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    Henry al veleno in Francia

    Il francese spara a zero sul Pallone d'oro: "Cannavaro a Berlino mi ha messo al tappeto dopo 1', è chiaro che lo ha fatto apposta. I grandi difensori non si comportano così"

    PARIGI, 6 dicembre 2006 - Finora lo avevano difeso allenatori amici, da Wenger al c.t. Domenech, passando per Houllier del Lione, colleghi di club e Nazionale, e la maggioranza della stampa francese. La tesi: il vincitore morale del Pallone d'oro, come per i mondiali la Francia, non è Fabio Cannavaro, ma Thierry Henry. Il "magnifico perdente", come lo ha definito Le Figaro, si è consolato con l'Onze d'or, premio attribuito dai lettori di Onze Mondial, mensile calcistico transalpino di riferimento. E nell'intervista di rito, il gunner ne approfitta per sparare a zero sul difensore del Real Madrid.

    SCORRETTEZZE - Lo spunto viene proprio dalla finale persa contro l'Italia a Berlino e, in particolare, da quello scontro avvenuto al 1' di gioco proprio con Cannavaro, che lo mise al tappeto per qualche minuto. Quasi un segno premonitore. "E' chiaro che lo ha fatto apposta - dichiara il francese -. Eravamo a 50 metri dalla porta, lascio andare il pallone e lui fa finta di non vedermi arrivare. Ha fatto la stessa cosa con Ribery al 1' di Francia-Italia, allo Stade de France". Da qui la sentenza: "Per me, un grande difensore non deve entrare in questo genere di gioco che non vale niente. Un difensore non deve essere mai a terra. Chiudere a quel modo è veramente l'intervento estremo". Non è tutto. "Grandi difensori sono piuttosto Laurent Blanc, Lilian Thuram, Paolo Maldini o Marcel Desailly che era certamente un duro, ma sempre corretto".

    EDITORIALE - Teoria già avvallata dall'Equipe e da France Football che, nell'editoriale post-premiazione di venerdì, volta pagina sull'edizione 2006 del premio più ambito, prendendo atto delle critiche pro-Henry e affondando di conseguenza l'ex juventino: "Fabio Cannavaro probabilmente non è il miglior Pallone d'oro di tutti i tempi e ci dispiace che non sia stato preceduto da qualche Facchetti, Baresi, Maldini (...). Per il resto, Cannavaro è senza dubbi il primo Pallone d'oro figlio di un calcio immerso nelle turpidudini fino al collo". Merci.


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    Henry, miele per Cannavaro

    Il francese in un'intervista alla Gazzetta elogia il Pallone d'oro: "Lo ha meritato: spero che sia felice e lo guardi ogni sera prima di dormire. Troppa gente ha cercato di metterci contro, ma io gli dico bravo"

    LONDRA, 6 dicembre 2006 - C'è un francese che applaude Fabio Cannavaro, Pallone d’oro 2006. Un francese di classe, non solo in campo. Un francese che ci sperava, nonostante due finali perdute tra maggio e luglio. Thierry Henry applaude Cannavaro. Bisogna essere molto, molto cattivi per pensare che il "bravo Fabio" che gli invia attraverso la Gazzetta sia condizionato dalla diplomazia. Troppi francesi non sono nemmeno arrivati a questo. Francesi come Arséne Wenger, il tecnico dell’Arsenal che continua a schiumare per il successo del capitano azzurro. Il vincitore, ringhia, doveva essere Henry. Almeno prima delle scintille di venerdì scorso, dopo l’allenamento al centro tecnico di London Colney. Vigilia tesa di un derby difficile in una stagione già compromessa per i Gunners, 16 punti dietro il Manchester United, e a -10 dal Chelsea. Vigilia del derby col Tottenham, scontro frontale tra il tecnico e il fuoriclasse. In tribuna all’Emirates Stadium, Henry ha visto i giovani leoni dell’Arsenal sbriciolare gli Spurs3-0.
    Oggi i Gunners ci riprovano senza di lui, per forza di cose. A Oporto l’Arsenal ha bisogno di un pari per evitare la bocciatura in Champions League. Un punto è sufficiente per passare agli ottavi a braccetto con il Porto. Henry resta a Londra, squalificato e infortunato. Ne approfitta per lanciare con Tommy Hilfiger la sua nuova campagna contro il razzismo. Lo stilista gli dedica una linea classico-casual destinando alla fondazione "THe One For All" i ricavati dalle vendite mondiali. Due TH, Henry e Hilfiger, meglio di uno. "La vita e il calcio mi hanno già dato tanto, sento il bisogno di ricambiare: combattendo il razzismo e la povertà. Mi rivolgo ai ragazzini, perché loro possono imparare. Per gli adulti può essere troppo tardi. Ho avuto un'infanzia difficile, so che significa un campetto di calcio, di basket, per dare la speranza ai ragazzini di un quartiere emarginato. Voglio costruire scuole e impianti sportivi, in Inghilterra, in Francia, in Africa, in tutto il mondo».

