. Mi mettevo li' e cercavo di scrivere la sceneggiatura migliore. Quando pensavo di averla scritta la rileggevo e ricominciavo daccapo. Una volta che sono riuscito a finirla e sono stato soddisfatto e' come se si fosse sbloccato un catenaccio, come se la pallina avesse iniziato a rotolare. Gli eventi hanno preso una buona piega e alla fine il film mi sembra ottimo, con anche un'ottima recitazione da parte di tutti gli attori che ho voluto poco noti cosi' da essere piu' credibili. La credibilita' era troppo importante e infatti abbiamo girato tutto in location, anche il combattimento''.

    Un omaggio a Rocky, anche lento a volte, sicuramente romantico, con toni adeguati piu' ad un addio che a un arrivederci, ricco di flashback e con un filo diretto con la pellicola originale, di cui ricalca atmosfere e situazioni. Una pellicola nata per essere l'ultima e che ricalca la filosofia di Stallone secondo cui la vita e' circolare, l'inizio e' la fine. ''Era una cosa che dovevo fare, che sentivo di dover fare. E spero di avere chiuso in modo degno. Non ero soddisfatto della fine di Rocky e non riuscivo a vivere bene la mia vita, a ripartire. C'e' una scena nel film che riprende quella finale del primo film, quella corsa sulle scale a Philadelphia e l'ho girata all'ultimo, volontariamente. Nevicava e il cielo era plumbeo e mi sono messo a pensare: 'Quando saro' in cima alle scale sara' tutto finito. 30 anni della mia vita, tutto cio' che ho fatto di buono nella mia vita si conclude alla fine di queste scale'. Poi sono arrivato in cima e ho guardato sotto e mi sono detto, 'Beh, almeno lo hai fatto, sei arrivato qui, hai finito, nella neve, sulle scale. Perfetto, grazie Dio'. E poi e' finito tutto''.

    Dunque si torna sui primi passi, quelli che valsero a Stallone due nomination all'Oscar e fama eterna. In questo ultimo episodio Stallone ha perso ogni tipo di ambizione pugilistica e vive una vita serena, scandita da una routine animata di ricordi, di storie di pugilato raccontate ai tavoli del suo ristorante, chiamato Adriana's, in onore della moglie ormai scomparsa, di lunghe visite alla tomba della moglie e di un rapporto conflittuale con il figlio, fino a quando un canale televisivo non improvvisera' uno scontro sul ring tra campioni di altri tempi. Scontro virtuale, animato al computer, che vede vittorioso Rocky contro Dixon, il poco amato campione dei pesi massimi. Quest'ultimo non e' un killer, non e' uno degli avversari tipici di Rocky, che spesso hanno incarnato il male del momento. Si tratta di un giovane di talento che sul ring comprendera' Rocky e imparera' a rispettarlo. ''Gia', tutto avra' inizio quando Rocky vedra' quell¿incontro. Scoprira' di avere ancora voglia di mettersi alla prova. Di ritornare al punto di inizio, solo a combattere contro tutto e tutti alla ricerca di un sogno, l'ultimo da coronare, per dimostrare a se stesso e agli altri che nella vita a volte si presenta una seconda chanche e che se si trova la giusta convinzione non ci sono limiti, presunti o reali, che reggano. Credo sia un sogno universale quello di riprendersi qualche rivincita sulla vita. Non e' detto che poi uno debba avere successo, ma almeno uno ci ha provato. Ed e' quello che conta''.

    ''Credo la piu' grande frustrazione di una persona - spiega Stallone - sia quella di non potere esprimere il proprio potenziale, di non avere mai l'occasione giusta e di assecondare le tante voci che cercano sempre di tenerti nei limiti, di non sondare l'ignoto: lui ha qualcosa nello stomaco che deve calmarsi e questo incontro, comunque vada, qualunque siano i rischi per lui rappresenta l¿occasione per farlo''. Chiusa la faccenda Rocky, per Stallone si diceva che fosse rimasta aperta quella Rambo: ''No, il progetto che c'era e' saltato e onestamente non credo di avere piu' il fisico per interpretarlo e in piu' di questi tempi e' difficile trovare uno stato dove ambientare il film e un nemico finto, visto che sono tutti veri''.
    [font=impact]- Spikey Hair Campione Lega Champion Pigs 2004-05 - 2006-07[/font]
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  Rocky 6

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