1.     Mi trovi su: Homepage Homepage #4508145
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    Un riconoscimento per tutti noi, popolo di navigatori... del WEB. :)


    Dal sito de "La Repubblica":

    Il prestigioso settimanale americano ha scelto come simbolo del 2006
    "tutti coloro che hanno partecipato all'esplosione della democrazia digitale"
    Time, tributo al world wide web l'internauta "Persona dell'anno"





    WASHINGTON - L'internauta. E' lui la Persona dell'anno 2006 per la rivista Time. Il settimanale, pubblicando in copertina un computer con uno specchio al posto dello schermo, ha scelto come simbolo dell'anno che sta per concludersi "You", cioé "tutte le persone che hanno partecipato all'esplosione della democrazia digitale" usando Internet per diffondere parole, immagini e video, contribuendo al successo di siti come 'YouTube' o 'MySpace'.

    "Se voi scegliete un individuo dovete giustificare come questa persona ha influenzato milioni di altre persone - ha detto un dirigente di Time - Ma scegliendo milioni di persone, come è accaduto quest'anno, non ci obbliga ad alcuna giustificazione". I responsabili del settimanale spiegato che la rosa finale dei possibili candidati al titolo di "Persona dell'Anno" comprendeva il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad, il presidente cinese Hu Jintao, il leader nordcoreano Kim Jong-il e l'ex segretario di Stato Usa James Baker (capo della commissione bipartisan sull'Iraq), con una leggera preferenza per l'iraniano.

    Ma alla fine, dopo prolungata riflessione è stato deciso di andare in un'altra direzione celebrando l'esplosione del World Wide Web: tutti coloro che hanno contribuito a questo fenomeno, secondo il settimanale, meritano di essere designati "Persona dell'Anno". Da qui l'idea di porre uno specchio sulla copertina del numero che comparirà lunedì in edicola. Non è la prima volta che Time evita di scegliere una persona per il suo celeberrimo annuale. Nel 1966 fu scelta la generazione degli under-25, nel 1975 vennero designate le donne americane, nel 1983 fu la volta del computer.

    "Lo strumento che rende tutto questo possibile è il World Wide web - ha spiegato Time - E' uno strumento per mettere insieme i piccoli contributi di milioni di persone e trasformarli in un fenomeno dalle notevoli conseguenze".

    In passato "i giornalisti avevano il potere esclusivo di portare la gente in luoghi dove non era mai stata - sottolinea il giornale - Ma adesso una madre a Bagdad munita di videotelefono può mostrare a tutto il mondo le conseguenze di un attentato".

    L'anno scorso Time aveva scelto come "Persone dell'Anno" i 'Buoni Samaritani' Bill e Melinda Gates e la rock star Bono Vox. Nel 2004 la scelta era caduta sul presidente americano George W. Bush. Nel 2003 era stato designato "Il Soldato Americano". Ma quest'anno, stando al settimanale, "siamo tutti Persone dell'Anno".
    Ciao
    Angelo
  2.     Mi trovi su: Homepage Homepage #4508147
    Occhio a Internet tramite cellulari! Leggete cosa è capitato a questo tizio:

    Dal sito di Punto Informatico:

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    50mila euro di bolletta in 20 giorni
    A tanto ammonta il conto di un utente che aveva ignorato i limiti della sua connessione semi-flat da rete mobile. Ora dice: non sapevo di questi costi


    Errore? Bolletta gonfiata? In questo caso sembrerebbe proprio di no, stando alla notizia che, segnalata dal quotidiano L'eco di Bergamo, ha fatto rapidamente il giro della rete e della stampa. Un artigiano 30enne del comune bergamasco di Ciserano avrebbe infatti usato la connessione internet legata all'offerta Vodafone Connect 600, soluzione che prevede un canone mensile di 35 euro + IVA e include 600 MB di traffico a bimestre.

