1. I'm only happy when it rains  
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    L'acclamato autore di "Dancing in the dark" e "Dogville", teorico del Dogma
    lancia i lookeys: un gioco mentale interattivo con lo spettatore protagonista
    Cinema, l'ultima follia di Von Trier
    sono i film a quiz (con ricco premio...)
    Nella sua prossima fatica, "The Boss of it all", saranno inseriti oggetti "sbagliati"
    Chi guarda deve indovinare la chiave che li unisce: il primo vince 4 mila euro


    STRAVAGANZE da autore inquieto, o nuova frontiera della settima arte? In attesa di conoscere il responso del pubblico, ecco l'ultima, eccentrica iniziativa di un regista unico come Lars Von Trier: i lookeys. Ovvero film con annesso rebus di tipo quasi enigmistico, e con premio finale di alcune migliaia di euro.

    Detto così - la pellicola a quiz, il mind game per cinefili - suona accattivante, e vagamente folle. Ma lui, Von Trier, le idee sembra averle chiarissime. Così come per le precedenti innovazioni partorite dalla sua mente: prima il celebre manifesto ultrarealista del Dogma, poi il sistema Automavision, un modo per fare film senza utilizzare i cameramen. Insomma, tanta voglia di stupire, di andare oltre i canoni. Ma anche una carriera ricca di opere sicuramente interessanti, spesso premiate ai festival: da Le onde del destino (con Emily Watson) a Dogville (con Nicole Kidman), passando per Dancing in the dark (con Bjork). Tanto per citarne alcune.

    E adesso, in tema di innovazioni, tocca appunto ai lookeys. Illustrati dallo stesso cineasta al sito ScreenDaily.com. In primo luogo, il dove e quando: questa sorta di sfida lanciata allo spettatore troverà spazio già nella sua prossima fatica, The Boss of it all.

    In concreto, guardando l'opera, chi è in sala si accorgerà che sullo schermo appariranno, nel corso dello svolgimento, da cinque a sette oggetti definiti "insoliti", "fuori contesto". Fuori posto, insomma. Sono questi, i lookeys. "A prima vista sembrano dei piccoli errori - spiega Von Trier - invece sono un enigma che deve essere risolto, trovando un codice unico". Una sorta di parola o concetto-chiave, che spiega quelle anomalie.

    E non si tratta solo di un gioco da portare avanti per il piacere di farlo, come se fosse un Sudoku. No. Perché il regista, al primo spettatore della sua Danimarca che svela il mistero, offre anche qualcosa di molto concreto: i soldi. Trentamila corone danesi, poco più di quattromila euro. Insiema alla possibilità di comparire nella sua pellicola successiva.

    L'incognita, a questo punto, è la seguente: il pubblico accetterà il guanto della sfida enigmistica lanciata da Von Trier? In termini di botteghino, la curiosità o la voglia di vincere potranno forse funzionare. La controindicazione, invece, è che si tratta di un sistema che sicuramente distrae chi guarda dallo svolgimento del film, dalla sua qualità cinematografica.

    Ma tanto il protagonista di questa iniziativa è abituato a stupire, e anche a dividere. Come nel 1995, quando, per diffondere il suo manifesto in dieci punti sul Dogma (uno stile cinematografico caratterizzato da un realismo volutamente eccessivo e senza trucchi registici), stupì i partecipanti a una conferenza parigina lanciando 500 volantini. Spettacolo o sincera convinzione, l'enigma Von Trier resta irrisolto.

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    Ecco un ottimo metodo per "vendere" il proprio film.... :rolleyes:
    Comincio a credere che non conta quanto tu ami qualcuno: forse quello che conta è quello che riesci a essere quando sei con qualcuno.

  Von Trier: film a quiz!

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