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    Pannella: "Morto Piergiorgio Welby"
    Aveva chiesto a Napolitano l'eutanasia

    Marco Pannella ha annunciato la morte di Piergiorgio Welby durante la diretta di Radio Radicale. Welby aveva 61 anni e da quaranta era malato di distrofia muscolare. Aveva chiesto l'eutanasia al presidente Napolitano lo scorso settembre. Poche ore prima del decesso il Consiglio Superiore della Sanità aveva negato lo spegnimento del respiratore perché "non c'era accanimento terapeutico".

    La distrofia muscolare che lo hacostretto ad una vita da lui stesso definita inaccettabile, ha colpito Piergiorgio Welby all'età di 20 anni. Da allora, la malattia è peggiorata, lentamente ma inesorabilmente. Di papà scozzese (fu giocatore in serie A nella Roma), Welby aveva molteplici interessi: appassionato di caccia e di cani, ha fatto studi classici. Nato a Roma il 26 dicembre 1945 è stato colpito da una forma di distrofia muscolare progressiva. Nell'ultima fase della malattia, Welby era costretto a letto inibito a qualsiasi movimento di tutto il corpo, ad eccezione dei movimenti oculari e labiali. La sua sopravvivenza era assicurata esclusivamente da un respiratore automatico al quale era stato collegato nel 1997.

    Copresidente dell'Associazione Luca Coscioni, nel 2002 ha aperto un forum sull'eutanasia nel sito www.radicali.it e un suo blog (http://www.calibano.ilcannocchiale.it). Il 12 giugno del 2005, in occasione del referendum sulla fecondazione assistita e la ricerca scientifica, i radicali lo accompagnarono al seggio per assicurare almeno il suo voto tra i centomila disabili intrasportabili obbligati ad astenersi. Grazie al suo contributo, e a una norma ad hoc alle elezioni politiche del 9 e 10 aprile scorso, sottolinea l'associazione Coscioni, molti malati intrasportabili hanno potuto votare presso il proprio domicilio.

    Il suo caso era salito alla ribalta lo scorso settembre, quando Welby con una lettera-appello diretta al presidente della Repubblica aveva chiesto la concessione a "staccare la spina", a cui Giorgio Napolitano ha voluto rispondere. Un appello rilanciato nel suo libro "Lasciatemi morire".

    Dopo l'appello al Quirinale, Welby aveva presentato un ricorso al Tribunale di Roma per ottenere l'interruzione di quello che ha definito accanimento terapeutico, attraverso il distacco del respiratore artificiale sotto sedazione terminale. Il tribunale aveva risposto che in assenza di una legge non aveva potuto prendere posizione. Mercoledì 20 dicembre la presa di posizione del Consiglio Superiore della Sanità che ha definito la malattia di Welby non ancora terminale e di conseguenza non si era in presenza di accanimento terapeutico. Poche ore dopo il cuore di Welby ha cessato di battere.

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    E' stato liberato......finalmente....

    RIP
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    Vaticano:"Si può staccare la spina"
    Barragan: legge definisca accanimento
    Se l'uso della macchina che aiuta a respirare Piergiorgio Welby viene definito dai medici un ''accanimento terapeutico'', allora ''si può staccare la spina''. Per il cardinale Barragan, ministro della Salute del Vaticano,''I medici dovranno dire se la macchina che aiuta a respirare Welby è inutile o sproporzionata; se la risposta medica e' positiva diventa accanimento terapeutico", che per Barragan dovrebbe essere definito per legge.

    Secondo Barragan, dunque, occorre definire con precisione cosa significa "accanimento terapeutico" per arginare i possibili sconfinamenti in cui si potrebbe incorrere con una legge sul testamento biologico. "Penso - ha affermato a margine di un Convegno organizzato in occasione della giornata Mondiale dell'Aids - che l'accanimento terapeutico si possa definire per legge in genere, specificando pero' che non lo si proibisce ma non lo si impone".

    La posizione della Chiesa, illustrata dal cardinale messicano e' che "non si deve penalizzare quel medico o quell'operatore sanitario che non usi l'accanimento terapeutico: se la famiglia o il paziente vogliono l'accanimento terapeutico, non e' un peccato, ma non deve essere obbligato".

    "Una legge - ha aggiunto il card. Barragan - si puo' fare, specialmente collegata al testamento biologico. Ognuno di noi puo' fare un testamento in cui dice: quando arrivo alla tappa terminale magari non saro' cosciente ma non voglio l'accanimento".

