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    Sul primato in classifica: "Se altri sono stati costretti a partire con dei punti di penalizzazione non è certo colpa dell'Inter".

    Massimo Moratti ha incontrato nel primo pomeriggio i giornalisti. Ma non si e' parlato solo del felicissimo momento nerazzurro.

    Si e' partiti con le eventuali analogie tra questa Inter e quella dei record del Trap: "Non credo che ci siano molti punti in comune con quella - spiega il patron nerazzurro - ma è indubbio che nell'Inter di oggi ci sia una buona sostanza di gioco e carattere. Ed il merito va a Mancini, che è un ottimo allenatore".

    A chi gli faceva notare che il dominio nerazzurro sia agevolato dall'esito di Calciopoli e dalla "latitanza" delle rivali storiche, retrocesse o penalizzate in estate Moratti prontamente ha ribattuto: "Il nostro primato sarà forse temporaneo, ma è più che mai meritato e legittimo, e va goduto fino in fondo. Se altri sono stati costretti a partire con dei punti di penalizzazione non è certo colpa dell'Inter, che al contrario deve essere fiera di quello che sta facendo".

    Ed anche in chiusura il patron ha di che ridire quando il discorso cade inevitabilmente sul rinnovo del contratto di Roberto Mancini: "Non riesco a capire perché se ne parli tanto. E credo che anche oggi questo argomento sia destinato a rimanere un mistero".
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    Inter, mistero Mancini: «Un posto per lavorare penso di poterlo trovare»

    Il tecnico replica con una battuta alla frase sibillina di Moratti.

    Attanagliata dall'impossibilità di essere normale, l'Inter cerca sempre un modo per rendersi più frizzante la vita. Undici successi di fila cominciano a essere bieca normalità, l'aver strada già spianata per la qualificazione in Champions è conquista passata agli archivi. Troppo poco per tener alta la tensione. Dunque meglio dedicarsi al «dietrolequinte», dove invece serpeggia un senso di insofferenza quando si parla del contratto di Mancini, che scadrà a giugno. Certo, in questo momento l'Inter sta filando come una formula uno, perché mai tanti cattivi pensieri? Ieri Moratti ha sorvolato con una battuta che potrebbe rappresentare sicurezza massima o totale incertezza. «Il contratto di Mancini? È un mistero e rimane un mistero». Detto così, potrebbe far pensare: l'ho già in mano e mi diverto a giocare con i dubbi.

    Però, quando la palla è tornata al tecnico, la battuta è stata accettata per tale, ma il discorso si è fatto più preciso. «Non mi preoccupo del contratto, perché non me ne sono mai preoccupato: nemmeno da giocatore. Un posto per lavorare penso di poterlo trovare. Credo in quello che faccio e voglio vincere. Invece mi dà fastidio che altri parlino del contratto, dicendo cose inesatte e stupide. Per esempio, si dice che ho fatto richieste allucinanti. Non è vero e non ho mai incontrato nessuno per parlare di queste cose». Riferimento non a Moratti, ma alle voci di dentro che imperversano nell'ambiente interista: problemi con il medico (è successo anche ad altri allenatori), una convivenza non sempre serena con Branca sulle questioni tecniche, qualche focolaio di spogliatoio. Non è detto che il tecnico voglia restare. Tanto dipenderà dalla Champions: Mancini quest'anno sogna di vincere tutto. In quel caso vorrebbe rimanere a ogni costo per il gusto di giocare l'Intercontinentale.

  Moratti:"Non riesco a capire perche' si continui a parlare del contratto d Mancini"

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