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    «Cairo l’ho conosciuto questa estate: chiedo solo un progetto serio».

    Ecco nascere l’idea che sposerebbe le due esigenze di Cairo: uno scambio di prestiti Fiore-Di Vaio, con il benestare del Valencia proprietario del cartellino dell’ex centrocampista azzurro e con il concreto interesse del Monaco, che usa poco l’ex di Lazio, Parma e Juve anche perché in attacco dispone già di Koller, Kallon e Yaya Tourè. Marco Di Vaio ci spera.

    Quanta voglia ha di tornare a giocare da noi? «Tanta, tantissima. Ho trascorso tre anni all'estero, ora il mio desiderio più grande è di confrontarmi di nuovo con la serie A».

    Dopo le stagioni con Lazio, Parma e Juve, non si è trovato bene fuori confine? «Sì e no. A Valencia il primo anno andavo forte, ma quando hanno cacciato Ranieri ho dovuto cambiare aria. Un vero peccato: la società credeva in me, Quique Sanchez no».

    Sembra di rivedere il caso Tavano, no? «E' la stessa identica situazione, toccata anche a Corradi e Fiore. Ciccio doveva essere la punta di diamante, ma sono riusciti a deprimerlo in tre mesi. Fa bene ad andarsene».

    Quanta differenza c'è tra un campionato italiano ed uno straniero? «Poca a livello di soldi ed impegno, tanta a livello di vivibilità. C'è meno pressione, il calcio è visto ancora come una festa dove le famiglie sono protagoniste».

    Nonostante ciò, la voglia di rigiocarci è totale. «Sì, perché la tua casa può essere brutta e piccola, ma è sempre casa tua».

    Magari la casa nuova potrebbe ritrovarla a Torino, sulla sponda granata. «Quest'estate ho conosciuto il presidente Cairo e abbiamo parlato a lungo del suo progetto. E' una persona seria ed ambiziosa, ma io avevo già dato la mia parola al Monaco. Ci siamo lasciati con la promessa che se fossi tornato in Italia, il Toro sarebbe stata la prima scelta, e non solo per la storia di questa squadra».

    Quante possibilità ci sono di vedere Di Vaio in granata, magari già a gennaio, per far compiere il salto di qualità al Torino? «Questo discorso non dipende solo da me. Mi sposterei da Monaco, dove ho un contratto fino al 2008, solo per un progetto vero e fondato: un prestito di sei mesi non mi interessa proprio».

  Di Vaio, voglia di Toro: "I granata la prima scelta ma non vengo in prestito"

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