    L'utente, secondo la cronaca, sarebbe rimasto connesso ad Internet dal 23 ottobre all'11 novembre e avrebbe scaricato dalla rete tre film. "Lasciavo il PC connesso anche tutta la notte, credendo che fosse tutto già pagato" ha raccontato il giovane al quotidiano. I contenuti multimediali possono avere dimensioni consistenti, e i film possono occupare centinaia di Megabyte (quando non superano il GigaByte). L'artigiano avrebbe così abbondantemente superato (ignorandone o dimenticandone l'esistenza) la soglia bimestrale dei 600 MB inclusa nel canone, passando alla tariffa prevista per il traffico eccedente, ossia 0,2 centesimi a KiloByte, raggiungendo il ragguardevole importo di 49.015 euro.

    L'incauto utente ha così pensato di bussare alla porta di un'associazione di consumatori, lamentando di non avere ricevuto sufficienti informazioni dal punto vendita presso cui ha sottoscritto il contratto e di non avere ricevuto un tempestivo avvertimento, da parte di Vodafone, in relazione alla spropositata crescita dell'importo addebitato, dovuta al superamento della soglia contrattuale. È pur vero che le associazioni di difesa del consumo suggeriscono sempre caldamente di leggere con attenzione i contratti, con tutte le clausole e i relativi dettagli, soprattutto di carattere tariffario, che peraltro Vodafone - per l'offerta in questione - espone anche sul proprio sito web.

    C'è da osservare, infine, che - con tutta probabilità - la scelta dell'utente di una soluzione broadband mobile è stata dettata dalla necessità di trovare un'alternativa ad una - altrimenti certa - condizione di digital divide: la sua zona di residenza non risulterebbe infatti coperta da soluzioni "wired" di banda larga. Un gap tecnologico di cui soffrono moltissimi italiani.

    Dario Bonacina

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    Ciao
    Angelo
  3.     Mi trovi su: Homepage Homepage #4508148
    Tremendo! 50.000 :eek: da infarto!, a parte lo sbaglio d'ell'utente o del gestore, meglio aspettare tempi migliori per questo tipo di connessioni, sicuramente la cosa dovrebbe stabilizzarsi a nostro favore :yy:
    "Quando questo artefatto sprigionera' la sua furia verso il basso, le linee di giunzione del pianeta esploderanno. Jörmungandr, la serpe di Midgard si levera' sputando veleno nei cieli, e tutto il mondo verra' consumato da fuoco e cenere...Ragnarök! La settima era ci attende!"...

    Lara Croft Global Staff
  4.     Mi trovi su: Homepage Homepage #4508150
    Quando si dice "avere la testa tra le nuvole". A quando una legge per i diritti civili delle caffettiere? :D
    Questi politici han visto troppi films di fantascienza.


    Dal sito "Punto Informatico":

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    Regno Unito per i diritti dei robot
    Regno Unito per i diritti dei robot
    Uno studio commissionato dal governo britannico analizza uno scenario in cui i robot potrebbero affrancarsi dall'uomo e condurre una vita da ordinari cittadini. Per riflettere sul domani tecnologico

    Roma - Il chip è mio, e me lo gestisco io! Ro-bot Po-wer! Echi metallici, in queste voci che si levano all'unisono. Nulla a che vedere con la letterautura fantascientifica. Fra cinquant'anni, prevede il governo britannico, i robot potrebbero decidere di affrancarsi dai loro proprietari umani, e rivendicare i loro diritti.

    "Potrebbe essere necessario un cambiamento di prospettiva di proporzioni monumentali se i robot si svilupperanno al punto di conquistare la possibilità di riprodursi e di migliorarsi, se nei loro circuiti si instillerà l'intelligenza artificale." Questo il presupposto del report "Robo-rights: Utopian dream or rise of the machines?", commissionato dal governo inglese a Ipsos-MORI, Outsights e Institute For The Future. Un titolo emblematico perché ricorda sia l'ultimo episodio della saga cinematografica di Terminator, sia quel Do Androids dream of Electric Sheeps di un celebre racconto di Philip K. Dick, che diede lo spunto a Ridley Scott per la realizzazione del celebre film Blade Runner (vedi immagine qui sotto).

    Se si saprà gestire questo avanzamento in modo appropriato, le prospettive di migliorare la condizione dell'umanità sono notevoli: i robot potrebbero rappresentare una risorsa inesauribile di manodopera qualificata, una fonte di intelligenza capace di lavorare in sinergia con quella umana.