    Il ministro vaticano della Salute ha sottolineato che cosi' ha fatto Giovanni Paolo II: "Quando alla fine gli hanno detto: 'La portiamo al Gemelli', lui ha chiesto: 'Che cosa mi fareste, qualcosa per guarirmi?'. 'No non si puo", e' stata la risposta. 'E allora lasciatemi qui', ha detto lui. Ha rinunciato - e' stata la conclusione di Barragan - a quello che sarebbe l'accanimento terapeutico, piu' chiaro non si puo'".
  3.     Mi trovi su: Homepage #4510336
    Originally posted by Vittore
    Vaticano:"Si può staccare la spina"
    Barragan: legge definisca accanimento
    Se l'uso della macchina che aiuta a respirare Piergiorgio Welby viene definito dai medici un ''accanimento terapeutico'', allora ''si può staccare la spina''. Per il cardinale Barragan, ministro della Salute del Vaticano,''I medici dovranno dire se la macchina che aiuta a respirare Welby è inutile o sproporzionata; se la risposta medica e' positiva diventa accanimento terapeutico", che per Barragan dovrebbe essere definito per legge.

    Secondo Barragan, dunque, occorre definire con precisione cosa significa "accanimento terapeutico" per arginare i possibili sconfinamenti in cui si potrebbe incorrere con una legge sul testamento biologico. "Penso - ha affermato a margine di un Convegno organizzato in occasione della giornata Mondiale dell'Aids - che l'accanimento terapeutico si possa definire per legge in genere, specificando pero' che non lo si proibisce ma non lo si impone".

    La posizione della Chiesa, illustrata dal cardinale messicano e' che "non si deve penalizzare quel medico o quell'operatore sanitario che non usi l'accanimento terapeutico: se la famiglia o il paziente vogliono l'accanimento terapeutico, non e' un peccato, ma non deve essere obbligato".

    "Una legge - ha aggiunto il card. Barragan - si puo' fare, specialmente collegata al testamento biologico. Ognuno di noi puo' fare un testamento in cui dice: quando arrivo alla tappa terminale magari non saro' cosciente ma non voglio l'accanimento".

    Il ministro vaticano della Salute ha sottolineato che cosi' ha fatto Giovanni Paolo II: "Quando alla fine gli hanno detto: 'La portiamo al Gemelli', lui ha chiesto: 'Che cosa mi fareste, qualcosa per guarirmi?'. 'No non si puo", e' stata la risposta. 'E allora lasciatemi qui', ha detto lui. Ha rinunciato - e' stata la conclusione di Barragan - a quello che sarebbe l'accanimento terapeutico, piu' chiaro non si puo'".


    Quoto in parte. L'accanimento terapeutico dovrebbe essere il primo passo prima dell'eutanasia. Credo che un dottore prima di intraprendere qualsiasi cura dovrebbe chiedersi che tipo di vita si può offrire ad un malato.
    Tenere una persona incosciente attaccata ad un tubo per 20 anni (non parlo del caso specifico) non può essere definita vita.
  4.     Mi trovi su: Homepage #4510337
    Originally posted by Giovanni1982
    Finalmente ha smesso di soffrire.


    Spero solo che la battaglia che la sua famiglia ha portato avanti con coraggio e contro tutto e tutti sia servita a qualcosa... :(
    [size=1][i]"Ci sono vari strumenti meccanici che aumentano l'eccitazione sessuale, specialmente nelle donne. Tra i più importanti sicuramente c'è la Mercedes-Benz 380SL." (Lynn Lavner)

    "La differenza tra un genio e uno stupido è che il genio ha de
  5.     Mi trovi su: Homepage #4510338
    Originally posted by whatever81
    Spero solo che la battaglia che la sua famiglia ha portato avanti con coraggio e contro tutto e tutti sia servita a qualcosa... :(



    nn credo...in questo paese di bigotti e falsi moralisti?:rolleyes:

    resto sempre dell'idea ke ognuno della propria vita possa farne quello ke vuole...sempre nel rispetto delle libertà altrui...ma nn era questo il caso!
    se poi bisogna dare giustificazioni a Dio o a qualke Dio ke dir si voglia...nn spetta certo agli altri ma alla persona stessa!;)
  6.     Mi trovi su: Homepage #4510340
    non si può dire di essere contento...xò in un certo senso lo sono xchè finalmente ha smesso di soffrire. vegetare NON è vivere!

    cmq questa cosa che sia morto proprio adesso secondo me è un pò strana...i radicali avevano dichiarato che uno di loro sarebbe andato a fare "la mossa" :confused:
    "Xchè? Xchèèè? 3-1, 3-2, 3-3 !!!"
  7.     Mi trovi su: Homepage #4510341
    Caso Welby/ Piergiorgio ha smesso di vivere
    Giovedí 21.12.2006 08:55


    Mario Riccio è il medico che ha adempiuto alle volontà di Piergiorgio Welby. Il medico, anestesista rianimatore a Cremona, ieri notte attorno alle 23.30 ha sedato e poi staccato il respiratore dell'uomo. Ecco il suo racconto alla conferenza stampa indetta dai radicali e guidata dall'onorevole Marco Cappato: "E' opportuno esserci. Sono anestesista a Cremona, rianimatore, nelle settimane passate, visto l'impegno da 10 anni come componente Consulta Bioetica Onlus, presieduta dal professor Mario Mori bioeticista a Torino. Sono entrato in contatto con la Coscioni e con l'on Cappato". Welby aveva scelto il 21 dicembre perché, racconta Cappato, "aveva deciso che era ora".

