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    Dieci richieste di rinvio a giudizio, nell'ambito dell'inchiesta sul doping amministrativo delle società di calcio, sono state depositate all'ufficio del Gip dal pm Massimo Terrile, titolare dell'inchiesta, coordinata dal procuratore aggiunto Franco Cozzi.

    I bilanci sotto accusa sono relativi al 2003-2004 per il Genoa e al 2002-2003 per la Sampdoria. I dirigenti sportivi nei cui confronti è stato chiesto il rinvio a giudizio sono: Adriano Galliani, ex vicepresidente e amministratore delegato del Milan, Riccardo Garrone e Beppe Marotta, rispettivamente presidente e direttore generale della Sampdoria, Enrico Preziosi, patron del Genoa, e Gianni Blondet, ex direttore generale, Giorgio Lugaresi e Gabriele Valentini, rispettivamente ex presidente ed ex segretario del Cesena, Franco Soldati e Pierpaolo Marino, rispettivamente ex presidente dell' Udinese ed ex direttore generale.

    I magistrati hanno chiesto inoltre anche il rinvio a giudizio della società Genoa Calcio, a cui potrebbe venire comminata una sanzione pecuniaria che sostituisce la condanna penale, come previsto dal decreto legislativo del 2001. I reati contestati sono falso in bilancio per Galliani e gli altri dirigenti indagati, tra cui cui Garrone e Preziosi, e il reato tributario di utilizzo di fatture per operazioni inesistenti (di compravendita di giocatori e di diritti) per il solo Genoa. Per il reato tributario contestato al Genoa, le altre società coinvolte sono Cesena (bilancio 2003) e Udinese (bilancio 2004).

    Nei confronti di Galliani l'accusa è scaturita dalla presunta supervalutazione di un calciatore di origine nigeriana, Ikechukwu Kalu, che sarebbe stato ceduto dalla Sampdoria al Milan per un importo di circa due milioni di euro. Contestualmente la Sampdoria avrebbe acquisito una partecipazione sul giocatore per un milione di euro. Ora Kalu gioca nel Chiasso, campionato di serie B svizzero. Il procuratore aggiunto Francesco Cozzi e il pm Massimo Terrile, hanno inoltre ipotizzato che nel bilancio del Genoa del 2003, ci sia stato un intreccio fittizio di fatture per la compravendita di giocatori e di diritti con la società Cesena (nel 2003) e con l' Udinese (nel 2004) con conseguente azzeramento dell' Iva.

    Ad esempio nel 2003 il Genoa ha ceduto al Cesena per 2,5 milioni di euro un calciatore. Contestualmente il Cesena ha ceduto per lo stesso prezzo il diritto su un altro calciatore, evitando in questo modo il pagamento dell' Iva. I giocatori in questione erano Ferrando e Cacaci. Lo stesso meccanismo di cessioni incrociate dei giocatori Behrami, Boisfer e Nicolucci è stato riscontrato dagli investigatori tra il Genoa e l' Udinese. I magistrati hanno ritenuto che il corrispettivo ottenuto dal Genoa sia stato gonfiato e che la fattura di acquisto del Genoa dal Cesena nasconda una operazione fittizia. E così sarebbe avvenuto anche per le altre compravendite con l' Udinese.

    I magistrati in sostanza hanno ipotizzato che nel bilancio del 2003 l' attivo del Genoa sia stato incrementato fittiziamente di 4 milioni e mezzo di euro per l' acquisto di calciatori. Hanno contestato inoltre la responsabilità penale anche delle persone giuridiche, in questo caso del Genoa, per il reato di falso in bilancio. Ai dirigenti della Sampdoria e a Galliani invece è stato contestato solo il reato di falso in bilancio relativo al 2002-2003.
    NON LASCIARE MAI CHE LA PAURA DI PERDERE TI IMPEDISCA DI PARTECIPARE!!!

  10 indagati x falso in bilancio....

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