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    Originally posted by knaz00
    funerali di stato oppure no?

    io dico no :soldier:


    Fossa comune, senza lapide, senza nome.
    [size=1][i]"Ci sono vari strumenti meccanici che aumentano l'eccitazione sessuale, specialmente nelle donne. Tra i più importanti sicuramente c'è la Mercedes-Benz 380SL." (Lynn Lavner)

    "La differenza tra un genio e uno stupido è che il genio ha de
  2.     Mi trovi su: Homepage #4505199
    Salvador - Nomadi

    Salvador era un uomo, vissuto da uomo
    morto da uomo, con un fucile in mano.
    Nelle caserme i generali, brindavano alla vittoria
    con bicchieri colmi di sangue, di un popolo in catene.

    Da un cielo grigio di piombo
    piovevano lacrime di rame,
    il Cile piangeva disperato
    la sua libertà perduta.

    Mille madri desolate, piangevano figli scomparsi
    l'amore aveva occhi sbarrati di una ragazza bruna.
    Anche le colombe erano diventate falchi,
    gli alberi d'ulivo trasformati in croci.

    Da un cielo grigio di piombo
    piovevano lacrime di rame,
    il Cile piangeva disperato
    la sua libertà perduta.

    Ma un popolo non può morire, non si uccidono idee
    sopra una tomba senza nome, nasceva la coscienza.
    Mentre l'alba dalle Ande rischiara i cieli,
    cerca il suo nuovo nido una colomba bianca.

    Da un cielo grigio di piombo
    piovevano lacrime di rame,
    il Cile piangeva disperato
    la sua libertà perduta.
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    http://www.repubblica.it/2006/12/sezioni/esteri/pinochet-cile/pinochet-sepulveda/pinochet-sepulveda.html

    LE IDEE

    Troppe complicità
    per chi ha tradito un paese


    di LUIS SEPULVEDA

    Sono chiuso in casa da tre settimane per terminare un romanzo, senz'altra compagnia se non quella del mio cane Zarko e del mare, felice tra i miei personaggi, ma dalle prime ore di domenica, ho cominciato a ricevere delle telefonate dei miei amici e amiche del Cile.

    "Prepara i calici", mi dicono dal mio lontano paese. Ho pronta una bottiglia di Dom Perignon in frigorifero. È un riserva speciale e me la regalò a questo fine il mio caro amico Vittorio Gassman una sera a Trieste. "Spero che la berremo insieme", mi disse in quell'occasione e sarà così, perché a casa mia c'è un calice che porta inciso il suo nome.

    Alla radio, una voce dice che il tiranno sta davvero male e che, a quanto pare, stavolta la Parca se lo porterà all'inferno degli indegni, anche se noi cileni non ci fidiamo mai delle repentine malattie che lo colpiscono ogni volta che deve affrontare la giustizia.

    Vorrei essere in Cile tra i miei cari e condividere con loro la spumeggiante allegria di sapere che finalmente finisce l'odiosa presenza del vile che ha mutilato le nostre vite, che ci ha riempito di assenze e di cicatrici. Pinochet non solo ha tradito il legittimo governo guidato da Salvador Allende, ha tradito un modello di paese e una tradizione democratica che era il nostro orgoglio, ma in più ha tradito anche i suoi stessi compagni d'armi negando che gli ordini di assassinare, torturare e far scomparire migliaia di cileni li dava lui personalmente, giorno dopo giorno. E come se non bastasse, ha tradito i suoi seguaci della destra cilena rubando a dismisura e arricchendosi insieme al suo mafioso clan familiare.

    L'ex dittatore paraguayano, Alfredo Stroessner, è morto poco tempo fa nel suo esilio brasiliano, pazzo come un cavallo, dichiarando persone non gradite in Paraguay cento persone al giorno i cui nomi estraeva dall'elenco del telefono di Sau Paulo. Pinochet, invece, muore simulando una follia che gli permette fino all'ultimo minuto di fare assegni e transazioni internazionali per nascondere la fortuna che ha rubato ai cileni. Muore amministrando il suo bottino di guerra con la complicità di una giustizia cilena sospettosamente lenta.

    Smette di respirare un'aria che non gli appartiene, di abitare in un paese che non merita, tra cittadini che per lui non provano altro che schifo e disprezzo. Ma muore, e questo è quello che importa. La sua immagine prepotente di "Capitán General Benemérito", titolo di ridicola magniloquenza che si autoconcesse, svanisce nella figura dell'anziano ladro che nasconde il suo ultimo furto tra i cuscini della sedia a rotelle. Ma muore, e questo è quello che importa.

