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    Scommesse, 21 calciatori nei guai
    Nella lista figurano Kalac e Iaquinta
    Accantonata "calciopoli", la Procura di Udine ha chiuso un'altra indagine: le scommesse. Nel mirino 21 giocatori (Di Michele, Iaquinta, Jankulowski, Kalac i più noti) che avrebbero puntato oltre 700mila euro. I reati contestati sono "scommesse abusive" e "violazione delle leggi antiriciclaggio". Ora la palla passa al Capo ufficio indagini dela Figc, Borrelli, e potrebbero piovere squalifiche un po' per tutti i coinvolti.

    L'ombra del calcio scommesse tona ad alleggare inquietante. Per ora non si possono ancora ricondurre i quasi 700 mila euro di puntate effettuate da 21 giocatori al "taroccamento" di alcune partire di campionato da parte dei calciatori, ma il sospetto resta, e a chiarirlo dovrà essere ancora lui, sì, come quest'estate con lo scandalo calciopoli, il capo ufficio indagini della Figc, Francesco Saverio Borrelli, a cui la Procura di Udine ha già inviato tutti i fascicoli. A questo punto tremano tutti i giocatori coinvolti, alcuni hanno smesso, altri sono a fine carriera, ma altri ancora sono in piena attività. L'elenco dei 21, infatti, comprende anche nomi illustri: il campione del mondo Iaquinta, il forza all'Udinese, Jankulovski e Kalac del Milan, Di Michele del Palermo, e anche il capitano odierno dei friulani Pinzi. Inoltre la lista, resa pubblica dalla procura di Udine, comprende Abeijon (Atalanta), Bia (ex Bologna, Inter e Napoli), Bordin (ex Napoli), Ferrante (Pescara), Fresi (ex Inter), Gregori (ex Udinese e Verona), Thomas Manfredini (Bologna), Margiotta (Frosinone), Pierini (ex Udinese), Pineda (ex Udinese), Scarlato (Spezia), Schwoch (Vicenza), Sgrigna (Vicenza), Sommese (Mantova), Sosa (Napoli), Walem (ex Udinese). Nell'ambito dell'inchiesta sulle scommesse clandestine avviata nel 2005 il sostituto procuratore Lorenzo Del Giudice avrebbe accertato, tra il 1998 e il 2005, un giro d' affari di oltre 10 milioni e mezzo di euro.

    La dinamica era molto semplice. Tutti i giocatori coinvolti facevano affidamento ad un unico bookmaker abusivo: il signor Armando Zamparo, 47enne edicolante di piazza Matteotti a Udine, che contattava il suo referente presso l'agenzia di scommesse Eurobet e piazzava puntate da capogiro. Puntate anche da 146 mila euro, come ha fatto Ferrante (ex Torino, Inter, Catania, Bologna e ora in B al Pescara). I giocatori firmavano anche assegni in bianco, come ha fatto Jankulovski, che poi l'edicolante girava su suoi conti privati in Svizzera, Gibilterra o a Londra. Tutto sicuro, addirittura il software del computer di Zamparo (grazie anche alla complicità di un funzionario locale) non memorizzava le scommesse, e la finanza è riuscita a ricostruire il giro di puntate anche grazie al sequestro dei pc portatili dei giocatori, oltre che alle intercettazioni telefoniche. Chiamate molto frequenti a ridosso del match, come il caso di Di Michele, che avrebbe puntato addirittura su una partita che lo vedeva coinvolto (Udinese-Inter del 19 febbraio 2005), e che poi di colpo si sono interrotte quando l'inchiesta è diventata pubblica.

    Le partite sotto la lente d'ingrandimento sono 4, tutte finite in parità: Reggina-Bologna (maggio 2005) e Ascoli-Cagliari, Parma-Siena, Udinese-Chievo (22 aprile 2006). Resta il fatto che un calciatore ha il divieto di scommettere su eventi calcistici del campionato nazionale, e dai tabulati risulta che addirittura dei giocatori dell'Udinese avrebbero chiamato il fido edicolante anche nell'intervallo della gara per puntare. Il timore di trovarsi di fronte a un nuovo scandalo calcioscommesse esiste, dovrà essree ancora una volta Borrelli a fare chiarezza sul calcio.

  Scommesse, 21 calciatori nei guai

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