    Al momento le macchine sono oggetti, sono, tautologicamente, proprietà di chi li possiede. Anche gli oggetti senzienti più evoluti sembrano accondiscendere a questo precetto. Ma, progressivamente, le macchine potrebbero iniziare a sviluppare risposte emozionali, a rendersi coscienti della loro condizione asservita, e rivendicare la parificazione rispetto all'uomo.

    Nel momento in cui i robot saranno intelligenti quanto le persone che li hanno creati, si comporteranno come ordinari cittadini, peseranno su di loro responsabilità civili come voto, doveri nei confronti dell'erario, leva obbligatoria, e lo stato dovrà riconoscere loro il diritto a sussidi di disoccupazione e ad assistenza tecno-sanitaria.

    È uno scenario soltanto speculativo, quello tracciato dalla ricerca inglese. Ma Sir David King, consulente scientifico del governo britannico, rivela che è comunque necessario esplorare tutto il ventaglio delle possibilità che si potrebbero dispiegare, in modo che non ci si trovi spiazzati nel momento in cui la questione diventerà di interesse politico e sociale.

    La riflessione del governo britannico non appare così futuristica, se si prospetta che l'intelligenza artificale diverrà sempre più ubiqua, e se si considera che nel 2007, stando ai dati della Commissione Economica per l'Europa delle Nazioni Unite, il settore della robotica "di servizio" raggiungerà un valore di oltre nove miliardi di dollari.

    Nel frattempo, gongola l'American Society for the Prevention of Cruelty to Robots (ASPCR). Nella sua dichiarazione programmatica, che risale al 1999, si legge l'intenzione di garantire dei diritti a ciascun essere senziente artificale, sia esso egli incastonato in un barattolo metallico, sia ricoperto di epidermide artificiale, o distribuito in una forma non fisica.

    Continueranno a sussistere le leggi di Asimov che relegano una robotica remissiva al servizio dell'uomo? Un'ombra distopica si sta allungando sul futuro? Dovranno passare ancora cinquant'anni prima di iniziare a guardare con sospetto al frullatore di casa, temendo che rivendichi il minimo sindacale.

    Gaia Bottà

    --------------------------------------------------
    Ciao
    Angelo
  5.     Mi trovi su: Homepage Homepage #4508151
    Molti scienziati sperano di poter dare una sorta di intelligenza artificiale a un robot , mi sa tanto che non riconosciamo i diritti umani in molti stati tra guerre , potere , violenza , avidità e ben altro , figuriamoci per dei poveri robot .
    E se un giorno , magari tra 50-100 anni fossero dotati di coscienza , sentimenti e pensiero profondo a parte l'intelligenza artificiale , lo scenario è prevedibile ; o ci calmiamo , oppure guerra totale contro noi umani , per i loro diritti dovuti a sfruttamento e maltrattamento , poco ma sicuro .
    Forse è meglio non dotare di intelligenza i robot per adesso , noi non siamo pronti , purtroppo non siamo ancora una vera civiltà :sweat:
    La leggendaria Lara Croft ora e' una leggenda eterna
    Lara Croft Global Staff
  6.     Mi trovi su: Homepage Homepage #4508152
    Dal sito de "La Repubblica":


    Ecco il microchip di plastica: parla e dà consigli
    Azienda inglese apre la prima fabbrica al mondo per produrre
    i microconduttori. Potrebbero prendere il posto di quelli al silicio

    DI ENRICO FRANCESCHINI

    LONDRA - Il giorno in cui, indossando la giacca prima di uscire per andare in ufficio, la giacca ci ricorderà gli appuntamenti della giornata, le telefonate da fare e le commissioni da sbrigare, non è lontano. Un'azienda high-tech britannica ha ottenuto i finanziamenti per costruire la prima fabbrica al mondo di microconduttori di plastica, una svolta che potrebbe rivoluzionare il settore dell'elettronica e non soltanto quello, introducendo un futuro da fantascienza nella nostra vita quotidiana.