    - Parliamo un attimo di Pallone d’oro. Cannavaro, che lo ha vinto, ne ha sentite di tutti i colori.
    "Ha vinto il Mondiale. Ha avuto una grande carriera, è un grande, che sia felice. Spero che abbia messo il trofeo davanti al letto, che lo guardi ogni sera prima di addormentarsi. Se lo merita. Troppa gente ha cercato di metterci contro, ma io non dico altro che: bravo, hai vinto, le chiacchiere e le cattiverie non cambiano nulla".

    - Wenger ha smentito la tensione tra voi. Davvero non è successo nulla?
    "Ho un sacco di guai fisici, da dopo il Mondiale. Problemi alla schiena, al collo, adesso al nervo sciatico della gamba sinistra. Non è facile rassegnarsi a stare fermi. Ma starò fermo almeno un mese. È dura per tutti quelli che amano il loro lavoro, pittori, scrittori, calciatori. Debbo accettare che è meglio così. Tornerò più fresco e più in forma di prima".

    - L'Arsenal è ormai fuori gara in Premiership, stasera rischia la Champions. Perché?
    "Non cerco scuse, ma adattarsi al nuovo stadio richiede tempo. Non basta una manciata di partite per sentirsi 'in casa'. Ci sono tanti giovani in squadra, siamo partiti male, ma il talento è innegabile. Senza di me sono stati straordinari contro il Tottenham. Con Cesc Fabregas, Van Persie e Adebayor in stato di grazia possiamo andare lontano. E battere il Porto. E ci crediamo ancora: in campionato e in Champions".

    - Nessun rimpianto, quindi?
    "Barcellona? No, nessuno. Con Wenger è tutto a posto, chi voleva la guerra tra noi è restato di stucco dopo il comunicato del boss. Certo che è tutto okay. Certo che non lascio l’Arsenal. Alla mia età, al mio livello, diventano importanti anche l'amore e l’affetto".

    - Più dei trofei?
    "Voglio vincere come sempre, ma ammiro le grandi bandiere, Maldini e Baresi sempre fedeli al Milan, Bergomi all’Inter, Hierro al Real Madrid. Nel calcio non contano solo i trofei...".
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    io schifo cannavaro... sportivamente è una merxa (e chi si scorda le telefonate a moggi quando diceva che all'inter giocava male così sarebbe andato per 2 lire alla juve ? o quando si dopava al parma per alterare le sue presatazioni ?)

    però lo ribadisco da mesi... i francesi son più rosiconi di massituo :cool:
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    Questa si chiama schizofrenia... :asd:
    [size=1][i]"Ci sono vari strumenti meccanici che aumentano l'eccitazione sessuale, specialmente nelle donne. Tra i più importanti sicuramente c'è la Mercedes-Benz 380SL." (Lynn Lavner)

    "La differenza tra un genio e uno stupido è che il genio ha de

  Henry....

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