    Prima di tornare al mio romanzo, apro il frigorifero e palpo il freddo della bottiglia. Poi dispongo i calici con i nomi dei miei amici che non ci sono, dei miei fratelli che difesero La Moneda, di quelli che passarono nei labirinti dell'orrore e non parlarono, di quelli che crebbero nell'esilio, di quelli che fecero tutte le battaglie fino a sconfiggere il miserabile che ha gettato un'ombra sulla nostra vita per sedici anni ma non ci ha tolto la luce dei nostri diritti. Con tutti loro brinderò con gioia alla morte del tiranno.
    (traduzione di Luis E. Moriones)
  4.     Mi trovi su: Homepage #4505204
    91 anni...

    Mica paglia.

    Lui, nella norma, muore.
    Vetrine infrante. Scontri nuovi.
    Migliaia a piangerlo, in Piazza o nascosti dai vellutri...
    Dietro le tende col pizzo.
    Nelle little Italy di ogniddove.

    La lista dei salici e` infinita...
    Nobili, Papi, SuperBorghesi....e poi i fascisti, i maxoni, i maxisti...i bushisti, i generali...
    Ho visto piangere anche Max.

    Lui muore.
    Il loro dio gli ha recalato 91 anni e Lui, alla fine, muore.

    Lui e` ancora vivo.
    Guardiamoci intorno, a destra e anche a sinistra (per non parlare del dietro dov'e` il centro)

    Basta con le Feste e Vigilantes...


    Forza Vicenza : C'e`:approved: :approved:




    Su Contiamo, Compagni:asd: :asd:
  5.     Mi trovi su: Homepage #4505205
    di solito provo sempre un minimo di compassione nei confronti di chi muore se non fosse altro che per il grande rispetto che nutro nei confronti della vita umana ma alla notizia della morte di Pinochet non ho provato nulla, stavolta ha prevalso il ricordo degli atroci orrori vissuti da un popolo, quello cileno, torturato da questo uomo che ha fatto assassinare migliaia di persone ed ha tenuto un popolo intero nel terrore, un uomo che non ha esitato a togliere la vita ai suoi simili, fratelli solo ed unicamente per propri interessi personali.
    mi unisco al brindisi di Sepulveda, in un abbraccio ideale con tutti quei i cileni che hanno vissuto quegli anni infernali anche se la morte di Pinochet non ridarra' mai loro quello che gli è stato barbaramente sottratto :volemose:
    solo due cose sono infinite l'universo e la stupidita' delle persone
    A. Einstein


    [SIZE=1][I]Il mago fece un gesto e scomparve la fame, fece un altro gesto e scomparve l'ingiustizia, poi un altro ancora e te
  6.     Mi trovi su: Homepage #4505207
    Originally posted by lallo
    di solito provo sempre un minimo di compassione nei confronti di chi muore se non fosse altro che per il grande rispetto che nutro nei confronti della vita umana ma alla notizia della morte di Pinochet non ho provato nulla, stavolta ha prevalso il ricordo degli atroci orrori vissuti da un popolo, quello cileno, torturato da questo uomo che ha fatto assassinare migliaia di persone ed ha tenuto un popolo intero nel terrore, un uomo che non ha esitato a togliere la vita ai suoi simili, fratelli solo ed unicamente per propri interessi personali.
    mi unisco al brindisi di Sepulveda, in un abbraccio ideale con tutti quei i cileni che hanno vissuto quegli anni infernali anche se la morte di Pinochet non ridarra' mai loro quello che gli è stato barbaramente sottratto :volemose:


    mai parole più giuste hanno saputo descrivere i miei pensieri. Mi accodo all'immaginaria, quanto infinita, fila di persone che con questo scrittore brindano alla fine di uno dei più sanguinari e barbari dittatori nella storia dell'umanità.
    Mi piace immaginare che aspettando in questa fila immaginaria la gente ricordi cosa è stato e cosa non verrà mai dimenticato. Mi piace pensare ad Isabell Allende che ricorda lo zio Salvador mentre resiste nel Palazzo La Moneda all'assalto di uno dei propri fidati. Alle persone che alzando il calice ricordano le migliaia di vittime di cui nessuno sa più nulla, i desaparecidos.
    Mi piace sperare che questi ricordi non verranno tenuti solamente come tali, ma come insegnamenti che la storia ci offre e dei quali ogni essere vivente dovrebbe trarne giovamento.
  7.     Mi trovi su: Homepage #4505208
    Peccato sia morto .. doveva vivere un altro bel pò ma soprattutto soffrire un altro bel pò di anni .. da malato terminale

    poi come ho sempre detto sono i leccapiedi il vero male, la gente che si vende anche il cu*o per 2 soldi .. e fin qundo non si estingueranno i leccapiedi, gli schifosi assassini come Pinochet avranno sempre tanta forza

    una delle poche volte che non mi rallegro che al mondo sia venuta a mancare un pò di immondizia

    e se volete scusate la mia mancanza di tatto ...

  10/12/2006, muore Pinochet

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