    Costruiti in plastica anziché in silicio, come avviene attualmente, i nuovi microchip ridurranno enormemente i costi facendo scendere i prezzi di una vasta gamma di prodotti, dai computer ai televisori a gadget di ogni tipo; e in un secondo tempo potranno essere inseriti anche in prodotti non elettronici, come le confezioni di alimentari o i capi di abbigliamento, per comunicare all'acquirente una serie di informazioni: dalle istruzioni per l'uso, per esempio come cucinare un determinato cibo o come lavare un maglione di cachemire, a messaggi assai più sofisticati e personalizzati, da modificare di volta in volta, come l'agenda degli impegni della giornata. Un microchip "parlante", insomma, ci terrà compagnia.

    Gli esperti prevedono che il passaggio ai microconduttori di plastica sarà la nuova frontiera tecnologica dei prossimi trent'anni. Tutte le maggiori aziende del pianeta rincorrono il progetto: ci stanno già lavorando, fra le altre, l'americana Lucent, l'olandese Philips, la giapponese Hitachi, la sudcoreana Samsung e la taiwanese Au Optronics. Ma a varcare per prima il traguardo è una piccola società di Cambridge, Inghilterra, la Plastic Logic, fondata nel 2000, con novanta dipendenti e azionisti importanti come Intel, maggiore azienda costruttrice di microchip del mondo, e Basf, maggior gruppo industriale chimico del mondo.

    "Abbiamo un vantaggio tecnologico di due anni sulla concorrenza in questo campo", ha detto il presidente della Plastic Logic, Hermann Hauser, al Financial Times. Per costruire la fabbrica dei microchip di plastica, la sua azienda ha raccolto un finanziamento pari a circa 70 milioni di euro. Significativa la scelta del luogo: Dresda, nell'ex-Germania orientale, città che fu a lungo il centro della produzione di micro-elettronica per l'intero blocco sovietico. Un altro fattore in favore di Dresda sono stati i finanziamenti che il governo tedesco fornisce per attirare investimenti esteri.

    "Il nostro impianto potrebbe condurre a un'era di prodotti elettronici estremamente economici, in cui circuiti elettronici sono inseriti negli abiti che indossiamo, ad esempio per darci automaticamente le istruzioni sulle cose da fare nell'arco della giornata", afferma Hauser. I microchip al silicio, che nel 2006 hanno avuto un fatturato mondiale di oltre 200 miliardi di euro, non saranno messi fuori commercio. Ma la Plastic Logic si aspetta vendite annue vicine al miliardo di euro entro cinque-dieci anni. I suoi primi prodotti saranno una serie di schermi leggeri, resistenti e flessibili, dello spessore di una carta di credito.
    Ciao
    Angelo
  7.     Mi trovi su: Homepage Homepage #4508153
    Dal sito del "Corriere della Sera":

    Cosi’ vedremo la tv degli alieni
    Due astrofisici americani useranno allo scopo un grande radiotelescopio in costruzione in Australia

