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    In casa Milan è opportuno puntare decisamente sull'attaccante biellese, magari affiancato da Kakà seconda punta.

    Rivera 128 gol, Shevchenko 127: il passato remoto e prossimo del Milan si legge anche attraverso queste cifre, che scavano un baratro fra l'attacco di oggi e l'attacco di ieri. Dopo 17 giornate di torneo, gli eredi dell'ucraino hanno espresso, come picco di redimento, i 9 gol di Kakà fra campionato (4) e Champions League (5), e le 5 reti di Gilardino, bomber rossonero della massima divisione.

    Eppure, senza immaginare chissà quali svolte storiche, resto dell'avviso che l'avvenire offensivo della squadra stia nei piedi di Gilardino (luglio 1982) e Kakà (aprile 1982): due stelle nate poco prima e poco dopo che Falcao e Rossi incendiassero il Sarrià di Barcellona. Chi si deve fare da parte, inevitabilmente, è Inzaghi (agosto 1973), che nella prossima stagione avrà 34 anni, e cioè troppi.

    Gilardino, nonostante qualche periodo opaco, è il miglior attaccante italiano nel rapporto classe-età, e ha dato sempre il meglio di se stesso come prima punta: nell'Italia Under 21, nel Parma, nel Milan con Sheva che gli girava intorno. Inzaghi, pur avendo caratteristiche diverse, ama lo stesso raggio d'azione, e i 2, dopo una iniziale convivenza vantaggiosa, tendono a sovrapporsi.

    Quello che serve è: 1) scommettere su Gilardino senza alcun indugio, 2) affiancarlo con un elemento che sia seconda punta, e cioè un Oliveira più convincente, quale potrebbe essere Iaquinta, 3) sistemare Kakà alle loro spalle, perché possa sfruttare gli aprivarchi, ed "entrare dentro" con la sua devastante progressione. E' assurdo fantasticare su Ronaldinho, rischiando di perdere Gilardino o Kakà.

    Limitatamente a questa stagione, pur di ritrovare equilibrio e risalire la china, non mi dispiace la vesione del 4-4-2 classico, con Gilardino prima punta, Kakà seconda punta, e gente anziana come Cafu o Serginho (anche esterni alti) messa in condizione di coprire 40 metri di campo, invece che 90. Si tratterebbe, comunque, solo di una soluzione-ponte, in attesa dello svecchiamento della difesa.

  Nesti: Il futuro è Gilardino

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