    Riccio ricorda poi come si era proposto per approfondimenti subito recepiti su aspetti tecnici, medici, anche per il suo contributo. E aspetti giuridici. Cappato ha chiesto se poteva concretizzare il desiderio di Welby, non ha visto ostacoli "ritenendo diritto di Welby ampiamente riconosciuto e praticato in italia, per cui mi sono reso disponibile. Con Cappato abbiamo preparato tutto cercando di evitare pressioni sulla mia persona, eravamo pronti a partire appena Piergiorgio ce l'avesse irichiesto".

    Ed ecco le ultime ore di Welby: "Lunedì sono stato a Roma dove ho conosciuto Piergiorgio, mi ha confermato la volontà di essere staccato dal ventilatore sotto sedazione. Superati alcuni aspetti tecnici come il reperimento di una vena in cui si poteva fare la sedazione, ieri sera come Piergiorgio ci aveva chiesto, aveva ricevuto la lettera del Prof. Marino e aveva riflettuto, aveva saputo del pronunciamento del tribunale civile. Poi ieri sera gli ho chiesto se il ricorso della Procura modificasse qualcosa, ma mi ha detto che questo non cambiava il suo proponimento e desiderava la sedazione e l'interruzione della terapia". Così è stato.

    E Pannella dice: "Grazie a Welby non c'è solo un giudice, ma anche un dottore in Italia. Certo, cercheranno di fargliela pagare, ma l'avere costruito in questi 88 giorni, rispondendo a interrogativi e urgenze ogni giorno diverse, la praticabilità di un percorso che il giudice non ritiene ancora percorribile". E se la prende con gli "idolatri e feticisiti". E Pannella racconta: "Nel salutarlo gli ho detto: 'Visto, ti pareva stessimo scherzando?'". Con un'osservazione: "Non c'è famiglia in cui succedono queste cose in cui si dica al dottore: 'Lo faccia soffrire poco'". Perché "Se proprio non c'è più nulla da fare, in qualsiasi famiglia - di cardinali, pontefici, boia come noi - c'è chi dice: 'dottore, lo faccia soffrire di meno'". E conclude su Riccio: "Questa persona mi conforta. Nessuno rischia 10, 15 anni di galera per questo. Chi può giudicare i medici che sono come lui?" Carla, sorella di Piergiorgio, definisce suo fratello: "Un regista, ha guidato tutto lui". Mina Welby non c'è, è a casa.

    Cappato tira le somme, ricordando come Welby con un movimento brusco si era strappato il respiratore, sentendosi "nel braccio della morte". E fino all'ultimo "abbiamo cercato di rifornirlo di ragioni". Mentre Piergiorgio "si è concentrato sulla sua morte. Del resto, diceva, è la prima volta che muoio". E a chi chiede dei giudici: "sinora non si sono interessati"

    Riccio poi racconta: "La causa della morte è stata per arresto cardiorespiratorio alle 23.40". E chiede comprensione per lui, persona non abituata alla pressione mediatica. Però "Sono molto sereno e convinto di un percorso giuridico, etico e medicolegale. Vorrei chiarire - dice - che la sospensione del trattamento sanitario sia stata riportata al di là della sentenza del tribunale civile. Con i componenti della consulta di Bioetica abbiamo letto la sentenza, dove c'è scritto il diritto alla sospensione di una terapia". E qui spiega: "Mi era sembrata contraddittoria nel finale, e sembrava quasi impossibile però che il diritto fosse esercitabile. Negli ospedali si sospendono le terapie e che io sappia non ci sono procedimenti della magistratura. E questo non scuote le coscienze".

    Rischi? Cappato dice: "Ogni cittadino rischia. Ma sul piano della scienza medica riteniamo impeccabile, anche dal punto di vista giuridico, di aver fatto quanto possibile per rispettare la costituzione e la legge del Paese". Riccio parla ancora di legge: "Torno sull'argomento. Nella sentenza del tribunale di Roma si ricorda che il diritto alla sospensione delle terapie è nella Costituzione, sentenze di Cassazione, Convenzione di Oviedo, codice deontologico". E sulla sedazione: "Era necessario trovare una vena. Non poteva essere sedato per bocca perché era difficile, per cui l'ho sedato per vena". Spiegando anche che fino alla fine Welby ha cercato di "stare vicino ai suoi cari, per cui prima l'ho sedato e poi ho staccato il respiratore".
  8.     Mi trovi su: Homepage #4510343
    Originally posted by Giovanni1982
    Quoto in parte. L'accanimento terapeutico dovrebbe essere il primo passo prima dell'eutanasia. Credo che un dottore prima di intraprendere qualsiasi cura dovrebbe chiedersi che tipo di vita si può offrire ad un malato.
    Tenere una persona incosciente attaccata ad un tubo per 20 anni (non parlo del caso specifico) non può essere definita vita.
    quoto ed aggiungo: è quel che poi viene combattuto.. l'andare contro natura.

  Pannella: "Morto Piergiorgio Welby"

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