    SEATTLE – Se, entro un raggio di 30 anni-luce dalla Terra, dovesse esistere un pianeta con un Pippo Baudo alieno che presenta il Festival della canzone degli alieni, ebbene, lo capteremo. E’ questo il senso di una nuova ricerca di civiltà extraterrestri presentata al congresso della American Astronomical Society a Seattle, Washington. Per la prima volta un grande radiotelescopio, attualmente in costruzione a Mileura, nell’Australia Occidentale, sarà usato anche per la ricerca di trasmissioni televisive prodotte da ipotetici abitanti di pianeti simili alla nostra Terra, ma orbitanti attorno a stelle lontane. «Abbiamo finalmente raggiunto quella sensibilità di ricezione di segnali radio che ci permetterà di captare le trasmissioni televisive di mondi popolati da civiltà tecnologiche, se ne esistono attorno a stelle lontane, simili al Sole. Così potremo "origliare" su quello che dicono altre eventuali civiltà galattiche», hanno riferito gli astrofisici Abraham Loeb e Mathias Zaldarriaga dell’Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics, nell’annunciare l’imminente inizio della singolare ricerca. Finora, hanno spiegato i due scienziati, le ricerche condotte nell’ambito del progetto Seti (Search for extraterrestrial intelligence) si sono basate soprattutto sulla ricerca di specifici segnali, nella presunzione che le civiltà evolute di altri sistemi stellari intendessero deliberatamente mettersi in contatto con noi. Si è trattato della ricerca del classico ago nel pagliaio, che non ha dato alcun frutto. Per altro, le presunte trasmissioni intenzionali degli alieni sono state ricercate in uno spettro di frequenze diverso da quello usato dalle nostre trasmissioni radiofoniche e televisive, anche per evitare problemi di interferenze.
    TRASMISSIONI A 30 ANNI LUCE - «Ora cambiamo metodo –annunciano i due cacciatori di alieni–. Grazie alle possibilità offerte dal Mileura Wide Field Array, il nuovo radiotelescopio attualmente in costruzione in Australia, possiamo sintonizzarci su trasmissioni di tipo televisivo, del tutto simili alle nostre, che vengono eventualmente irradiate da pianeti situati entro un raggio di 30 anni luce dalla Terra. Questo equivale a dire che, nel giro di pochi mesi, potremo passare in rassegna le mille più vicine stelle». Se la prima cernita non dovesse dare i frutti sperati, la ricerca andrà avanti con un altro ancor più potente sistema di radiotelescopi chiamato Ska, anche questo ancora in fase di realizzazione, che permetterà di spingersi fino a 300 anni luce, esaminando i segnali provenienti da ben cento milioni di sistemi stellari. Le probabilità di vedere qualche tv aliena, insomma, aumenterebbero esponenzialmente.
    PERRY COMO E «LASCIA O RADDOPPIA» - Ma che dire dell’ indice di ascolto galattico dei nostri segnali televisivi? Viaggiando a una velocità di 300 mila chilometri al secondo, essi si sono irradiati ormai fino a oltre cinquanta anni luce dalla Terra. Così, per esempio, se Beta Pictoris, un remota stella che sembra essere circondata da anello di polveri e da pianeti, ospitasse una civiltà dotata di potenti radiotelescopi, come quelli attualmente in costruzione in Australia, essa potrebbe tranquillamente sintonizzarsi sulle nostre emittenti televisive di mezzo secolo fa e ricevere il mitico Perry Como Show o il più nostrano gioco a quiz Lascia o Raddoppia con Mike Buongiorno! La ricerca dei due astrofisici americani è pubblicata sulla rivista scientifica Journal of Cosmology and Astroparticle Physics .
    Franco Foresta Martin
    10 gennaio 2007
    Ciao
    Angelo
  8. Bandito  
        Mi trovi su: Homepage #4508154
    Originally posted by Angelot
    Dal sito del "Corriere della Sera":

    [B]Cosi’ vedremo la tv degli alieni

    Due astrofisici americani useranno allo scopo un grande radiotelescopio in costruzione in Australia

    SEATTLE – Se, entro un raggio di 30 anni-luce dalla Terra, dovesse esistere un pianeta con un Pippo Baudo alieno che presenta il Festival della canzone degli alieni, ebbene, lo capteremo. E’ questo il senso di una nuova ricerca di civiltà extraterrestri presentata al congresso della American Astronomical Society a Seattle, Washington. Per la prima volta un grande radiotelescopio, attualmente in costruzione a Mileura, nell’Australia Occidentale, sarà usato anche per la ricerca di trasmissioni televisive prodotte da ipotetici abitanti di pianeti simili alla nostra Terra, ma orbitanti attorno a stelle lontane. «Abbiamo finalmente raggiunto quella sensibilità di ricezione di segnali radio che ci permetterà di captare le trasmissioni televisive di mondi popolati da civiltà tecnologiche, se ne esistono attorno a stelle lontane, simili al Sole. Così potremo "origliare" su quello che dicono altre eventuali civiltà galattiche», hanno riferito gli astrofisici Abraham Loeb e Mathias Zaldarriaga dell’Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics, nell’annunciare l’imminente inizio della singolare ricerca. Finora, hanno spiegato i due scienziati, le ricerche condotte nell’ambito del progetto Seti (Search for extraterrestrial intelligence) si sono basate soprattutto sulla ricerca di specifici segnali, nella presunzione che le civiltà evolute di altri sistemi stellari intendessero deliberatamente mettersi in contatto con noi. Si è trattato della ricerca del classico ago nel pagliaio, che non ha dato alcun frutto. Per altro, le presunte trasmissioni intenzionali degli alieni sono state ricercate in uno spettro di frequenze diverso da quello usato dalle nostre trasmissioni radiofoniche e televisive, anche per evitare problemi di interferenze.
    TRASMISSIONI A 30 ANNI LUCE - «Ora cambiamo metodo –annunciano i due cacciatori di alieni–. Grazie alle possibilità offerte dal Mileura Wide Field Array, il nuovo radiotelescopio attualmente in costruzione in Australia, possiamo sintonizzarci su trasmissioni di tipo televisivo, del tutto simili alle nostre, che vengono eventualmente irradiate da pianeti situati entro un raggio di 30 anni luce dalla Terra. Questo equivale a dire che, nel giro di pochi mesi, potremo passare in rassegna le mille più vicine stelle». Se la prima cernita non dovesse dare i frutti sperati, la ricerca andrà avanti con un altro ancor più potente sistema di radiotelescopi chiamato Ska, anche questo ancora in fase di realizzazione, che permetterà di spingersi fino a 300 anni luce, esaminando i segnali provenienti da ben cento milioni di sistemi stellari. Le probabilità di vedere qualche tv aliena, insomma, aumenterebbero esponenzialmente.
    PERRY COMO E «LASCIA O RADDOPPIA» - Ma che dire dell’ indice di ascolto galattico dei nostri segnali televisivi? Viaggiando a una velocità di 300 mila chilometri al secondo, essi si sono irradiati ormai fino a oltre cinquanta anni luce dalla Terra. Così, per esempio, se Beta Pictoris, un remota stella che sembra essere circondata da anello di polveri e da pianeti, ospitasse una civiltà dotata di potenti radiotelescopi, come quelli attualmente in costruzione in Australia, essa potrebbe tranquillamente sintonizzarsi sulle nostre emittenti televisive di mezzo secolo fa e ricevere il mitico Perry Como Show o il più nostrano gioco a quiz Lascia o Raddoppia con Mike Buongiorno! La ricerca dei due astrofisici americani è pubblicata sulla rivista scientifica Journal of Cosmology and Astroparticle Physics .
    Franco Foresta Martin
    10 gennaio 2007 [/B]


    Che beoti ignoranti! Ma si aspettano che eventuali civiltà aliene nel raggio di 30 anni luce siano organizzate come la nostra e utilizzino le nostre tecnologie?? Ma come si fa a pensare cose simili?? Bah, ennesima boiata del giorno. :rolleyes:
    [COLOR=LIMEGREEN]You can own the Earth and still all you'll own is earth until you can paint with all the colors of the wind.[/COLOR]

  9.     Mi trovi su: Homepage Homepage #4508156
    :roll:
    Giappone: inventato schermo elastico



    'GE motion' cambia forma seguendo ritmo immagini che mostra

    (ANSA) - TOKYO, 19 GEN - Arriva dal Giappone il primo schermo elastico al mondo capace di cambiare forma seguendo il 'ritmo' delle immagini che mostra. La curiosa invenzione e' opera dell'artista digitale e professore universitario Yoichiro Kawaguchi. Il dispositivo, battezzato dal suo creatore 'GE motion',possiede 72 cilindri a pressione che, attraverso le direttive di un computer, si muovono all'unisono creando una 'immagine fisica', fatta di continui cambiamenti armonici alla superficie del display.
    "Quando questo artefatto sprigionera' la sua furia verso il basso, le linee di giunzione del pianeta esploderanno. Jörmungandr, la serpe di Midgard si levera' sputando veleno nei cieli, e tutto il mondo verra' consumato da fuoco e cenere...Ragnarök! La settima era ci attende!"...

    Lara Croft Global Staff
  10.     Mi trovi su: Homepage Homepage #4508159
    Originally posted by Angelot
    Hanno una grande capacità inventiva. Chissà che prima o poi non inventino il moto perpetuo e la pietra filosofale. ;)


    E la suocera sprovvista di corde vocali :rolleyes: :dance:
    "Quando questo artefatto sprigionera' la sua furia verso il basso, le linee di giunzione del pianeta esploderanno. Jörmungandr, la serpe di Midgard si levera' sputando veleno nei cieli, e tutto il mondo verra' consumato da fuoco e cenere...Ragnarök! La settima era ci attende!"...

    Lara Croft Global Staff

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